Con la nascita del governo Monti i principali sconfitti dal punto di vista politico sono due: Matteo Renzi e Luca Cordero di Montezemolo. Parola di Pierferdinando Casini. Il leader Udc lo ha detto in modo chiaro nel corso di uno dei tanti incontri avuti in questi giorni per accompagnare al successo il nuovo esecutivo che, sono sempre parole del politico centrista, ha visto invece in positivo due protagonisti su tutti: lui stesso e Pier Luigi Bersani.
Nell’analisi dell’ex presidente della Camera, infatti, il rinvio delle elezioni anticipate e la costruzione di un clima diverso, volto ad assicurare al Paese un periodo di risanamento e crescita economica, di fatto ha sterilizzano i progetti politici di chi aveva puntato tutto sul fallimento dell’attuale sistema dei partiti, su cui i due volevano lanciare un’o.p.a. ostile dall’esterno. Tant’è che il sindaco di Firenze ha cercato di esorcizzare la propria sconfitta dando per già morto il tentativo di approvare riforme nella parte finale della legislatura, da lui giudicato un’ipotesi inesistente, come se quella di ieri fosse stata una giornata qualunque e non caratterizzata dalla nascita di un esecutivo con un sostegno senza precedenti e che potrà anche aiutare lo stesso Parlamento a fare la propria parte.
A partire dalla riforma della legge elettorale, prima che si giunga al referendum sul quale nei primi giorni di gennaio si pronuncerà la Corte Costituzionale impegnata nel vaglio di ammissibilità. Quanto all’iniziativa di Montezemolo, a Casini sta particolarmente a cuore l’aver potuto riaffermare, grazie al ruolo svolto nel propiziare la nascita del nuovo governo, la centralità del suo Udc e della propria leadership centrista, riferimento di quell’area alla quale intendeva rivolgersi proprio l’ex presidente di Confindustria che, per espressa ammissione confidata nelle scorse settimane a diversi addetti ai lavori dalla sua portavoce, era ormai pronto scendere in campo, «questione di giorni».