Bersani replica a Tremonti: «A lui il record delle tasse»
«Bersani è semplicemente stanco come tanti italiani di sentire raccontare favole compresa quella secondo la quale noi alzeremmo le tasse e lui le abbasserebbe». È il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che replica alle accuse di Giulio Tremonti sull'economia. «Quest'anno finiremo di lavorare per lo Stato il 23 giugno. È il record. Provi Tremonti a vantarsene», ha aggiunto.
Tremonti alla convention del Pdl ad Arezzo stamane aveva detto: "Vogliamo evitare a questo paese la macelleria sociale e non c'è riduzione fiscale che valga quanto conservare la sanità, le pensioni e la sicurezza". L'esecutivo non ha comunque rinunciato al taglio delle tasse, aveva dichiarato: ''Quando ci sarà la ripresa noi saremo al governo e ridurremo le tasse. Abbiamo rispettato il programma. Quando e' stato possibile le tasse le abbiamo ridotte, sull'Ici, sul lavoro, abbiamo fatto la nostra responsabilità verso il Paese, tenuto la coesione sociale, consolidato i conti pubblici, conservato per quanto possibile il sistema industriale e credo che i dati lo indichino''.
Bersani, intanto, ha promesso da Folgaria battaglia alle prossime elezioni, con l'obiettivo di governare altre regioni oltre a quelle storicamente «rosse»: «La destra si aspetta che il Pd sia chiuso nella riserva indiana, ma noi non ci finiremo». «In più di un'occasione il Pdl ha vaticinato che il centro-sinistra sarà relegato al quadrilatero Marche-Emilia- Toscana-Umbria. «Invece - sottolinea Bersani - noi siamo competitivi e andremo ben oltre la riserva indiana. Stiamo gettando i ponti per costruire l'alternativa a Berlusconi».
Su quali siano i soggetti di riferimento del Pd in questo processo, Bersani spiega: «Tutti quelli che non accettano il processo breve, le misure anticrisi e sono contro le idee leghiste. Lo stiamo facendo con serietà e non dobbiamo essere nervosi. Dobbiamo mandarlo a casa noi - chiosa Bersani riferendosi a Silvio Berlusconi - mettendoci il tempo che ci vuole».
«Non bisogna accettare una politica che nasconde - ha affermato il segretario nazionale del Pd -. I Parlamenti ovunque aprono a gennaio discutendo di lavoro, reddito, fisco, crisi industriale e agricoltura, mentre noi siamo sempre sui suoi problemi». «Noi siamo gli unici - ha continuato Bersani - che discutono di processo breve e di queste amenità». «I nostri titoli - ha aggiunto il segretario del Pd - invece sono lavoro, imprese, scuola e politiche sociali: i punti che preoccupano gli italiani. A me invece tocca leggere interviste in cui vedo citato a volte un imperatore romano, poi 'Dio, Patria e famiglià. Mai che legga qualcosa di serio e veda fare domande serie».



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