La rivoluzione interrotta delle donne

di Lidia Raveratutti gli articoli dell'autore

Ho provato una vera gioia, leggendo la «conversazione» con Nadia Urbinati, ieri, su questo giornale. Quando dice: «c’è, da parte delle persone attorno a noi, una specie di accettazione. Il senso dell’inutilità collettiva». Ho pensato: ha messo, come si dice, “il dito nella piaga”. E mai frase idiomatica fu più opportuna. Qui si parla proprio di piaghe: indicarle è necessario, anche se sarebbe più elegante voltarsi dall’altra parte. Toccarle fa male. Ma attraverso il dolore, passa l’unica speranza di guarigione.

Dunque diciamolo: è morta la dimensione collettiva. Il “noi” che rafforzava i tanti “io” di cui era composto, latita. Era onnipresente, la prima persona plurale. Ora è scomparsa. Non è mai stata facile da declinare: includere l’Ego degli altri, sistemarlo accanto al proprio, non è mai naturale, tocca smussare angoli, reprimere individualismi, concedere generalizzazioni, perdere qualcosa di sè. Però si può fare, anzi: si deve.

Soltanto una massa di “io” ordinati in un “noi”, che li sovrasta e li protegge e li rappresenta, nel corso della storia, ha saputo abolire lo schiavismo, difendere il lavoro, conquistare diritti uguali per tutti, combattere il fascismo. L’individuo, da solo, può regalare all’umanità soltanto il godimento dell’arte. È necessaria, l’arte, ma non è sufficiente. Non oggi e non qui, in Italia.

Ha ragione la Urbinati quando dice: «Quel che fa questo governo non è ridicolo...è tragico». È tragico usare la paura e la fragilità psichica dei cittadini, aggravate entrambe dalla crisi economica, per disegnare una società che esclude e divide, che radicalizza le differenze e governa col ricatto milioni di solitudini. Poco più di metà degli italiani ha votato qualche anno di fiducia all’attuale Premier e alla sua “weltanschaung”. Poco meno di metà degli italiani ha cercato, votando il centrosinistra, di segnalare il proprio “no”.

Si tratta di milioni di donne e di uomini, dispersi e quindi condannati alla dimensione privata del dissenso: il lamento. Per le donne è una sorta di revival: ve la ricordate la rivolta “da camera” delle nostre madri? Erano donne che avevano vissuto la giovinezza a cavallo della seconda guerra mondiale e che, nell’Italia in rapido sviluppo degli anni sessanta, impigliate nel codice antico dell’esistenza vicaria, stavano maturando un disagio crescente per i ristretti ambiti delle loro vite. Che cosa facevano, mentre le loro figlie scendevano in piazza bruciando le icone della femminilità tradizionale? Si lamentavano. Opponevano un fiero cattivo umore ad un destino che vivevano come immutabile. Era il canto della loro sconfitta, il lamento.

Ci dava ai nervi. Giurammo che noi no, noi non ci saremmo sacrificate. Giurammo che avremmo imposto nuove regole, saremmo state parte attiva, a letto, al lavoro, in casa, in piazza. Lì per lì ci illudemmo di aver vinto. Non era così. La rivoluzione delle donne non è stata né vinta né persa. È stata interrotta.

Interrompere una rivoluzione è pericoloso: non riesci a imporre nuove valori, a radicarli, a estenderli a tutti, come quando vinci. Non vieni travolto dalla restaurazione del vecchio, come quando perdi. Quando lasci una rivoluzione a metà la restaurazione è lenta e strisciante. Incominciano a bombardarti con l’icona della “ragazza tette grandi/ cervello piccolo”, non ci fai caso. Occupa i teleschermi (anche quelli del servizio pubblico) per vent’anni. Spegni la televisione. Diventa protagonista della scena pubblica, corpo in vendita, carriera, oggetto di scambio, trastullo stipendiato di un modello di maschio potente/impotente che era già vecchio quando eri ancora giovane. Ti scansi, spegni l’audio, non vuoi sentire.

Finché ti accorgi che, nel silenzio/assenso generale, si è tornati indietro. Come prima e peggio di prima. Devi di nuovo essere complemento, protesi, utensile del piacere. Madre se proprio ti va, come lato B della carriera. A tua figlia regalerai “Miss Bimbo”, il gioco elettronico che insegna a diventare Velina, Escort o moglie di miliardario. Sei di nuovo povera.

Possiedi, come anticamente i proletari, soltanto il tuo corpo e quello devi far fruttare. E sbrigati: hai meno di 20 anni di tempo. Qualcuno dice che qualche ragazza ha trovato, per lo più all’estero, riconoscimento ai suoi talenti. Qualcun altro rimprovera “le femministe”, queste ormai mansuete streghe in prepensionamento, di tacere. Ma non è vero.

Tutte noi, noi poche, abbiamo, in questi anni, parlato. Sole davanti allo schermo dei nostri computer, come si usa oggi. Abbiamo confezionato tristi arringhe, abbiamo segnalato, puntuali come Cassandre, rischi e degenerazioni. Non è successo niente. Le parole delle donne non pesano un grammo. Per questo bisogna ricominciare daccapo. Portare i nostri corpi in piazza, occupare spazio, farci vedere, farci sentire. Contarci, per ricominciare a contare.

13 agosto 2009
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    • 93.
    • loredana
    • 21-09-2009 - 05:53:38

    Vogliamo concretizzare queste parole in un'incontro? Vogliamo tutte noi riunirci e confrontarci? Parlare e discutere. Il movimento femminista deve risorgere dalle sue ceneri. Siamo parte del mondo. Forza, abbiamo bisogno di sapere, di conoscere. Il momento di decadenza che attraversiamo ha raggiunto il culmine. Non possiamo permetterci di continuare così. facciamo qualcosa. Ciao Loredana

    • 92.
    • irene m.
    • 02-09-2009 - 11:38:51

    Che bello questo dibattito combattivo, mi sento a casa. Se il femminismo si è perso è solo perché necessitava una strada migliore per ritornare, una strada più ampia, più profonda. Con serenità e lucidità ci riprenderemo le piazze, le strade e soprattutto i vicoli ciechi. In matematica “essere o non essere” è la differenza che c’è fra 0 e 1. Fino a ieri non c’eravamo, magari domani ci siamo. Concita De Gregorio dice “La democrazia si è fatta docile e apatica” e questo per paradosso ci viene bene, se c’è apatia, basta muoversi un po’ che ottieni molta visibilità. Studiando un po’ di storia delle donne ho notato che il metodo femminile è il metodo del contrario, dell’impensato, come forse il suo “Invece” cara Concita: Jeanne Deroin basandosi sul fatto che ciò che non è espressamente vietato dalla legge è permesso e che la Costituzione negava il diritto di voto alle donne, ma quindi nulla vietava l’essere eletta, diventa, in un lontano 1849, la prima donna al mondo a candidarsi a elezioni politiche; o Joyce Lussu che si fa traduttrice delle poesie di Nazim Hikmet senza conoscere una parola di turco. Inoltre considerando quanto dice Dacia Maraini “Il razzismo sta entrando, con allegra disinvoltura, nella vita di tutti i giorni” e quanto dice Simona Argentieri: «I diritti sono ereditati ma non ereditari» c’è da fare una sola cosa: unire la nostra lotta a quella dei migranti, nuovi schiavi, del resto è proprio così che è iniziato il femminismo negli USA, Olympe de Gouges scrisse un’opera teatrale contro la schiavitù delle colonie francesi nel Caribe, ed è una donna a scrivere “La capanna dello zio Tom”. Come dice Monica “Pacifiche ma decise”, come sempre. Felice giornata e buon lavoro irene.marrone@tiscali.it

    • 91.
    • Roberta Cialfi
    • 01-09-2009 - 14:57:48

    Facciamo Qualcosa!! scendiamo in piazza...decidiamo l'ora e il giorno non é possivile aspettare ancora..aspettare poi che cosa?

