Non si può ancora parlare di una certezza ma quantomeno di una prospettiva: a oltre tre anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina scatenata con l’invasione di Mosca nel febbraio del 2022, i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky potrebbero incontrarsi per la prima volta in un bilaterale entro il mese di agosto. Non succede dal 2019. È la notizia più sostanziosa emersa dalla serie di incontri molto attesa a Washington alla Casa Bianca, tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alcuni leader europei e occidentali tra cui anche la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.
“Durante l’incontro abbiamo discusso delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che sarebbero state fornite dai vari Paesi europei, in coordinamento con gli Stati Uniti d’America. Tutti sono molto soddisfatti della possibilità di una pace tra Russia e Ucraina”, ha scritto sul suo social, Truth, Trump. Axios ha riportato che l’incontro potrebbe tenersi entro fine agosto. Gli incontri si sono tenuti dopo lo storico vertice di Ferragosto ad Anchorage, in Alaska, tra Trump e Putin. Nessuna tregua sul campo era emersa in quella occasione, nessun cessate il fuoco è stato annunciato tra ieri e oggi. Anzi: sul terreno continua la guerra con l’offensiva russa sulle città ucraine.
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Trump ha detto di non ritenere necessario al momento un cessate il fuoco sul campo ma definito possibile direttamente un accordo di pace tra Mosca e Kiev. L’Ucraina reclama delle “garanzie di sicurezza” per prevenire possibili futuri attacchi russi, un’eventualità che ha richiamato in causa l’articolo 5 del trattato della NATO che prevede l’intervento di tutti i Paesi membri in caso di aggressione esterna. I leader europei hanno parlato del cessate il fuoco come un passo e una condizione fondamentale per procedere ai negoziati di pace. Questi sono divisi per quanto riguarda invece la possibilità di mandare contingenti sul terreno in Ucraina. L’Italia è contraria.
Trump avrebbe già sentito Putin nella serata di ieri, dopo gli incontri con Zelensky e i principali leader europei. “Dopo quell’incontro avremo un trilaterale, che sarà tra i due presidenti (Putin e Zelensky) e me”, ha scritto l’inquilino della Casa Bianca sul social Truth definendo gli incontri di ieri e i prossimi “un primo passo molto positivo per una guerra che dura da quasi quattro anni. Il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff stanno coordinando le operazioni con Russia e Ucraina”. Ha assicurato che la guerra finirà, non sa quando ma finirà.
Zelensky, accolto nello Studio Ovale dopo il disastroso incontro di fine febbraio, si è detto disponibile alla possibilità del bilaterale. Nessun commento dal Cremlino. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron il bilaterale dovrebbe svolgersi in Europa, a Ginevra, in Svizzera, come sede auspicata per il colloquio. “Più che un’ipotesi, è addirittura la volontà collettiva”, ha dichiarato in un’intervista trasmessa sull’emittente LCI. “Sarà in un Paese neutrale, e quindi forse la Svizzera, chiedo Ginevra, o un altro Paese. L’ultima volta che ci sono stati colloqui bilaterali, è stato a Istanbul”.
A Washington, oltre a Meloni e a Macron, sono arrivati il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente finlandese Alexander Stubb, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Un incontro tra Putin e Zelensky sarebbe un notevole successo per Trump che, in campagna elettorale prima della rielezione alle presidenziali del 2024, aveva garantito la fine del conflitto entro 100 giorni dalla sua seconda investitura.