
Trecentomila persone sono scese in piazza per difendere la libertà d’informazione. Diecimila per la questura. Nove per Minzolini che ha aperto il Tg1 con la notizia: «Migliaia in piazza? E’ solo l’ultimo gossip dell’estate». Eravamo così tanti che nemmeno il Giornale di Feltri ha potuto negarlo. Ha titolato: «Centinaia a Roma per il Gay Pride». Feltri se l’è presa perché quando dal palco hanno pronunciato il suo nome i fischi sono stati così forti che alle auto parcheggiate è squillato l’allarme. Il Tg2 delle 13 non ha dato la notizia. Il servizio di apertura era l’oroscopo. Il pubblico del Tg2 non è assetato d’informazione ma il direttore Mario Orfeo se ne approfitta. Ha aperto l’edizione delle 20 con le diapositive delle vacanze: «E questo, guardate bene, è il sarago che ha pescato mio cugino Ciro...». Le magliette de l’Unità con la scritta «E adesso denuncia anche me» sono andate a ruba. Fini ne ha comprate 80. In piazza c’erano anche decine di parlamentari del Pd. Non moltissimi ma più che in aula. Di Pietro li ha attaccati per le defezioni durante la votazione sullo scudo fiscale, ma gli assenti erano giustificati. Paola Binetti quella mattina era al telefono con Gesù, Enzo Carra era presente ma aveva bevuto una pozione che lo rendeva invisibile, Giovanna Melandri era stata inviata dal partito a Madrid per partecipare al convegno «Conseguenze nefaste dell’assenteismo in Parlamento» e gli altri 20 assenti erano stati inviati dal partito a Madrid per applaudire la Melandri. In piazza c’era poi Nanni Moretti, che ha detto: «Negli ultimi 15 anni la sinistra ha commesso un grave errore: sottovalutare Silvio Berlusconi». Anche D’Alema ha fatto autocritica: «Negli ultimi 15 anni la sinistra ha commesso un grave errore: sopravvalutare Nanni Moretti. ‘Il Caimano’ era una palla mostruosa, lo avete visto? Una metafora su un uomo che si crede invincibile e che fa di tutto per sfuggire ai processi. Siamo onesti: si sentiva il bisogno di un film su Mike Tyson?».