PILLOLA GIORNO DOPO:GIUDICE SAVONA, NO OBIEZIONE MEDICI/ANSA
(ANSA) - GENOVA, 27 SET - Linee guida per la corretta applicazione delle norme anche in materia di prescrizione della pillola del giorno dopo. Saranno contenute in un manualetto a uso interno deciso dall'Asl di Savona anche sulla scorta della presa di posizione della responsabile del settore materno infantile di quella Asl, Paola Pregliasco, che dalle colonne del mensile diocesano 'Letimbro' aveva negato la funzione abortiva della pillola d'emergenza. Le linee guida sono supportate dal parere giuridico del giudice savonese Fiorenza Giorgi per la quale ''il Levonorgestrel, o 'pillola d'emergenza', non e' assolutamente da considerare un farmaco abortivo''. ''Non sono io a dirlo - sostiene la giudice in un'intervista al Secolo XIX -, ma lo sostengono l'Oms e il ministero della Sanita' che ha autorizzato l'immissione del farmaco sul mercato italiano''. Secondo Giorgi questa premessa porta a una conseguenza ''molto importante: tutti i medici, e non solo i ginecologi, sono tenuti a prescrivere il farmaco senza che sia ammessa l'obiezione di coscienza perche' non si tratta di un farmaco abortivo. Per la pillola d'emergenza - prosegue Giorgi - ne' il ginecologo ne' il medico di famiglia possono esimersi dalla prescrizione''. Giorgi sostiene che il foglio illustrativo del farmaco ''dice l'esatto contrario di quanto sostenuto da Federvita Liguria. Si legge che in caso di gravidanza gia' in atto, il farmaco non potra' essere efficace. Dunque mi sembra evidente che se il farmaco e' ritenuto inefficace in caso di gravidanza non si possa parlare di pillola abortiva''. Immediata la risposta di Federvita Liguria, con le parole del suo presidente Eraldo Ciangherotti, per il quale le dichiarazioni del giudice savonese ''sono allarmanti''. Ciangherotti annuncia: Federvita ''impugnera' in tribunale ogni documento o direttiva dell'ASL savonese che indicasse le linee guida a cui il personale sanitario dovra' attenersi nell'ambito delle problematiche relative alla contraccezione, senza fare salva la possibilita' di obiezione di coscienza''. ''E' gia' strano - prosegue Ciangherotti - che ad applicare alle minorenni la legge 194 che parla di 'tutela sociale della maternita' e aborto' ci sia un giudice tutelare di parte che non ha mai nascosto pubblicamente la sua decisa posizione pro-aborto anche quando si tratti di minorenni''. Il presidente di Federvita, che annuncia di voler spedire alla giudice una scatola di farmaco, invita il giudice a tornare sui propri propri passi: ''se non sara' d'accordo con Federvita nemmeno dopo aver letto il bugiardino - ha concluso Ciangherotti - si autosospenda dal proprio incarico per assumere il ruolo di legislatore e da li' cambiare la legge''. (ANSA).




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