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Pippo Baudo artista? Era la Rai? No, rappresentava l’arretratezza dell’Italia che non voleva cambiare

©Cosima Scavolini/Lapresse 13-11-2008 Roma Spettacolo Presentazione della trasmissione Serata d’onore Nella foto Pippo Baudo ©Cosima Scavolini/Lapresse 13-11-2008 Rome Presentation of the tv program Serata D’onore In the photo Pippo Baudo

©Cosima Scavolini/Lapresse 13-11-2008 Roma Spettacolo Presentazione della trasmissione Serata d'onore Nella foto Pippo Baudo ©Cosima Scavolini/Lapresse 13-11-2008 Rome Presentation of the tv program Serata D'onore In the photo Pippo Baudo

Pippo Baudo artista, Pippo Baudo intellettuale, Pippo Baudo l’uomo che ha unificato l’Italia, Pippo Baudo l’uomo della Rai, Pippo Baudo l’uomo che ha riformato, che ha fatto entrare l’Italia nella modernità. “Scusate, so che è una cosa che non si fa: ma a me non sembra questo grande personaggio”, dice nel suo video editoriale Piero Sansonetti, direttore de L’Unità. Baudo è morto sabato scorso a 89 anni, è stato tra i conduttori più famosi nella storia della televisione italiana, l’unico a presentare 13 edizioni del Festival di Sanremo.

“Io ho un’altra idea degli artisti”, ha cominciato Sansonetti. “E poi ci sono gli intellettuali, alcune centinaia di migliaia fra studiosi, professori, architetti, giuristi, insegnanti, e non mi pare che neanche in questo campo eccella. È stato un buon presentatore televisivo, è un mestiere più che dignitoso”. E ancora: “La Rai è stata grande non tanto per l’intrattenimento ma quando ha fatto cultura, ha fatto informazione. Ha unificato l’Italia? L’ha riformata? L’ha fatta entrare nella modernità? No, no”.

Sansonetti ricorda i movimenti e i conflitti che hanno caratterizzato la storia dell’Italia nel secondo dopoguerra. “Con questa spinta, con la spinta di queste forze l’Italia è entrata nella modernità, è diventata un Paese moderno, civile, è uscita dall’arretratezza del fascismo. Ma che c’entra Pippo Baudo? Pippo Baudo faceva il contrario, era il punto di riferimento dell’Italia che non voleva i cambiamenti, che non voleva le riforme, che non voleva il cambio dello spirito pubblico, che voleva attaccarsi ai privilegi della borghesia. Era l’arretratezza, era il ‘non muoviamoci’, era lo stiamo fermi e sorridiamo. E soprattutto evitiamo il conflitto sociale: il conflitto sociale ha fatto grande l’Italia, non Pippo Baudo”.