    • 90.
    • pina
    • 31-08-2009 - 00:30:42

    Ho comprato L'UNITA' dopo un pò di tempo, da leggere sotto l'ombrellone, e mi è capitato quest'articolo che ho letto e condiviso in tutto. Come donna posso dirvi che provo tanta vergogna per quello che non riesco a fare. E' difficile stare sotto l'ombrellone in prima fila guardare il mare e pensare che il quel mare che amo tanto guardare, ci sono tanti morti. Avere accanto tuo figlio che sta mangiando un bel gelato mentre accanto ti passa un bambino che vende qualcosa . E' difficile incrociare gl'occhi di un excomunitario e pensare che può essere arrestato da un momento all'altro. Sapere che la scuola va allo sfascio ed avere tre figli studenti. E' ORA DI FARE QUALCOSA

    • 89.
    • carla Cantatore
    • 29-08-2009 - 23:15:28

    Ho letto con interesse l'intervista con la Prof. Nadia Urbinati. La professoressa si pone alcune domande mostrando di essere molto attenta a quanto accade nel nostro paese, fa considerazioni e dà risposte che condivido. Quello di cui la Prof. Urbinati non può tenere conto è che la comunicazione da noi non funziona come in America. Le singole donne e le Associazioni di donne parlano e agiscono, anche nella direzione che ella auspica, semplicemente il messaggio non passa, neanche nei quotidiani più "liberi". Che si tratti di documenti, di iniziativa politica, del lavoro di tante, non conta. Se non se ne parla, non esiste. CAMBIAMO LA TENDENZA Ci sono paesi, nel mondo, il cui governo impedisce o scoraggia – non sempre apertamente – con varie modalità, l’accesso delle donne all’istruzione per limitarne l’indipendenza e l’autonomia di pensiero. Ci sono paesi che vengono considerati meno avanzati del nostro dove le donne riescono a diventare Presidente della Repubblica. Ci sono anche paesi dove le donne pagano con il carcere, le frustate, la segregazione, con la vita, la loro autorevolezza che spaventa il potere. Ci sono paesi, come l’Italia, dove al patriarcato non è necessario ostacolare la crescita culturale della popolazione femminile che, come sappiamo, non è solo connessa all’istruzione. Ci sono paesi che si pretendono democratici dove l’accesso per le donne alle alte cariche della politica sono condizionate, con varie modalità, a logiche di obbedienza alle “correnti” e perciò ai maschi. Oggi, “laureata”, viene detto delle belle ragazze, come fosse un orpello, ovvero se non fossero avvenenti non si avrebbe interesse a sapere se siano anche alfabetizzate. La comunicazione, attualmente, trasmette in modo diretto e indiretto messaggi squalificanti sul genere femminile e nello stesso tempo insinua nei desideri e nel le aspirazioni delle giovani donne la dimensione dell’apparire piuttosto che dell’essere. La sfida che abbiamo davanti sono la tendenza, il modello e il messaggio proposti senza contraddittorio da questa comunicazione. Contrastare questa tendenza, questo modello e questo messaggio diventa urgente, ogni giorno di più. Tanto quanto si fa più violenta e invadente l’ingenerosa denigrazione delle donne e la negazione della loro soggettività. La tendenza impone l’effetto “Rosa purpurea del Cairo” – devi entrare dentro lo spettacolo, esisti se sei dentro e se vuoi entrare devi assomigliare a quello che vedi . Inaccettabile “condizione” per accedere alla comunicazione, per chi ne ha diritto. Le nostre parole, parole di donne che si riconoscono in una nazione delle donne, parole che vengono da chi osserva, guarda, ascolta e non si fa ingannare, vengono ignorate dai media. Gli stessi media che ogni tanto, soavemente, si chiedono “dove sono le femministe?” Non ci bruciano sul rogo in fiamme, ci tagliano la voce. Sul rogo mediatico mettono la nostra immagine Noi ci riconosciamo in una nazione di donne che ha diritto di parola. A quella parola negata. Siamo qui per affermare che ci siamo, e parliamo. Questo è un appello per tutte le donne, perché insieme possiamo provare a contrastare la tendenza. Carla Cantatore (del Coordinamento Nazionale UDI – Unione Donne in Italia)

    • 88.
    • cleo63
    • 29-08-2009 - 19:34:35

    Care donne,dove siete? Vi cerco.Certo che,solo leggendo le notizie delle ultime 48 ore,la sensazione è di averne abbastanza per sentirsi schiacciate tra l'incudine e il martello.Mi ribello a quest'idea. Che lavoro immenso c'è da fare! Profondo,culturale,di revisione totale delle teste.Da dove si può partire? Parto dai miei sogni,anzi Sogni e li condivido con voi: -Il signor B annuncia a reti unificate,nelle sue unificate televisioni che molla tutto e si ritira in Libia,si leva i(dai) tacchi,l'asfalto dalla testa,il meccanismo a molle per azionare il sorriso e si abbandona a una meditazione lunga e profonda all'interno di una tenda superaccessoriata. -Il signor B,quello duro con prole dotata di intelligenza ectoplasmica,organizza una spedizione per andarlo a raggiungere e,illuminato da improvviso spirito d'avventura,decide che i fedelissimi disposti ad imitarlo avranno, come unica clausola,l'obbligo di attraversare insieme a lui il Mediterraneo in gommone. -Il signor F,quello dalle molte sorprese,passa dalle parole ai fatti e si mette in gioco fino in fondo. ( Fase REM) -Santa Romana Chiesa apre la finestra per dirci una cosa che sapevamo già,cioè che Dio non punta il dito,neanche contro quelle come me,madri serene senza matrimonio,neanche contro chi non vuole prolungare l'agonia quando la vita ha già detto stop,neanche contro le mie amiche che si vogliono tanto bene,così tanto da progettare la vita insieme e crescere serenamente,scrupolosamente il figlio di una delle due,neanche contro chi vive una sessualità libera e protetta.Ma insomma,è Dio!Non un tiranno. -Nel centro di Torino, due ragazzi,uno bianco e uno nero,passeggiano tenendosi per mano,mentre la gente che passa di corsa,si ferma a guardare per godersi un momento di naturale,intima e imprevista allegria. -Uno squillo di tromba assordante sveglia in contemporanea,da Nord a Sud,la popolazione intera e tutti,tra gli adulti in grado d'intendere e di volere, dicono che NO,la terra di spazzamento della città di Milano,i fusti di materiale tossico e tutto lo schifo di cui dobbiamo liberarci,oggi non partiranno su file di camion con destinazione provincia di Caserta. -Le belle signorine che ammiccano dalla tv,si guardano le curve nude e,colte da un pudore simile ad una fitta dolorosa,corrono nei camerini a rivestirsi e scappano a gambe levate a riprendersi la loro dignità. -Il buon Fazziofabbio riapre i battenti e ci regala 3 ore di fine settimana in compagnia di scrittori,pittori,musicisti,letterati e quant'altro di buono sanno essere gli uomini. -Entro nel supermercato e sorpresa! non è più super!E' un "ridimensionato",niente processioni di petti di pollo in vaschetta,solo quelli che ci servono davvero,cresciuti all'aria aperta mangiando ciò che è più logico per loro.E poi,che bellezza!Per lavarmi i capelli,trovo l'unica cosa che mi serve:lo shampo anti-sporco.Riempio il mio contenitore dalla spina et voilà,un gioco da ragazzi!Lo ripongo,insieme al resto,nelle borse di stoffa che ho ricordato di prendere a casa,simili a quelle che aveva mia mamma.E la sera,quando il ridimensionato chiude,l'invenduto e non recuperabile,è a disposizione, gratuitamente, di chi ne ha bisogno ma è in seria difficoltà. -Il ministro della Pubblica Istruzione è una giovane donna colta,preparata,dinamica.Spende tutte le sue energie per una scuola pubblica efficiente per chiunque,si batte affinchè molti fondi siano destinati alla ricerca e ai ricercatori che quella stessa scuola ha formato. ...interrompo per un momento i Sogni.O sono deliri gratuiti?O,per riesumare un vecchio termine,utopie?Dove ci troviamo per parlarne? Graziella

