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Paola Egonu: vandalizzato il murale a Roma della pallavolista oro alle Olimpiadi, spray rosa sulla pelle nera

FOTO DA LAPRESSE

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Vandalizzato a Roma il murales dedicato a Paola Egonu, comparso ieri davanti alla sede del Coni, Comitato Olimpico Italiano. Al posto della pelle nera della pallavolista italiana, la pelle è stata ricolorata di rosa. L’opera era stata intitolata “Italianità” ed era stata realizzata dall’artista Laika all’indomani dello storico trionfo della Nazionale femminile di pallavolo che alle Olimpiadi di Parigi ha vinto l’oro. Non era mai successo a una Nazionale azzurra.

E di quella Nazionale Egonu è la stella assoluta, secondo molti osservatori e analisti è l’opposto più forte al mondo. A Parigi è stata premiata Mvp di tutto il torneo. È nata a Cittadella, in provincia di Padova, da genitori nigeriani. Qualche anno fa venne messa alla gogna per sue dichiarazioni sull’Italia paese “razzista“, parole che spiegò nella conferenza stampa a Sanremo prima della serata che l’aveva vista co-conduttrice al Festival. “Non vuol dire che sono tutti razzisti, o tutti cattivi o ignoranti. L’Italia è un Paese razzista, ma sta migliorando. Non voglio sembrare polemica o fare la parte della vittima ma semplicemente dire come stanno le cose. Nel mio monologo mi racconto, quindi ci sarà una parte dedicata a questo”.

Il gesto ha raccolto solidarietà e indignazione. “Cara Paola, il mio abbraccio va ben oltre quel giorno speciale e vale ancor di più oggi. Il rispetto e l’educazione si coltivano quotidianamente, per sconfiggere ignoranza, inciviltà e insensibilità. Insieme”, ha scritto in un post sui social, il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi. Parole di condanna anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Per noi chi nasce o cresce in Italia è italiana o italiano e continueremo a batterci per cambiare la legge sulla cittadinanza”, le parole della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. “Le persone che hanno fatto questo non meritano di essere chiamate tali — ha scritto su Instagram il capitano della Nazionale italiana maschile, Simone Giannelli — Senza cuore, senza dignità e senza umanità. Non ti curar di loro, chi di dovere ci penserà (spero proprio)”.