La Cgil: «Mai più le prove Invalsi
all'esame di terza media»

scuola, alunni medie, invalsi
25 giugno 2012
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«Lo avevamo chiesto in tempi non sospetti, circa un anno fa lanciando un appello affinchè la prova nazionale Invalsi non fosse più parte integrante dell'esame finale della scuola secondaria di primo grado. Lo abbiamo ribadito in avvio dell'anno scolastico 2011/2012, abbiamo presentato un emendamento al Decreto semplificazioni ed infine abbiamo scritto una lettera al Ministro nel mese di aprile.

Vogliamo segnalare in tal modo l'incongruenza pedagogica e normativa del meccanismo globale per la costituzione del voto finale dell'esame di Stato della Scuola secondaria di primo grado: il voto di ammissione, che rispecchia una valutazione di tre anni ed un percorso globale, individualizzato e personalizzato, che ha attraversato gli otto anni del ciclo primario, è messo sullo stesso piano di una singola prova scritta o di una prova orale. Denunciamo questa inammissibile distorsione della prassi valutativa, in quanto l'elaborazione di un giudizio che tenga conto dell'insieme delle reali competenze acquisite dallo studente, non può «basarsi su calcoli di tipo statistico», a maggior ragione in un esame rivolto a studenti e studentesse al termine del ciclo primario.

«Siamo altrettanto convinti che la prova nazionale predisposta dell'Invalsi debba ritornare alla sua funzione originaria: quella di supporto alle scuole per individuare punti di forza e di debolezza dell'attività educativa. Al contrario tale prova, inserita nell'esame conclusivo del ciclo primario, lo stravolge completamente, dando solo l'illusione di una sorta di uniformità a livello nazionale. Riguarda solo 2 materie su 12 (e solo 1/3 delle ore di lezione), turba e altera il rapporto fra studenti-esaminandi e docenti-esaminatori, distorcendo anche l'immagine dello stesso Invalsi».

Per finire - conclude Pantaleo -, va considerato che, con ben tre/quattro prove scritte, una prova nazionale Invalsi che insiste sempre su lettere e matematica (già valutati in altre singole prove scritte) ed un colloquio d'esame, gli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione risultano più impegnativi di qualsiasi altro esame dell'ordinamento scolastico e non rispecchiano tempi e modalità pedagogiche proprie di tutto il ciclo primario. Riteniamo importante, alla luce degli esiti dell'esame conclusivo per l'anno scolastico 2011/2012 rilanciare adesso la nostra richiesta affinché il Regolamento sulla valutazione venga modificato e la valutazione finale degli alunni e delle alunne possa tornare ad essere rispettosa del percorso di studi», conclude in una nota Mimmo Pantaleo Segretario generale Flc-Cgil.