    • 87.
    • giulia gervasoni
    • 29-08-2009 - 09:53:09

    bene il blog, bene il dibattito ma se le donne non riprendono gli spazi che avevamo iniziato a conquistare negli anni '70 con tanta fatica non si va da nessuna parte, si deve riprendere il filo delle richieste lasciate senza risposta, la proprietà del nostro corpo, i diritti delle lesbiche e dei gay di sposarsi se lo vogliono e di adottare figli, anche questi fanno parte dell'evoluzione della donna, l'intoccabilità della legge 194, il divorzio breve, la parità salariale (altro che gabbie salariali che paventa Sacconi) il diritto a fare figli senza essere licenziate, i diritti non sono un problema di coscienza come dice la Binetti la coscienza non entra per nulla sono un problema di civiltà non sei obbligata/o ad usufruirne se i tuoi principi morali non te lo consentono, ma non puoi obbligare una nazione a seguire i tuoi.

    • 86.
    • marienza-@libero.it
    • 29-08-2009 - 09:39:33

    Vengo anch' io, facciamo presto ... Marienza da Arona

    • 85.
    • Giulia
    • 28-08-2009 - 17:49:01

    Io sono pronta. Ditemi l'ora, il giorno, e io sono pronta a camminare e manifestare per le donne. Io ci sono! Giulia, 21 anni

    • 84.
    • Pierangela
    • 28-08-2009 - 14:44:07

    Vi prego ho 55 anni e posso impegnarmi ancora.....ragazze facciamo qualcosa ...se non per noi per le nostre figlie, per le nostre nipoti....organizziamoci....rifacciamo riunioni....piazze....dobbiamo tornare visibili....dai sù

    • 83.
    • giusy
    • 28-08-2009 - 13:13:24

    condivido ogni frase

    • 82.
    • isotta
    • 26-08-2009 - 22:00:23

    a tua figlia regalerai Miss Bimbo.. sono una nonna, un bel pò stufa come donna, e vorrei dire che molto si puo fare educando i figli maschi a non essere padroni ,prevaricatori, irrispettosi, ecc.ecc. ma educarli al rispetto che tanto chiediamo, al riconoscimento dei valori che per prime non riconosciamo a noi stesse, lasciandoci sopraffare. siamo noi che dobbiamo, o meglio ormai voi che dovete iniziare a formare la nuova mentalita' maaschile .ciao isotta

    • 81.
    • elda46
    • 26-08-2009 - 17:11:02

    sono una donna di 63 anni, vengo dal PCI ed ora al PD. Ho sempre fatto politica, da circa 40 anni ho partecipato a tutte le manifestazioni possibili, politiche, femministe: "al lato del corteo ci sono i sorrisetti è questa la misura dei loro cervelletti" ecc... Ho 2 figlie femmine 25 e 30 anni, fino a qualche anno fa erano orgogliose di appartenere ed essere di sinistra e mi dicevano che “di sinistra ci si nasce in quanto più sensibili ai problemi della gente e guardare più in la del proprio naso” in qualche modo si comportano da donne di sinistra come quando ai semafori trovavamo extracomunitario che ci pulivano i vetri se non davo neanche uno spicciolo mi dicevano: "mamma ma proprio tu?" naturalmente sono di sinistra ma da qualche anno mi contestano molte cose che io dico. Da qualche anno che si scontrano con problemi reali. La figlia di 30 anni era riuscita ad entrare in una agenzia di comunicazione (un lavoro che non gli piaceva) per lavorare doveva fare la partita IVA, e rispondere al telefono e dire :"Sì Presidente e no Presidente" non lo riteneva molto utile per la società. Se ne andò e si scrisse a infermieristica (almeno farò qualcosa di utile per il prossimo)3 anni lavorando e facendo l'università ed ora lavora ma anche lì con partita IVA. I pochi (2) concorsi che ha fatto ha saputo che erano tutti più o meno raccomandati. Il suo sogno avere almeno 2 figli ma come si fà, il suo compagno è anche peggio di lei precario e senza mestiere e se vanno via dalla mia casa sono minimo 800 euro al mese? L'altra figlia di 25 dopo la maturità linguistica andò a Londra a lavorare in un ristorante per mantenersi per circa 18 mesi, è ritornata e si è iscritta all'universita triennale “comunicazione” perché comunque anche lei doveva lavorare e studiare: Ha fatto e sta facendo tutto ciò che gli capita di fare, anche il facchino, montare concerti ecc. Oltre quello non riesce naturalmente a fare niente altro, (lavoro ed esami) io le chiedo a tutte e 2 di seguire questo dibattito politico in corso nel Pd, più a meno lo fanno, hanno preso la tessera al circolo del PD per votare il segretario (per farmi contenta) ma non né sono troppo convinte e spesso mi dicono che non cambierà nulla questo è l'andazzo....e mi guardano sorridendo quando io cerco di spiegarli che la sinistra ha capito di aver sbagliato ed ora sanno che hanno l'ultima possibilità politica per stare con la gente e con il popolo e ribellarsi a questo governo incredibile ma è come se stessi parlando alla luna, anche se ci sperano. Quando vedono Berlusconi o qualcuno del governo che parlano in TV la chiudono, sono incazzate loro ma lo sono anche io. Ecco dove sono le donne in questi anni a cercare di sopravvivere

