Speciale Elezioni 2014

«Non c'è più tempo da perdere»
l'Unità rilancia la mobilitazione

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Di Il Cdr
11 settembre 2014
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Ora si torni in edicola. Dopo la chiusura traumatica del 31 luglio, i giornalisti e i poligrafici de l'Unità hanno ridato voce al giornale attraverso il sito (con lavoro volontario e gratuito) durante la festa nazionale di Bologna. In questo modo il punto di vista del giornale di Antonio Gramsci è rimasto vivo in un momento importante per la vita di un nostro interlocutore qual è il Pd.

- L'EDITORIALE - Il calendario e l'Unità di Luca Landò

Ora è necessario cambiare strategia: si avvicina il momento cruciale della presentazione delle offerte per rilevare l'azienda. Nonostante diversi annunci, dopo la chiusura del giornale dobbiamo registrare soltanto il ritiro di un'offerta. Nessun piano concreto, nessuna proposta formale. Eppure migliaia di volontari hanno chiesto di riportare al più presto il giornale in edicola, unendo la loro voce a quella dei tanti lettori che anche questa volta non hanno fatto mancare il loro sostegno.

I contatti registrati dal sito confermano quanto da noi sostenuto in tutti questi mesi: l'Unità ha un mercato di riferimento importante.

L'azienda è arrivata alla chiusura di luglio per la concorrenza di diversi fattori, i cui responsabili hanno un nome preciso. Gli azionisti della società editrice devono spiegare come mai il giornale in questi anni ha subìto solo tagli, accumulando peraltro un debito sostanzioso. Il Pd, che da aprile sostiene di voler dare a l'Unità un futuro solido, non è riuscito finora ad andare oltre le promesse. I fatti non sono arrivati.

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