Open government : apriamo all'innovazione per liberalizzare il futuro

Di Carlo Infante
8 febbraio 2012
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Nell'ultimo Unitag, l'inserto mensile uscito lunedì (come tutti i primi lunedì del mese) per trattare delle parole chiave dell'innovazione, abbiamo scritto di come internet possa intervenire sul PIL. E' emerso, ad esempio, che si potrà contare almeno su un punto di PIL aggiuntivo per ogni 10% in più di connettività garantita alla popolazione.

Ciò comporta non solo un valore infrastrutturale ma una potenzialità precisa che possiamo definire emancipazione sociale, ovvero un salto di qualità da parte della società nell'usare tecnologie abilitanti, capaci di innescare un circolo virtuoso. Quale? Quello della partecipazione consapevole alla cosa pubblica, da parte degli utenti-cittadini, risolvendo procedure amministrative in modo più fluido e funzionale. Un indirizzo già teorizzato anni fa (ai tempi di Bassanini, nel 1996, con il primo governo Prodi) innestando l'e-government su un corpo istituzionale refrattario. Oggi, con la la cabina di regia composta da cinque ministri e coordinata da Francesco Profumo, ministro all'Istruzione, Università e Ricerca, si procede verso i principi strategici dell'open government che significa avere a che fare con una pubblica amministrazione aperta e trasparente, capace di ottimizzare, rendendo inter-operabili (condivise a tutti gli effetti) le informazioni-bene comune. I cosiddetti Open Data potranno garantire la tanto auspicata responsabilità dei politici per i loro atti, non saranno più tollerate opacità (si spera).

Per fare pressione su questa cabina di regia, convocata proprio per oggi, si è svolta ieri in Senato una conferenza stampa (convocata, tra gli altri, da: Agorà Digitale, Articolo 21, Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Italiana per l'Open Government, Stati Generali dell’Innovazione) e rilanciata su twitter con #liberalizziamoilfuturo. L'evento ha visto una partecipazione trasversale di parlamentari, tra cui: Donatella Poretti (Radicali), Lucio Malan (PDL) , Felice Belisario (IDV), Beppe Giulietti (Misto) e Vincenzo Vita (PD).

Tra i tanti punti scandagliati, per fare arrivare degli input a quella “cabina di regia” c'è la proposta dell'abolizione del monopolio SIAE, sincronica alla commissione parlamentare di inchiesta sull'ente gestore dei diritti d'autore. E' emersa inoltre la necessità di presentare un emendamento per annullare il “beauty contest” sulle frequenze televisive e bandire un'asta che privilegi usi innovativi delle frequenze nel settore Internet e delle telecomunicazioni, ma anche forme di azionariato diffuso. Tra le altre proposte c'è quella dell'obbligo di apertura dei dati pubblici anche per uso commerciale per favorire imprese innovative, l'abbattimento delle tasse ai piccoli imprenditori del settore della banda larga, l'apertura degli archivi digitali delle biblioteche, l'abbattimento dell'IVA sugli e-book e l'orientamento ad usare software libero nella pubblica amministrazione.

link utili: Su unitag, a proposito di internet e PIL

http://www.unita.it/tecnologia/ecco-quanto-vale-il-pil-di-internet-1.379101



la nuova rete del valore
http://www.unita.it/rubriche/salva-con-nome/la-nuova-rete-del-valore-1.378690?listID=1.294492&pos=0

A proposito di #liberalizziamoilfuturo
http://www.agoradigitale.org/liberalizzazioni-consenso-bipartisan-abolizione-monopolio-siae-presto-emendamento-vincolante-asta-fr