Duemiladieci battute di Francesca Fornario

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Dell’Utri, l’agenda rossa e i diari di Mussolini

Al processo contro il colonnello Mori per la mancata cattura di Provenzano (nuova linea difensiva: «c’è sfuggito perché aveva il pigiama della stessa fantasia della carta da parati»), il capomafia Giuffré indica come referente di Cosa Nostra il fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri. La circostanza viene però smentita dall’agenda rossa di Borsellino, sparita il giorno dell’attentato e ritrovata ieri dallo stesso dell’Utri. Il ritrovamento è avvenuto nello stesso luogo tetro e misterioso dove il senatore ha scovato gli autentici diari di Mussolini: lo scaffale degli horror di Blockbuster (Dell’Utri affitta un film dell’orrore ogni sera, per prendere sonno. Ognuno ha i suoi metodi: voi contate le pecore, lui conta i morti ammazzati). L’agenda rossa sulla quale Borsellino prendeva febbrilmente appunti durante gli interrogatori dei pentiti scagiona i politici poiché contiene solo diverse ricette della pasta alla norma. Quanto alla presunta trattativa con lo Stato, Berlusconi punta a evitare pressioni da parte della mafia anticipandone ogni possibile richiesta. Dopo la Cassa del Mezzogiorno, il mancato commissariamento del Comune di Fondi, la legge contro le intercettazioni, lo scudo fiscale, i finanziamenti al Comune di Catania e il Ponte sullo Stretto, il premier dà il via ad altre grandi opere in Sicilia. Tra queste l’Etna Due, un vulcano artificiale costruito dove attualmente sorge l’Etna. Dopo il parere contrario di 89 geologi, il Governo ha affidato una nuova perizia a una giornalista di Canale 5 assunta a tempo determinato, che conosce la materia in quanto va in vacanza a Stromboli. L’operazione è coperta da manovre diversive: Tremonti si farà crescere la barba ed esprimerà vivo apprezzamento per le posizioni della Prima Internazionale; Brunetta, passeggiando sul red carpet del festival del Cinema di Roma, magnificherà la poetica dell’inconscio di David Lynch: «Che profondità di campo, solo lui riesce a dare al soggettivo una forma obiettiva; cosa per Hegel impossibile».

20 ottobre 2009
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