Le Borse europee? Sono tutte fatte in Cina

Di Francesca Fornario
3 novembre 2011
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Alla Bce: «Ricordatevi che il vero obiettivo di questo vertice economico è convincere la Cina a intervenire per salvare le banche europee». «Convincere i comunisti a salvare il capitalismo?». «Esatto». «CONVINCERE I COMUNISTI A SALVARE IL CAPITALISMO?!». «Proprio così». «E... e abbiamo anche un piano B?» «Certo. È questo il piano B. Il piano A è solo una copertura: nessuno di noi crede davvero che l’Europa possa salvarsi da sola, o che Berlusconi riesca a evitare il crack dell’Italia con le sue misure anti-crisi». «Quando gli abbiamo fatto notare che nel suo Paese restano senza lavoro tre giovani su dieci lui ci ha detto che riconosceva di avere delle responsabilità perché su undici giovani se ne era fatte solo otto». «Senza contare che il referendum greco sugli aiuti potrebbe avere ripercussioni anche in Italia». «Pare che tre esponenti del Pd stiano già buttando giù una loro proposta di referendum». «Tre esponenti del Pd lavorano a una bozza di referendum?». «A tre bozze diverse». «Napolitano incontrerà gli esponenti dell’opposizione per capire quali possibilità ci sono di dare vita a un governo tecnico. Il Presidente italiano è molto preoccupato: pensate che gli agenti di polizia gli hanno spedito 50 mila cartoline per protestare contro i tagli. È preoccupato perché tagli alle risorse della polizia sono così pesanti che l’affrancatura è a carico del destinatario». «Avete ragione, convincere Pechino è l’unica soluzione». «In fondo, dal massacro di piazza Tiananmen è passata una vita». «Erano gli anni Ottanta, figurati». «Qualcuno di voi si ricorda ancora dei Blur, o degli 883?». «Naaa». «Il passato è passato». «Dobbiamo convincere l’amico Hu Jintao a salvarci». «Così, in futuro, potremmo sempre dire che se crollano le borse europee è perché sono fatte in Cina».