    • 80.
    • cleo63
    • 25-08-2009 - 18:41:44

    Sono un pò perplessa nel vedere che il bel dibattito ospitato da questa pagina sia divenuto qualcos'altro:un accorpamento alle proposte da fare al PD. Forse avevo capito male ma mi sembrava che le donne intervenute,conosciute e non,stessero cercando un modo per aprirsi,contarsi,ritrovarsi,uscire,mobilitarsi,dopo aver valutato ciò che sono le realtà già consolidate. Se in questi lunghi anni di stasi,la forza del dialogo che traspirava da questo dibattito l'avessi riconosciuta nel PD,io e forse molte altre,avremmo già fatto la nostra scelta e saremmo un bel passo avanti. Buon lavoro a tutte,a tutti.Graziella

    • 79.
    • Stefania
    • 24-08-2009 - 14:01:15

    Fa piacere leggere gli articoli e i commenti, sapere che in giro qualcosa si muove. Ma non vi dico la fatica a scrivere questo commento, perchè in questi anni sono diventata un po' diffidente, distante rispetto alla politica, all'impegno. Mi sento come anestesizzata, e credo purtroppo che questa sia una condizione comune a molte. Non basterà una manifestazione ma può farci bene Un saluto affettuoso

    • 78.
    • GiovannaB
    • 24-08-2009 - 12:38:25

    E' necessario che ad organizzare il ritrovo in piazza sia un gruppo di persone con una certa "visibilità", in grado di parlare ad un pubblico vasto. Mi aspetterei, ad esempio, che fossero le giornaliste o la direttrice dell'Unità (di cui ho molta stima), o donne di scienza, di lettere, spettacolo, ecc.... Poco mi aspetto invece dalle "femministe tutto fumo e niente arrosto" della nostra classe politica. Mi riferisco in particolare alle ex-ministre del governo prodi, che non si sono dimesse dal governo quando, nonostante le promesse pre-elettorali di Podi, solo una di loro ha avuto un ministero con portafoglio: le solite politicanti attaccate al seggiolone...

    • 77.
    • monica
    • 23-08-2009 - 23:44:24

    Voglio scendere in piazza, con mia figlia per mano e un mazzo di fiori nell'altra...pacifiche, ma decise.

    • 76.
    • Anna
    • 23-08-2009 - 01:43:14

    Tornare in piazza, per fare ascoltare la nostra voce.. Che bello sarebbe, voci di donne, quasi tutte uguali, ma nella propia storia semplicemente diverse. E' questo che ci contraddistingue, uguali, nel manifestare la nostra voglia di cambiamento. E' vero ne abbiamo bisogno....scendiamo in piazza...

    • 75.
    • Donna
    • 23-08-2009 - 01:09:30

    Cosa possiamo fare noi, donne, che ci ritroviamo a vivere la nostra quotidianità, di lavoratrici, figlie, mogli, madri,nonne. Non avete ancora capito il nostro problema. E' semplicemente quello di arrivare a fine giornata, non dico a fine mese, dico semplicemente a fine giornata. Ho sempre avuto degli ideali, dei valori, e finchè avrò vita continuerò a trasmetterli alle mie generazioni. Vi chiedete dove sono le donne? Siamo qui, semplicemente, e continuamente qui.Abbiamo anche noi questo bisogno estremo di credere in qualcosa di diverso. Aiutateci a condividerlo, non aspettiamo altro.

    • 74.
    • cleo63
    • 22-08-2009 - 23:05:52

    “Evviva il dibattito”scrive, chiudendo il suo intervento, il fiume in piena Serena Dandini. “Ma la paura di apparire moraliste, di apparire rompiscatole e presuntuose, le trattiene dall’esprimere la rabbia che hanno in corpo”, sottolinea Dacia Maraini riferendosi alle donne. Dibatto,dunque. E provo a vincere quella paura,spesso barriera e freno alla libertà di espressione. Confesso che a volte ho avuto paura proprio delle donne. La grande opportunità che internet ci offre si è trasformata,più d’una volta,in scontro verbale violento,senza poter cogliere la sfumatura nella voce,l’espressione di un viso,il gesticolare o meno delle mani. Ho l’impressione che qui,in questo spazio prezioso,stia accadendo qualcosa. Eppur si muove, sembra suggerire una voce dalla pancia. La nostra immobilità, o la nostra mobilità che finisce per rimbalzare sempre in un muro di gomma,o rimanere dentro un cerchio di consensi che è pur sempre un cerchio, sembra assumere contorni più definiti. Ho la sensazione che la conta sia davvero cominciata e,prima ancora,è iniziato un subbuglio interiore che prova a mettersi in contatto con tutti i subbugli al femminile che,ognuna di noi si porta dietro mentre vive,guarda,parla,scrive,cerca,osserva. Anche caricando la lavatrice ho pensato a voi,a noi. Forse ci stiamo tastando,stiamo cercando di riconoscerci. C’è una data come proposta e c’è un luogo. Roma,24 ottobre piazza del Popolo. La prendo per buona. Pensarla come data possibile per un incontro dove staccarci dai nostri computer e venirci incontro con lo scopo di riagguantare l’essenza delle cose, aggiunge forza a questo progetto. E’ un progetto che merita più di un’insonnia. In fondo stiamo parlando della nostra vita. Chi vorreste incontrare in questa ipotetica Piazza del Popolo? Dando per scontato che c’è un modello molto gettonato di donna,la Papiwomen, che ci disturba,ci ferisce,ci angoscia,ci addolora,ci umilia, io vorrei incontrare innanzitutto proprio le donne che riescono a racimolare un barlume di dignità ed hanno la forza ed il coraggio di cambiare idea. Braccia aperte a tutte quelle che riusciranno a specchiarsi nella propria vergogna e tireranno su la testa,spogliandosi dello schifo che hanno incoraggiato,per rivestirsi,finalmente,per l’incontro con la comunità. Vorrei incontrare tutte quelle che lavorano come donne, educano –letteralmente- i propri figli,standogli accanto,traghettandoli,ascoltandoli. Vorrei vedere le figlie,le mamme,le nonne,quelle che generano il mondo e per questo hanno nello stomaco un grido perenne,anche quando,per scelta,decidono di non generare. E poi ...quelle che sanno che la 194 è un diritto acquisito,quelle che hanno voglia di stare ad ascoltare,al di là dei preconcetti,perché lo è veramente; le donne che piangono la morte di 75 persone in mare,ultime di una lunga,interminabile lista,mentre il figlio di un” uomo” al potere gioca la sua demenza senza che nessuno,tra le persone che lo circondano,lo trascini via per un orecchio,come si sarebbe fatto un tempo con un bambino che meriti una lezione esemplare; quelle che ritengono che aver messo Dio al centro della propria esistenza non sia condizione sufficiente per imporlo agli altri; le donne che pensano con affetto a Roberto Saviano e sentono che nel suo grido lancinante c’è una verità che ci riguarda,ci striscia addosso con il suo fetore; le donne che non hanno più voglia di sventolare una bandiera, che non vogliono slogans al posto delle idee,che hanno già visto tante volte quella scena da non sopportarne più l'inutilità e il suo abuso; le donne che non vogliono incontrarsi per colorare la piazza a favore di telecamera,con lo scopo di diventare un minuto di folklore nel tg dello Scodinzolini di turno;quelle che chiedono visibilità e spazio ai media usandoli per quello che sono o dovrebbero essere: mezzi di comunicazione,amplificatori delle voci,tramite con il mondo,informatori leali; le donne che credono nel diritto alla scuola pubblica efficiente quanto a quello del pane sulla tavola per tutti. Scuola come crescita,sapere,incontro,scambio,formazione,consapevolezza; infine,ma non ultime,vorrei incontrare quelle che come me sono orfane di politica e doppiamente orfane di sinistra e non hanno più orecchie per il blaterare da un salotto all’altro senza che all’orizzonte si veda traccia di speranza. Graziella

