La nuova rete del valore

4 febbraio 2012
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In questo scenario di crisi acuta è fondamentale innescare un processo di innovazione generalizzata, interpretando le prospettive secondo cui le tecnologie della comunicazione sono alla base del recupero di produttività per creare nuove forme di occupazione qualificata.

Ma come si farà a sviluppare le nuove tecnologie se la formazione di professionalità tecno-scientifica è stagnante? E come possono nascere nuove imprese innovative se non c'è una politica per il venture capital capace di sostenere le start-up innovative?

Nonostante la scarsità di risposte a queste domande siamo convinti che internet sarà il driver decisivo per lo sviluppo. Nessun altro settore è in grado di contribuire alla crescita del PIL con la stessa potenzialità, anche se attualmente costituisce solo il 2% del PIL, mentre in Francia va oltre il 3% e nel Regno Unito e Svezia supera il 5%.

Il punto cardine sta nell'espansione della connettività alle reti di nuove generazione. E' attraverso la diffusione della banda larga che s'inciderà, come sostiene il Digital Advisory Group: si potrà contare almeno su un punto di PIL aggiuntivo per ogni 10% in più di connettività garantita alla popolazione e alle imprese. Si, alla popolazione perché il valore più interessante è nel risparmio e quindi nell'ottimizzazione delle risorse rispetto alle applicazioni possibili: dalla gestione on line dei referti medici e di una miriade di pratiche amministrative al telelavoro e all'autosufficienza energetica.

Ma la questione è ancora più sottile, non risiede solo nelle risposte funzionali a bisogni chiaramente già delineati, bensì nella creazione di nuove domande da rivolgere alle opportunità del web. Abbiamo già tante risposte, tantissima offerta tecnologica che spesso disorienta per quanto soverchi l'assetto psicologico di chi si è formato senza queste complessità.

I modelli economici più interessanti saranno determinati dalla partecipazione attiva alla Società dell’Informazione, dove sono gli utenti a produrre informazione, senso, azioni creative e nuove relazioni sociali. Fenomeni come gli User Generated Content (contenuti prodotti dagli utenti), il Crowdsourcing (il passaparola della rete), l’Open Source (la programmazione informatica cooperativa ed interoperabile), il Performing Media (la creatività sociale delle reti integrata alle azioni nel territorio), il web 2.0 nel suo complesso, fanno intuire come la partecipazione attiva possa creare una nuova rete del valore, molto diversa da quella Catena del Valore basata sul modello industriale, meccanico e lineare proprio del sistema fordista.

L’azione attraverso le tecnologie mobili (smartphome, gps, wi fi, etc) può ad esempio stabilire il valore d’uso della città che va ben oltre il dato tecnologico. C’è già molta offerta di tecnologie sul campo ma è la domanda ad essere debole: promuovere una domanda consapevole e sociale di queste tecnologie potrà contribuire a riequilibrare le sorti di un mercato in stagnazione che al momento trae profitti solo dal consumo senza senso.

Produrre questo senso d’utilizzo evoluto può contribuire a creare un equilibrio tra mercato di nuovi indirizzi tecnologici e società emancipata, stabilendo una forte, politica ed economica, interconnessione tra la produzione di ricchezza e la sua ridistribuzione.

Link utili

http://www.digitaladvisorygroup.it/it/

http://www.tvdigitaldivide.it/tag/diffusione-banda-larga-crescita-pil/