MEDICINA:DA RENE ARTIFICIALE A 'IBRIDI', ECCO FUTURO DIALISI
(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Rene artificiale, rene 'ibrido' tessuto-macchina e reni ricostruiti in laboratorio a partire da cellule staminali: sono queste le prospettive future che la ricerca scientifica potra' offrire alle persone che oggi vivono legati alla dialisi e sono in attesa di trapianto di reni. E' quanto riferito da Antonio Dal Canton, direttore della UOC Nefrologia Dialisi e Trapianto del Policlinico San Matteo Pavia nell'incontro di presentazione del congresso della SOcieta' Italiana di Nefrologia (SIN) che che si terra' a ottobre a Bologna. In Italia, con 48-50 mila dializzati e qualcosa come 1650 trapianti di rene l'anno, c'e' pero' una lista d'attesa per questo trapianto di 6-7 mila persone, spiega Dal Canton che e' anche presidente SIN. Non ci sono sufficienti reni disponibili per il trapianto, sottolinea l'esperto, pero' ci sono margini di intervento per aumentare i donatori: oltre ad aumentare la consapevolezza dei cittadini alla donazione, e anche la quota di trapianti da donatori viventi, ''fino al 20% in piu' di donatori si potrebbero avere se su tutto il territorio nazionale venisse praticato il prelievo anche a cuore non battente come facciamo noi a Pavia''. Per eseguirlo, spiega Dal Canton, serve una rapidita' di intervento tale da permettere il prelievo in un tempo sufficientemente breve affinche' il rene donato si riprenda e sia utile al trapianto. Ma il futuro sta anche nell'avanzamento tecnologico: ''gia' oggi sono stati sperimentati prototipi di rene artificiale, che si indossa come una cintura, ma per ora pesa troppo (5 chili) e non e' utilizzabile su vasta scala, perche' poco comodo''. Ma il futuro riserva altre sorprese: filtri renali 'ibridi' tessuto-macchina, cioe' filtri per dialisi con cellule renali che facciano il lavoro che oggi fa il macchinario; e poi organi prodotti in laboratorio a partire da staminali. ''Gia' oggi - conclude Dal Canton - e' stata sperimentata la possibilita' di ricreare un rene funzionante in vivo trapiantando staminali di topo nell'intestino di maiali''.




Condividi su: 
















