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Netanyahu vuole Gaza, via libera all’occupazione totale della Striscia con l’ok di Trump: cancellata la Palestina

AP Photo/Julia Demaree Nikhinson

AP Photo/Julia Demaree Nikhinson

Se questa mattina era emerso l’appello di 600 alti funzionari o ex leader dei servizi segreti israeliani e dell’esercito nel quale veniva chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di intervenire per fermare il premier Benjamin Netanyahu e far finire la guerra, nel volgere di poche ore da Israele è arrivata la doccia fredda.

Bibi Netanyahu ha fatto approvare dal suo governo l’occupazione totale della Striscia di Gaza. Quindi l’escalation di una guerra che ha già ucciso almeno 60mila ciivili palestinesi, tra i quali 30mila bambini, forse molti di più.

Gaza sarà occupata militarmente e la Palestina cesserà di esistere. È questa la risposta sia al modesto ma combattivo dissenso interno ad Israele, sia al riconoscimento della Palestina da parte di centinaia di governi di tutto il mondo, compresi – a settembre – Francia, Gran Bretagna e Germania.

È anche una risposta al Papa, che domenica aveva detto di sentirsi vicino ai ragazzi di Gaza e dell’Ucraina. Forse è la fine di ogni speranza per il popolo palestinese. Oppresso da una forza militare potentissima e criminale, dalla violazione sistematica di tutte le leggi della guerra, da una volontà sterminio e di genocidio che proprio l’altro giorno è stata riconosciuta da un gigante della intellettualità israeliana come lo scrittore David Grossman.

Da quel che risulta alla stampa americana il via libera è stato dato da Donald Trump. Per il mondo è un giorno tragicissimo. L’evidente incapacità di opporsi in qualche mondo all’orrore del genocidio e della cancellazione di un popolo.