    • 73.
    • Susanna
    • 22-08-2009 - 17:39:26

    Bellissimo quest'utimo messaggio, finalmente : CHI organizza il ritorno in piazza ? Avete presente quelle assemblee in cui si cercano dei volontari per organizzare la riunione del condominio ? Di solito, dopo un pò, c'è sempre qualcuno che cede e alza la mano. Ecco siamo arrivati a questo punto. La organizzo io se siete d'accordo. Chi sono io ? Una persona qualunque, una donna che vive all'estero da circa 20 anni e che guarda a quest' Italia con una tristezza ed un dolore infiniti. Adoloscenza e gioventù passate fra le riunioni e le piazze contro le brutte riforme per la scuola, contro le ingiustizie salariali, per i diritti civili o per la pace ... A volte erano addirittura i funerali dei nostri capi storici che ci facevano uscire, bastava una telefonata. Non so quanto abbia dovuto lavorare Moretti per i suoi Girotondi ... Ma si può ricominciare. Bisogna che i giornali giusti siano con noi, basta che la gente si passi la parola, a questo deve servire l'internet, non a rinchiuderci in questa follia dei blogs, ma per darci gli appuntamenti FUORI. Allora, come per una cena, cosa vogliamo dire, fra un mese, troppo poco, fra due mesi ? Sabato 24 ottobre ? Dove ? A Roma, a Piazza del Popolo ? Con corteo o senza ? Chi ? Tutte le donne che si sentono offese dal comportamente ignobile di Berlusconi. Tutti gli uomini che non si riconoscono in questo brutto « prototipo di maschio italiano ». Tutti gli anziani che hanno lottato per la loro dignità e la loro libertà, i meno anziani che si sentono strappare via le loro speranze, tutti i giovani cui viene negato il desiderio. Che la gente venga da tutta Italia e dall'estero. Per chiedere cosa ? Le dimissioni di Berlusconi. Questo è quello che tutto il mondo democratico intorno a noi si aspetta (basta leggere la stampa estera!). Qualcuno dirà : « O mamma mia! E se poi si dimette che facciamo, non siamo ancora pronti! » Baaaasta, baaaasta con i calcoli, baaasta con le paure. Perché hanno detto a Nadia Urbani di aspettare ? Aspettare cosa ? Le manifestazioni dopo le bombe si fecero l'indomani. Dopo il rapimento di Aldo Moro scendemmo in piazza immediatamente. Perché non abbiamo manifestato dopo che Alemanno è stato eletto sindacoa Roma ? Manifestare per cosa ? Per tirarci su il morale, per non restare nascosti nelle nostre case davanti ad uno schermo mandando in giro quell'orribile foto dei giovani fascisti sulla scalinata del Campidoglio! Carissima Concita De Gregorio, ecco a cosa ha portato Il Dibattito sull'Unità. Lo vuole raccogliere lei questo dado con il suo giornale ? La volete organizzare voi questa manifestazione ?!? Non si può continuare a delegare a non si sa bene chi. Oggi non c'è un corpo, un'istituzione o un'entità cui delegare questa richiesta che è forte e viene dal basso. Lei ha dato vita a questo dibattito, questa richiesta ne è ora la conseguenza. Che intorno a lei si costituisca un gruppo di persone disponibili. Chi è interessato ? Chi fissa un appuntamento ? Tutte le analisi che lei ha fatto e scritto sono giustissime, Nadia Urbinati è di una lucidité stravolgente, adesso fissiamo questa data ! Non sto semplificando le cose, né banalizzando una situazione, al contrario ! Ho letto molto attentamente i vostri articoli e molti di più. Nadia Urbani giustamente dice : "Quello che dà fastidio, poi, è questo continuo lamento, solo lamento. Tutti che chiedono rivendicano protestano e si lagnano, tutti che pongono problemi e nessuno che offra soluzioni. Anche attorno a noi, nella vita, è così. Lamentarsi è facile e non costa nulla, invece proporre una soluzione significa assumere una responsabilità, pagare il prezzo di una decisione..." E Lidia Ravera : "... bisogna ricominciare daccapo. Portare i nostri corpi in piazza, occupare spazio, farci vedere, farci sentire. Contarci, per ricominciare a contare". Ci sono persone che hanno le mani legate, che una manifestazione in piazza non la possono organizzare, ma ci sono persone libere. Allora il 24 ottobre a Piazza del Popolo ? E dopo ? E dopo ... ma magari Berlusconi si dimettesse! Questa non è una battaglia di potere, ma di valori. Mi pare che oggi la priorità sia questa.

    • 72.
    • esther
    • 22-08-2009 - 14:57:50

    Esiste ancora la piazza per radunarsi e protestare?Esiste ancora la possibilità di farsi sentire, di gridare le nostre ragioni?La piazza di oggi non è forse la tv? e chi ci può andare?Dove sono le donne in politica?forse relegate in ruoli poco visibili e il maschio dominante (da ogni parte politica) oscura le capacità femminili.Forse le donne ,dopo tante lotte,preferiscono essere immagine e dipendenti dai maschi.Manca una cultura che prepari le nostre figlie e nipoti ad appropriarsi della propria intelligenza per usarla positivamente,ma finchè la scuola sarà la tv...non ho speranze!

    • 71.
    • mamma71
    • 22-08-2009 - 09:29:30

    Incontriamoci, confrontiamoci, uniamoci. Dobbiamo uscire da questo oblio. Non possiamo illuderci che tutto vada bene e che somigliare ai maschi facendo cose da maschi sia giusto. Dobbiamo essere noi. NOn dobbiamo combatterci fra di noi, mostrando infinita cattiveri a rivalità idiote. Basta agli attacchi fra donne, dobbiamo invece ritrovarci e riportare la donna al suo posto dandole l'importanza che sempre ha avuto.

    • 70.
    • GiovannaB
    • 21-08-2009 - 10:22:36

    CHI organizza il ritorno in piazza? Spero vivamente non rimangano parole al vento!!!

