La solita faticosa vita del migrante nell’Italia delle gabelle

27 gennaio 2012
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Sono 4,6 milioni secondo l’Istat, le persone straniere iscritte al registro dell’anagrafe dei comuni italiani. Si tratta di una cifra destinata a crescere, almeno questo è stato il trend degli ultimi dieci anni: dal 2001 il numero dei residenti stranieri è quasi triplicato. Una presenza, dunque, tutt’altro che insignificante, come dimostra un altro dato, anch’esso reso noto dall’Istat, sui lavoratori stranieri, che sarebbero il 9,4% del totale nazionale. E, ancora: questi, rispetto ai cittadini italiani, hanno un tasso inferiore di disoccupazione (addirittura di dieci punti percentuali). Non si tratta però, ed è bene farlo presente, di persone completamente estranee agli effetti della crisi economica. Basti considerare il numero dei permessi di soggiorno non rinnovati nel 2010: 684.413 (fonte: dossier Caritas/migrantes 2011).
E quanti non sono precipitati in una situazione di irregolarità sono costretti, in ogni caso, a esercitare doti di flessibilità massima che, in questo caso, significa: accettare impieghi non specializzati, contratti di lavoro (quando ci sono) non rispondenti all’attività e soprattutto all’orario effettivo e, più in generale, un oscillare costante tra occupazione e disoccupazione. Ma non finisce qui. Il decreto 6 ottobre 2011 «Contributo per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno», firmato dagli ex ministri Tremonti e Maroni, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale alla fine dello scorso dicembre, entrerà in vigore lunedì prossimo. Si tratta di una tassa che varia a seconda della durata del permesso di soggiorno da rinnovare: 80 euro se è valido per meno di un anno e prezzi intorno ai 200 euro per il rilascio della “carta di soggiorno” Un costo che deve essere sommato a quello che già viene pagato per le spese amministrative che il rinnovo comporta. Insomma, la solita faticosa vita da immigrato.