Profumo di scuola trasloca nella ComUnità

scuola profumo wide
Di Franco Labella
3 luglio 2012
A - A
C’è un giudice a Berlino ed un oste (o mugnaio) a Torino
Stavolta non mi lamento anzi ne sono quasi sollevato.
In genere i miei studenti non leggono i giornali e questo è un gran male. Se, però, nonostante le mie raccomandazioni e a dispetto della circostanza che sono impegnati negli orali degli esami di Stato, anche questa settimana non li hanno letti, non li posso rimproverare. E’ stato meglio così.

«Il lavoro non è un diritto», «La decisione dei giudici di Roma è un caso di foklore italiano». Con due sole frasi si smonta un anno e passa di lavoro.

Li ho afflitti i miei studenti con l’analisi degli articoli 1 e 4 della Costituzione ed il diritto al lavoro mentre maggio è trascorso a spiegare quanto sia importante il ruolo dei giudici. Poi arrivano Elsa Fornero, docente universitario nonchè ministro del Lavoro (lo scriveranno per niente con la maiuscola?) e Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, a spiegare ai miei studenti che, tutto sommato, aveva ragione la Gelmini ad eliminare lo studio del Diritto a scuola.

Tanto se il diritto al lavoro non esiste, ad onta del primo comma dell’art. 4 «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto», che senso ha studiare la Costituzione a scuola?

E’ vero, c’è stata la smentita o meglio la puntualizzazione della professoressa torinese ma in una intervista stampata le parole si pesano e si valutano a priori non quando la polemica divampa.

E se una decisione di giudici italiani (chissà se Marchionne direbbe la stessa cosa di quelli canadesi) è come la sagra delle orecchiette con le cime di rape o il festival della tammorra (con la t e due emme) espressione dell’italico folklore, come glielo vai a spiegare ai tuoi studenti, stremati dal caldo, che la pluralità dei gradi di giudizio è la garanzia di una valutazione multipla (non quella Fiat, quella dell’ordinamento giuridico) e rigorosa dei giudici?

Qualche secolo fa, nella Prussia di Federico II, un oste (un mugnaio di Potsdam secondo alcuni) si raccomandava al giudice di Berlino.

Nell’Italia del XXI secolo ci dovremmo raccomandare, secondo Marchionne, all’oste delle orecchiette con le cime di rape?

Boh, questo è decisamente uno strano Paese. Il Paese di Cesare Beccaria e pure di Sergio Marchionne. Che è perfino laureato in Giurisprudenza, ha fatto l’avvocato ed è figlio di un carabiniere…

Ed allora, per usare lo stesso metro irriguardoso dell’italo-canadese, uno poi legge del folklore e pensa al maresciallo De Sica di  «Pane, amore e fantasia» invece che alla Benemerita ed a Salvo D’Acquisto.

Siamo a luglio e fa caldo, molto caldo. E se me la pigliassi troppo anche con la professoressa Fornero potrei provocare effetti non desiderati.

Perché distinguere fra lacrime e sudore, a volte, è piuttosto difficile. Le professoresse piangono e i disoccupati e gli esodati sudano. Freddo.

L’anno che verrà
Stavolta più che Dalla servirebbe il buon Guccini di «Un altro giorno è andato» a fare un bilancio del primo anno scolastico dell’era Profumo.

«E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è ormai passato e passerà! Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, il domani come tutto se ne andrà: ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, se guardi nelle tasche troverai gli spiccioli che ieri non avevi, ma il tempo andato non ritornerà».

Perché un anno è già passato e abbiamo sentito Profumo parlare di smart cities ed insegnanti smart pure loro, di merito ma siamo ancora in attesa del collegamento, di educazione finanziaria essenziale ma l’Economia politica non è stata reintrodotta nelle scuole superiori italiane, di concorsi e TFA ma ne riparliamo a settembre.

In compenso abbiamo letto un sacco di interviste. Serviranno a tenerci occupati in questa torrida estate. Con la speranza che, con il nuovo anno, qualcosa cambi. Ma veramente.

Vacanze e traslochi
L’estate è il periodo del riposo ma anche dei lavori di manutenzione.

Per le vacanze c'è ancora tempo ma Profumo di scuola si dirada e perciò con quella di questa settimana la rubrica viene sospesa. La rileggerete a settembre e come dicono i cinematografari la location (fa molto americano, pardon canadese…) cambia.

Profumo di scuola trasloca nella grande ComUnità, la community dell’Unità on line. Così anche la scuola avrà il suo giusto peso e magari mi sentirò importante come Marchionne.

Ho usato pure due paroloni inglesi in cinque righe di testo. Cosa vuoi di più dalla vita?
Ma un lucano che scrive di scuola, naturalmente…. Di Rionero in Vulture (Pz). A luglio fa caldo, molto caldo….


CITAZIONI
Da tecnico a tecnico
“E’ alzando il livello generale che si ottengono le eccellenze. La scuola del merito è la scuola del rigore morale irriducibile, che non si rassegna a perdere ragazzi lungo la strada. Che continua a lavorare per una nostra vita a lieto fine. Abbastanza lieto. E niente più demagogia, davvero”.
(così la preside Maria Pia Veladiano, insegnante e scrittrice, a proposito di quello che si chiede alla scuola italiana).

Senza commento ulteriore.
Fa caldo, molto caldo ed anche i professori non hanno più molte forze.
Nonostante tutto.