    • 69.
    • Luciana
    • 20-08-2009 - 18:43:22

    Ho letto qua e là vari commenti all'articolo di Lidia Ravera, con la quale peraltro concordo quasi totalmente, tranne che per un particolare: siamo proprio sicure di non essere state sconfitte? Parlando con mia figlia di 20 anni circa le difficoltà ad organizzarci per riappropiarci degli spazi della politica, mi ha fatto osservare che forse questa difficoltà deriva proprio dalla mancata analisi di una sconfitta storica di cui non vogliamo prendere atto perché ci spaventa il baratro che si aprirebbe davanti a noi. Invece, sostiene la figlia ventenne, bisognerebbe ripartire proprio dall'analisi della sconfitta per capire perché sia così difficile ritrovare il filo che ci unisce e ricominciare ad assumerci le nostre responsabilità. Lei dice che in questa fase le donne o rifuggono dalle responsabilità pubbliche come soggetti collettivi o, se fanno politica, assumono le modalità maschili perché danno loro maggior sicurezza di affermazione. Non male come osservazione. Ho voluto riportare la riflessione di mia figlia perché mi ha fatto pensare molto. Forse non è originale, ma ho trovato confortante che una ventenne elabori questi pensieri. Forse se non tutte le giovani donne pensano a diventare veline o escort, c'è ancora speranza.

    • 68.
    • Maria Rosaria Cannella
    • 20-08-2009 - 17:37:40

    Abbiamo continuato a parlare, é vero, e nessuno ci ha ascoltate. Dovevamo urlare più forte, scendere in piazza e non l'abbiamo fatto. Perchè mi chiedo non scende in piazza più nessuno, non ci sono più girotondi, forse siamo ancora spaventati e attoniti per quello che abbiamo visto dopo la vittoria, così intensamente desiderata, del governo Prodi. Aspettavamo tra i primi provvedimenti la legge sul conflitto di interessi perchè non volevamo più assistere a questa sciagura che ha investito di nuovo il nostro paese, invece niente. Ogni giorno abbiamo assistito alle liti tra ministri dello stesso governo, abbiamo visto ministri, quelli sì, scendere in piazza contro il governo di cui facevano parte; tra liti e imboscate, è naufragata la nostra speranza di rinnovamento, di una seria, laica e affidabile sinistra al governo. Il partito democratico potrà invertire la tendenza ? lo spero ma non lo so. Non sono riuscita a iscrivermi perchè le sezioni sono chiuse, in lotta sterile tra diessini e margheritini. Vecchie e logore logiche, senza vita, senza dibattito, senza futuro. Riprendiamoci i corpi, torniamo in piazza con la nostra forza, il nostro coraggio, la nostra vitalità.

    • 67.
    • stefania.colzi@gmail.com
    • 19-08-2009 - 21:53:27

    Le donne non possono rimanere in silenzio, la storia delle donne è la storia dell'umanità, è la storia di ciascuna persona a cui non è riconosciuta la dignità dei suoi sentimenti, delle sue idee, della sua diversità. Non limitiamoci a leggere le profonde e bellissime riflessioni di Umeberto Veronesi, di Nadia Urbinati, di Lidia Ravera, proponiamo qualcosa di duraturo che possa scavare nel pensiero uniformante di uomini e donne, nel pensiero del senso comune di molte, moltissime persone. Proponiamo e sosteniamo attivamente idee concrete che possano essere sentite come proprie, con le quali creare le basi per una nuova conoscenza quotidiana individuale e sociale. Creiamo una presenza, diamo forza alle idee delle donne e daremo forza alle idee di tutti (degli anziani, degli uomini, dei bambini, dei carcerati). Per questo ritengo che non possiamo limitarci a scrivere e a lasciare commenti, è utilissimo, ma tutto si ferma lì. Dobbiamo proporre qualcosa che agisca su obiettivi concreti e duraturi di informazione, raccogliamo consenso su specifici obiettivi come fanno Amnesty International e i radicali. Solo così potremo evitare di cadere nella retorica femminista o di diventare invisibili di fronte all'incalzare della quotidianità che ci assorbe quasi interamente. Se gli obiettivi delle idee e delle azioni sono chiari e condivisibili le donne saranno tante perché il silenzio degli ultimi anni non è solo indifferenza, è soprattutto sfiducia e impotenza. Non lasciamo che le nostre coetanee e le nostra figlie siano il veicolo del senso comune. Creiamo informazione per noi, per tutti! Saremo tante.....

    • 66.
    • Elivia
    • 19-08-2009 - 16:08:13

    Nè strega Nè madonna solo DONNA

    • 65.
    • canghi -milano
    • 19-08-2009 - 12:13:12

    abbiamo coscienza del PIL che produciamo tutte con il nostro eccelso lavoro? e se lo calcolassimo e lo pretendessimo per noi? Aspettavo da tempo questo momento. Come la maggior parte delle donne italiane ho combattuto la battaglia quotidiana in solitudine, senza l'appoggio dello stato (al contrario di Francia, Gran Bretagna, Germania etc..), della scuola (donne lavoratrici fortemente discriminate), delle altre donne (nelle grandi città si e' perso il senso di reciproco aiuto) assenti o ostili. Ho cresciuto 3 figli, ho curato una mamma invalida al 100% (25 anni di malattia prima di aver riconosciuto un misero assegno di accompagnamento)ho dato l'anima (e il fegato) per affermarmi sul lavoro come libera professionista, sono anche riuscita, grazie a un marito "illuminato" a tenere in piedi un matrimonio. Ma non mi basta. La fatica e' stata immensa e, soprattuto, non potrà essere ereditata da nessuno. Mia figlia, per farcela, e' dovuta emigrare in Francia perche' in Italia non c'e' nessun futuro per i giovani (quelli prima dei 40 anni). La rivoluzione anche se interrotta ha portato però libertà fondamentali: ci sposiamo chi vogliamo (se vogliamo) facciamo figli quando vogliamo (se vogliamo) e, anche se difficile, riusciamo a separarci. ma soprattutto, non solo abbiamo studiato ma eccelliamo in qualsiasi campo e materie. (vedere università). A questo punto, in questo momento, oggi in Italia dobbiamo alzare il livello, puntare molto piu' in alto per il bene dei nostri figli e del nostro sgangheratissimo Paese. Forse siamo la sua ultima speranza prima del baratro (il declino e' ormai evidente a tutti). La piazza è storia vecchia, non possiamo pensare di essere protagoniste in questo mondo senza utilizzare gli stessi strumenti che questo mondo utilizza per girare (male). secondo me i passi assolutamente necessari sono: 1) fare un partito di sole donne 2) pretendere (con tutti i mezzi) le quote rosa ma non solo in politica, che DEVE appoggiare le donne e tutti i tipi di famiglia) con politiche gia' straconsolidate in altri Paesi Europei) ma soprattutto nei Consigli di Amministrazione di TUTTE le società pubbliche e private. Quando otterremo questo tutto verrà di conseguenza. 3)non dobbiamo avere paura di parlare di lobby e potere finanziario. Siamo in grado di fare un partito di sole donne? siamo in grado di creare banche, compagnie di assicurazione, fondazioni che gestiscano i soldi tanto da creare potere di contrattazione reale? Le competenze le abbiamo, la volontà reale non lo so, lo chiedo a voi. Ci sono donne in Italia in grado di finanziare questo salto di obiettivi e prospettiva? abbiamo coscienza del PIL che produciamo tutte con il nostro eccelso lavoro? e se lo calcolassimo e lo pretendessimo per noi? Non solo ce lo hanno rubato ma siamo diventate mendicanti. Se non facciamo questi passi mendicheremo sempre, le briciole. nb non appartengo a nessun partito, non ho mai fatto politica (ci vuole tempo e soldi - a parte il resto- qui purtroppo si lotta per sopravvivere)

