«Il mio coach di cucina»

di Ivan Fulcotutti gli articoli dell'autore

Qual è il modo migliore per parlare al popolo? Rivolgersi direttamente ai due valori che permeano l'esistenza dei cittadini, come noto a qualsiasi statista che si rispetti. Ovvero, la pancia e il portafogli. Missione compiuta per Ubisoft, in questo caso, che con Il mio coach di cucina segue disciplinatamente la politica del nazional-popolare, proponendo un nuovo videogioco di stampo gastronomico (cfr. pancia) a prezzo budget (cfr. portafogli). E vincendo su tutti i fronti.

Riassumibile come un "ricettario digitale con istruzioni vocali passo passo", Il mio coach di cucina offre un catalogo di circa 240 ricette, consultabili attraverso più criteri, come costo, tempi o ingredienti. Ad ogni accensione, inoltre, il sistema propone un piatto del giorno, basato in questo caso sulle preferenze dell'utente. Una sezione secondaria prevede infine testi didattici sugli attrezzi da cucina e sulla terminologia gastronomica, oltre a strumenti come la lista della spesa, il calendario programmabile o il convertitore di pesi e misure.

La fase vera e propria di preparazione è uno step by step alla portata di mente di casalinga (appena superiore a quella del videogiocatore, come noto). Prima di ogni ricetta vengono elencati gli strumenti e gli ingredienti necessari, questi ultimi inseribili nella lista della spesa digitale, per chiunque non abbia remore a vagabondare per un supermercato con un Nintendo DS in mano. Successivamente, la ricetta viene letta passo passo dal sistema, naturalmente in italiano, con la possibilità di passare alla fase successiva con la pressione di un tasto o, meravigliosamente, urlando "Avanti!" alla console. Sempre per coloro che non abbiano vergogna a discutere con un apparecchio elettronico. Oltre questo, poco altro.

Ora, perché parlare in questa sede di uno stupidissimo ricettario digitale? Per due ragioni. Primo, perché Il mio coach di cucina è, nel suo piccolo, l'indice di un mercato da 1,2 miliardi di euro (solo in Italia) che sta cambiando. E ciò che smuove simili somme di denaro non può essere sorvolato, ma vale la pena soffermarsi un istante. Secondo, perché il non-gioco Ubisoft, in realtà, ha davvero qualche ragione d'essere. Nella sua apparente assurdità, Il mio coach di cucina funziona, informa, cataloga, automatizza. In sostanza, può essere realmente utile persino a qualche anziano geek come il sottoscritto, che continua a lamentare la morte del videogioco classico ma, a conti fatti, ha già preparato un paio di validi piatti con questo arnese del demonio.

Scrive Max Achiever, filosofo statunitense: "L'intrattenimento digitale è la merce di consumo del postmoderno. Nel benessere, la società volge lo sguardo dal piatto al portafogli, poi dal portafogli allo schermo". Max Achiever ovviamente non esiste, la citazione è totalmente inventata, ma questo è show-business, poco importa. Anche perché essere demagogici porta gioia al popolo, ben oltre la noiosa moralità del rigore formale. Post-marchesiano.


SCHEDA
Titolo: Il mio coach di cucina
Piattaforma: Nintendo DS
Sviluppatore: Ubisoft
Genere: Edutainment
Sito web: www.ubisoft.it

19 luglio 2009
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