Scuola, il Tar boccia la Gelmini e dà ragione ai precari
di ma.ier.tutti gli articoli dell'autore
Entro un mese, il ministero dell'Istruzione dovrà inserire "a pettine" (sulla base del punteggio ottenuto) nelle graduatorie provinciali un centinaio di insegnanti supplenti. Fin qui il Tar del Lazio accogliendo una richiesta dell'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione (Anief) e da circa 70 insegnanti. Ma la Gelmini, maestra unica, è subito corsa ai ripari.
Trascorso questo periodo senza che sia realizzato quanto stabilito, i giudici hanno già nominato un commissario, il dirigente generale della Funzione pubblica Luciano Cannerozzi, che dovrà realizzare quanto deciso. Ma la Gelmini ha fatto presentare una modifica al decreto sulle graduatorie: in coda e non a pettine. Ed è polemica: l'Anief, l'associazione professionale e sindacale: l'emendamento é incostituzionale. E non solo. La maggioranza prevede anche di
agevolare l'uscita dei docenti: è quanto prevede un emendamento
alla Finanziaria, che propone uno scivolo di due anni per i prof
che entro il 31 gennaio 2010 lascino in modo volontario il lavoro.
I ricorrenti, tutti insegnanti-supplenti Anief, si dolevano del fatto che erano stati inseriti "in coda", anzichè rispettando il proprio punteggio, nell'aggiornamento delle graduatorie fatto dal ministero.
La questione non finisce qui; sono in fase di definizione (si attende la calendarizzazione delle udienze) numerosi altri ricorsi proposti. Il ministro come al solito non ascolta nessuno e tira acqua al suo mulino. Il deputato Pdl Paola Pelino ha dato seguito alle sue istruzioni: ha presentato una modifica che ricalca per intero quanto già pre-annunciato dalla Gelmini per salvarsi dal commissariamento.
Il caso. La III sezione bis del Tar, presieduta da Evasio Speranza, ha accolto la richiesta dell'associazione, dando esecuzione all'ordinanza con la quale il 5 giugno scorso aveva sospeso la parte del decreto ministeriale che, integrando e aggiornando le graduatorie, aveva tra l'altro stabilito che il personale che aveva indicato nella richiesta di iscrizione «ulteriori tre province in cui figurare in graduatoria per il biennio 2009-2011», sarebbe stato «collocato in posizione subordinata (in coda) al personale incluso in III fascia, nel rispetto della fascia in cui è inserito, con il punteggio e tutte le altre situazioni personali conseguiti nella provincia di appartenenza».
Il Tar, considerando "fondata" la richiesta di esecuzione della sua precedenza ordinanza, ha assegnato «30 giorni entro il quale l'amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all'ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l'inserimento 'a pettinè dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali, inserendoli nella fascia d'appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione».
In caso di non ottemperanza, sarà il dirigente generale della Funzione pubblica a provvedere «in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale».
La modifica Ieri è arrivato l'emendamento al decreto legge sulla scuola che consentirà di superare la sentenza del tar del lazio sull'inserimento 'a pettinè dei precari nelle graduatorie nazionali. è stata depositata dal relatore al decreto,
paola pelino (pdl) che spiega: «viene garantita la possibilità di chiedere l'iscrizione, oltre che nella propria provincia, anche in altre tre province, ma non a pettine bensì in coda, per rispetto alle graduatorie preesistenti». Un altro emendamento riguarda le nomine in ruolo che, precisa la relatrice, anche per il 2010 e 2011 saranno fatte con le stesse modalità in vigore oggi.
Prepensionamento La proposta sul prepensionamento, invece, è stata avanzata da un emendamento alla Finanziaria messo a punto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara: il testo prevede uno scivolo di due anni per i professori della scuola che entro il 31 gennaio del 2010 (ma con decorrenza dal primo settembre del prossimo anno) lascino volontariamente il lavoro.
«Al personale docente delle scuole statali, collocato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010,
con decorrenza dal successivo primo settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall'impiego, è concesso - si legge nel testo - un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianità. Nel caso in cui il docente fosse già in possesso dei requisiti minimi
previsti, l'anzianità contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data».




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