    • 64.
    • isaroseisarose
    • 18-08-2009 - 19:18:04

    Noi siamo in 4 e abbiamo aperto un blog qualche tempo fa. Per quello che vale, il blog è molto in sintonia con quanto dite voi qui: è alimentato dalla stessa urgenza, dallo stesso coraggio (e dallo stessa forma di scoraggiamento, senza offesa) Il blog si chiama Femminile Plurale (appunto) e l'indirizzo è questo: http://femminileplurale.wordpress.com/ Il lavoro da fare è tanto: per quel che possiamo, contate su di noi.

    • 63.
    • cleo63
    • 18-08-2009 - 18:34:35

    Provo a fare un elenco di donne che,per motivi diversi,seguo da tempo o hanno la mia stima e la mia fiducia.Penso a queste donne come possibili "coordinatrici" -ognuna secondo le proprie capacità ed inclinazioni naturali - di questo fermento che tenta di andare a riprendersi la piazza. Personalissima opinione: vorrei che questa piazza al femminile non fosse uno sventolio di bandiere sbiadite in competizione tra loro nè una lotta al maschio.La sogno carica del bello delle donne. Ecco i miei nomi(solo alcuni,sono molte di più!).Si tratta di donne italiane ma all’estero non mancano belle persone.Sarebbe bello se la lista potesse avere un seguito e voleste aggiungere i vostri nomi. Lidia Ravera,Dacia Maraini,Franca Rame,Emma Bonino,Concita De Gregorio,Nadia Urbinati,Sabina Guzzanti,Veronica Lario,Rita Levi Montalcini,Luciana Littizzetto,Mina Welby,Milena Gabanelli,Gianna Nannini,Serena Dandini,Daria Bignardi,Giovanna Zucconi,Dori Ghezzi,Elisa Toffoli,Mary Cacciola…

    • 62.
    • mery
    • 18-08-2009 - 17:08:40

    penso veramente che le donne devono ritrovare la voce ritrovarei loro volti quelli di tutti i giorni,certo è venuto il momento di scendere in piazza ,ma non da sole non bisogna fare lo sbaglio di isolarci di nuovo donne si ma nelle varie associazioni nei partiti nella politica nel sindacato,lottare non per in mondo femminile ma per un mondo uguale donne uomini,crescere insieme far crescere le nuove generazioni ,far prendere coscienza che è bello essere donna perchè è uguale come essere uomoanche nelle diversità solo così si potrà ricominciare,oppure sarà un copione vecchio,quando si è logorato l'entusiasmo tutto tace.

    • 61.
    • marcella
    • 18-08-2009 - 16:04:54

    non facciamo morire questo blog e questa iniziativa. continuiamo a scrivere, proviamo a organizzarci. riprendiamoci la nostra dignità così miseramente calpestata da questi nuovi vandali fascisti, sciovinisti maschilisti, ma soprattutto facciamo capire a queste donne in vendita cosa sia la dignità, la legalità, l'amor proprio.Non lo sanno, pensano che sia normale sgomitare per piacere all'imperatore, facciamo capire loro l'importanza di farcela da sole, senza prostituirsi col corpo e con la mente. ragazze dai!! non molliamo!! ce la possiamo fare anzi! ce la dobbiamo fare!!!

    • 60.
    • anna (brescia profondo nord)
    • 18-08-2009 - 11:45:39

    D'accordo, dobbiamo ricominciare ad esserci. Il problema è dove? Quali luoghi abbiamo in cui poterci ritrovare, uno è questo l'unità, ma poi come possiamo far diventare vis a vis questo scrivere da sole davanti ad una tastiera. E' urgente trovare il luogo, ora che abbiamo ritrovato la parola scritta, che è già un grande passo. Ed allora come sempre riprendiamo in mano il nostro domani non solo per noi, che abbiamo già tanto lottato, ma per le prossime le donne che devono ancora scoprire di essere donne e non solo femmine. Quale il luogo? e quando? tocca a noi non possiamo aspettare una sinistra che non sa ancora cosa è? E' urgente iniziamo a darci date e luoghi di incontro e poi.....io ci sarò

    • 59.
    • giovanna
    • 17-08-2009 - 17:15:11

    visto che i nostri politici di riferimento tacciono organizziamo noi

    • 58.
    • loredana
    • 17-08-2009 - 17:04:49

    A Marcella a Silvia Adriana..........si uniamoci e anche io ci sto ad un partito delle donne. La donna oggetto di persecuzione da parte della Chiesa, discriminata dall'uomo socialmente, professionalmente. La donna certamente poco tutelata, nei suoi diritti e sottomessa ai suoi doveri. La rinascita potrà avvenire solo attraverso la donna. Non si può permettere a falsi governanti, a cattolici e cristiani, onn si può lasciare che politica e chiesa decidano su temi come l'aborto, estromettendo la donna, lasciandola fuori dal dibattito che la interessa. E' ora di dire basta e ben vengano iniziative come quelle su citate. Incontriamoci, uniamoci, anche io ci sto.

    • 57.
    • monica
    • 17-08-2009 - 14:48:09

    Concordo con Frittaly, servono gesti eclatanti da parte di noi donne, scendere in piazza con questo governo a che serve? I media ci disdegnerebbero... Perchè non fare uno "sciopero"? Smettere di fare le donne di casa, le impiegate, le commesse (le mamme no, come si fa?)...Per un giorno, prima di tutto le donne in vista(politiche, giornaliste, perchè no?anche le veline!) smettono di fare il proprio, e dietro loro quante di noi Donne Comuni le seguirebbero? Donne, ma non vi sentite violentate da tutto ciò che sta succedendo? Personalmente, madre di 3 figli di cui 2 femmine, moglie, impiegata in mezzo a soli maschi, sono STANCA. C'è ancora troppa discriminazione, troppo moralismo, la nostra emancipazione consiste nello svolgere 10 lavori in uno, tutto è scontato. Non possiamo subire passivamente senza almeno provare ad alzare la testa, non è da noi, che siamo combattive, forti per natura.SVEGLIA!!!!!!!

    • 56.
    • marcella
    • 17-08-2009 - 11:40:41

    Cosa facciamo? Un partito di donne? Io ci sto. Il lavoro di Concita ( e di altre) mi dà speranza, contiamoci, come dice Lidia, e partiamo.

