Integration Cup: un torneo
per dare un calcio al razzismo

wind integration cup
Di Matteo Marcelli
10 luglio 2012
A - A
Balotelli un po' il tema dell'integrazione l'ha fatto riemergere, durante questi ultimi Europei. Se ne parla sempre poco – e spesso male, travolgendo ogni discorso con preconcetti e perché no, retorica. Wind prova a fare una cosa diversa, partendo proprio dal calcio. E organizza una Integration Cup, un torneo di calcio a 5, patrocinato dal Coni, che si svolgerà in 8 città italiane nei mesi di giugno, luglio e settembre, alla cui base c'è un'idea semplice e quanto mai efficace: vincolare l'iscrizione di una squadra alla presenza in rosa di un numero minimo di immigrati. Nello specifico, su 12 giocatori, sette dovranno appartenere a comunità straniere.

«L'iniziativa Integration Cup nasce dall'esigenza di essere sempre più vicini ad una parte della società, quella dei migranti che popola il territorio italiano - spiega Mauro Accroglianò, direttore marketing Mobile Consumer di Wind - Da sempre Wind ha avuto un occhio di riguardo verso queste realtà, sia con offerte tariffarie sia con attività socio culturali volte all'integrazione delle persone».

In ciascuna delle città scelte da Wind (Torino, Udine, Genova, Milano, Parma, Roma, Firenze e Reggio Calabria) si sfideranno 8 squadre divise in gironi. Dai playoff di ogni singolo girone usciranno poi le 8 finaliste che accederanno alla fase finale, prevista a Roma e disputata al centro sportivo Giulio Onesti dell'Acqua Acetosa dal 14 al 16 settembre. In occasione della finale ci sarà anche una cena multietnica accompagnata dalla musica di complessi composti dalle diverse etnie partecipanti.

INTERVISTA A MAURO ACCROGLIANO'



Per Wind iniziative del genere sono all'ordine del giorno ma non si tratta di semplice beneficenza o moralismo. Sono parte di una strategia aziendale: «Wind si interessa a queste comunità già dal 2004 facendo offerte dedicate sia in Italia che all'estero - dice ancora Accroglianò - Abbiamo organizzato dei call center direttamente in lingua. I clienti rumeni, ad esempio, ricevono già risposte nella loro lingua. E' una cosa estremamente importante per creare questo senso di comunità cui teniamo molto. Non ultimo abbiamo fatto una partnership con una società di money transfer, che sarà implementata a breve, abbinando al trasferimento monetario la consegna di una ricarica».

Si tratta insomma di adeguare le esigenze aziendali a quelle di un tessuto sociale in continuo cambiamento. Accompagnando ad iniziative sociali offerte di servizi utilizzabili da chiunque popoli il nostro territorio, che sia italiano o straniero. «La nostra azienda – conclude Accroglianò – è stata la prima compagnia italiana ad intuire le reali potenzialità economiche del mercato etnico». Se poi a quest'intuizione si accompagnano iniziative come la Wind Integration cup è ancora meglio.