Un boato enorme e poi il crollo. Così è andato in fumo un palazzo in in rue Saint-Jacques, nel quinto arrondissement di Parigi, non lontano dal Panthéon.
Il panico si è immediatamente diffuso nella capitale francese per i timori di un attentato, vista anche la presenza all’interno dello stabile dell’American Paris Academy, una scuola privata americana di moda e design fondata da Richard Roy nel 1965, ma stando alle prime informazioni il crollo sarebbe dovuto ad una ‘banale’ fuga di gas.
Al momento il bilancio, provvisorio, è di 29 feriti, di cui quattro in gravi condizioni, oltre due dispersi.
Fra i testimoni, un’avvocata italiana, Francesca Bologna, che ha raccontato all’Ansa: “Pensavo fosse un terremoto, ma di quelli forti… ho quindi aspettato di vedere se non ci fossero altre scosse visto che noi italiani abbiamo un po’ di esperienza con i terremoti. Invece poi vedo questo fumo nerissimo e molto veloce sprigionarsi nel cielo. Tre, quattro minuti, un fumo scurissimo, molto alto, che va verso ovest“.
La procura parigina ha aperto un’inchiesta per “lesioni colpose” provocate da incuria o cattiva manutenzione, un’ipotesi che lascia pensare che le autorità propendano per l’esplosione dovuta al gas. Un segnale dell’esplosione sarebbe avvenuto poco prima del disastro, quando vi era stato un breve black out nella zona.
L’emittente Bfmtv riporta che diversi testimoni hanno riferito di un forte odore di gas prima dell’esplosione, mentre altri hanno raccontato che negli ultimi giorni erano stati effettuati dei lavori alla rete del gas in strada.
Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha subito pubblicato su Twitter l’appello a lasciare libera l’area per permettere ai soccorritori di intervenire. Poi è arrivato sul luogo così come la sindaca di Parigi Anne Hidalgo.
L’Unità di crisi della Farnesina, in stretto contatto con il consolato italiano a Parigi, sta verificando se ci siano italiani coinvolti nell’incendio e nel crollo della Paris American Academy.