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Revoca del patrocinio al pride, la destra ha l’intolleranza nel dna

Revoca del patrocinio al pride, la destra ha l’intolleranza nel dna

Partiamo dalle basi. Cosa vuol dire concedere un patrocinio? Vuol dire promuovere una manifestazione o un evento che si ritiene meritevole e importante per la città o per la regione. Ma evidentemente c’è qualcuno che fa finta di non saperlo. È infatti indubbio che il ritiro del patrocinio da parte della Regione Lazio è l’ennesimo atto di strumentalizzazione politica portato avanti da una destra che avvelena i pozzi ogni qual volta si parla di diritti.

È una dinamica che in quest’ultimo periodo si ripete sempre più spesso, così come accadde durante la legge sulle Unioni Civili o il Ddl contro l’omolesbobitransfobia: il tentativo di schiacciare il dibattito pubblico su un tema delicato e complesso come quello della Gestazione per Altri (già vietata nel nostro Paese), ogni qual volta si parli dei diritti delle persone lgbt+ e soprattutto di riconoscere piena cittadinanza ai loro figli e figlie. Ma la destra di governo non è sola in questa crociata reazionaria. Ha infatti dalla sua parte organizzazioni oltranziste schierate contro i diritti LGBT+ e che ormai dichiarano apertamente di essere contrarie al matrimonio egualitario così come alle adozioni o al riconoscimento dei diritti per i bambini e le bambine delle famiglie arcobaleno.

Se come dice Rocca non c’è alcuna connessione tra il ritiro del patrocinio della Regione Lazio e la presa di posizione di Pro Vita, appare oggettivamente alquanto singolare la consequenzialità dei fatti. E allora, al netto della posizione di Pro Vita, quale migliore occasione per screditare e buttare ombre su una manifestazione sociale e civile, tra le più partecipate del nostro Paese, come il Roma Pride? Quale migliore occasione per ribadire con forza che la linea politica di questa destra è quella di porsi in antitesi a chi scende in piazza chiedendo il riconoscimento di pari diritti per tutti e tutte?

Non siamo di fronte a una scelta estemporanea ma siamo di fronte alla conferma di una linea politica ben chiara portata avanti da una destra che lavora quotidianamente per delegittimare le istanze e la dignità della comunità lgbt+. E c’è di più: criticando il documento politico del Roma Pride, Rocca dimostra di non conoscere affatto la storia del movimento lgbt+ del nostro Paese. Il movimento lgbt+ è infatti da sempre avanguardia politica, culturale e sociale. Un movimento in continua evoluzione e con una lunga storia, composto da soggettività e associazioni che si interrogano e si confrontano esplorando mondi e possibilità, libere da pregiudizi e confini.

Il documento politico del Roma Pride, frutto di una profonda elaborazione politica delle realtà che fanno parte del coordinamento Roma Pride, racchiude quindi le istanze del movimento lgbt+ romano e va profondamente rispettato. Aggiungo che, per chi ha a cuore la promozione dei diritti, non può che essere considerato un prezioso strumento di riflessione e crescita personale e politica. Chi lo giudica o ne sottolinea strumentalmente delle parti quindi, o non sa di che parla o banalmente porta avanti il tentativo di delegittimare il movimento lgbt+ e la sua storia. E fa tutto questo mettendo in atto una azione molto grave che soffiando sul vento dell’intolleranza spinge pezzi di società a porsi in conflitto tra loro.

Ma una cosa è certa: la società civile cresce ogni giorno di più in consapevolezza e orgoglio. Ed è per questo che sabato Roma sarà inondata da una marea festosa e colorata, da una comunità che non è disposta né a fare nessun passo indietro e né a lasciare indietro qualcun*, da un movimento politico che terrà sempre alta l’asticella dei diritti. Le strade di Roma sabato saranno inondate da tutt* coloro che credono che una società con un diritto in più è una società migliore per tutt*.
E saremo in tant*, anzi tantissim*.

*Responsabile Diritti e Libertà nella segreteria nazionale di Sinistra Italiana