    • 55.
    • Silvia Adriana
    • 17-08-2009 - 11:25:02

    Ho indirizzato tutta la mia vita adulta sulla costruzione di me stessa innanzi tutto come "persona", prima che donna ( intesa come genere); ho scelto e forse non a caso un mestiere ancora fortemente immaginato come "maschile" ( l'architetto), anche se le donne ormai in questo ramo rappresentano almeno la metà dei professionisti, occupandomi di strutture. Nel corso dei 13 anni di professione ho toccato con mano che la discriminazione è tutt'altro che superata, anche se ora è meno diretta, più evidente nelle sfumature, nei sottintesi che si traducono in una patente sfiducia nelle mie capacità di "far reggere in piedi" un edificio. Ho notato poi, al di fuori del mio campo, che la discriminazione passa, in generale, attraverso i sentieri più vari e tortuosi, come la favola, falsa, che nascano più femmine che maschi ( è vero il contrario, leggere le statistiche demografiche per credere), come il fatto che i farmaci per le affezioni ginecologiche sono tutti a pagamento, come il grossolano equivoco che chiama la pillola abortiva " pillola del giorno dopo" ( quest'ultima è un semplice anticoncezionale da prendere nei giorni successivi ad un rapporto considerato a rischio), come l'abbigliamento scomodo, antiestetico e volgare che viene imposto alle donne e chi, come me, per il fatto che giro per cantieri, necessita di capi comodi e pratici deve penare l'inferno per trovare anche solo un paio di scarpe decenti e che non sembrino scarponi da montagna. Come se ne esce?

    • 54.
    • angela a.
    • 17-08-2009 - 09:23:43

    Lontano dai posti d'onore, molte di noi resistono e lo insegnano alle loro figlie. Vogliamo far circolare idee e creare una coscienza, a contagio, attraverso la scuola soprattutto e le associazioni. Scendere in piazza, magari! Ma capitanate da chi? Da donne che sono arrivate a coprire ruoli di potere e prestigio con l'aiuto e il supporto di "questi uomini" di comando? Il problema non è solo berlusconi e lo scrivo minuscolo appositamente. Come diceva Gaber: è il berlusconi che è in me, è cosa ho fatto, come ho vissuto, a cosa mi sono venduto per acquisire i privilegi che ho. Donne e uomini, in Italia, hanno il vizio di fondo di vivere per il proprio "particulare" e milioni di individu autoreferenziali non possono fermare la deriva di un paese, oggi schiavo dei peggiori predoni che il dopo guerra abbia mai visto. Sarebbe un atto rivoluzionario abbandonare le parole astratte e la filosofia per passare all'azione ma quale donna di potere oggi potrebbe rappresentarci? Donna capace di sottrarsi ai giochi politici e ai compromessi con il maschio degenere purtroppo parlamentare e denunciare a viso aperto su quale corruzione clerico-fascista si è costruito un paese di infelici? Ormai credo solo alle donne sconosciute e insignificanti che lottano nel quotidiano, disarmate di tutto, armate solo di dignità. E non mi basta abbattere berlusconi per sostituirlo con un franceschini. Ormai non mi bastano i placebo. Dovremmo arrivare a fare quello che hanno fatto quei coraggiosi operai: occupare la cupola di S.Pietro e minacciare di lanciarci come la Tosca? Ho come l'impressione che i nostri cari uomini non aspettano altro per darci una spinta! Il dramma non è berlusconi ma gli infiniti berlusconi che abitano nei nostri appartamenti, figli e mariti, cullati dai nostri silenzi. Per cambiare, dovremmo partire dalla rinuncia di quel mondo di valori e opportunità inventate dal maschio nostrano. Rinunciare alla loro visione del mondo e della vita. A partire dalle nostre case, dai nostri ambienti di lavoro. Come contagiare le altre, senza sperare che una donna di sinistra al potere -quale???- possa insegnarcelo (insegnarci cosa? quelle che sono in Parlamento e nei media hanno mai fatto nulla in questi ultimi vent'anni? Guardate la Finocchiaro!): dovremmo usare i blog, proprio quel mondo che i giornalisti italiani non amano. Collegarci in rete e incontrarci: centinaia e centinaia di bloggers, uomini e donne, sono pronti a lavorare per un alternativa. Non abbiamo bisogno di lauree in antropologia culturale. Ci basta la coscienza che è l'ora di sottrarre l'Italia ai vigliacchi.

    • 53.
    • sonia
    • 17-08-2009 - 00:21:40

    C'è un problema di laicità dello Stato sempre più debole nel nostro Paese e questo coincide con l'attacco forsennato al "corpo" delle donne e mi preoccupano molti atteggiamenti della sinistra come lo schiacciamento su valori cattolici. Bisogna tornare nelle piazze ma anche ritornare nella politica e ovunque ci sia un posto e qualcosa da condividere o difendere e sprattutto cominciamo a trovare delle lider femminili da votare. Siamo tante e possiamo contare. Sono stufa di votare uomini che non solo non mi rappresentano ma che ignorano tutto delle nostre difficoltà. Gli uomini fanno cordata e allora facciamola anche noi.

    • 52.
    • Frittaly
    • 16-08-2009 - 13:02:17

    Intanto ringrazio il lettore che ha sottolineato che il Berlusca non ha avuto il voto da più di metà degli italiani, bensì da un quarto circa. E' una cosa che va sempre ribadita. Per quanto riguarda lo scendere in piazza, sono d'accordissimo, ma dato che ormai la vera piazza è la televisione, come facciamo? Se delle manifestazioni non viene data notizia nei tiggì, tutti di proprietà del premier e/o comunque dei partiti (meno l'Italia dei Valori, la nostra ultima speranza) esse perdono molto del loro potere di influenza sull'opinione pubblica. Nella società dello spettacolo, per "bucare lo schermo" sono necessarie delle azioni eclatanti, gli operai se ne sono già resi conto.

    • 51.
    • maria
    • 16-08-2009 - 09:17:30

    sono una donna che ha lottato tanto per i diritti delle donne, forse i più importanti (divorzio, diritto di famiglia , asili nido,la 194, diritto di parità ecc...) ora tutto questo sembra lontano e alle giovani donne pare non interessi per niente,la delusione è grande, ma credo sia urgente ricominciare perchè come dice l'Argentieri niente di tutto questo è ereditario.

    • 50.
    • Nicoletta Maldini
    • 16-08-2009 - 01:44:30

    grazie a Lidia Ravera, a Nadia Urbinati, a Concita De Gregorio, persone che hanno il coraggio di guardare la nostra miseria e il nostro possibile riscatto nella verità della nostra vita di ogni giorno, nella nostra frustrazione in un paese ipocrita e maschilista sono in piazza ogni giorno da anni come ogni madre di una ragazzina di 11 anni ancora abbastanza bambina da essere viva e originale ma già con la paura strisciante di non essere abbastanza bella e di un bambino di 7 anni circondato di modaioli precoci e a sua volta tormentato dalla propria immagine (poveretti abbiamo un bel da proporre modelli alternativi alla tv, ma ci proviamo comunque) come ogni lavoratrice dai doppi e tripli turni nel senso del continuo conciliare lavoro e famiglia e bella grazia che il lavoro è mio (libraia indipendente a tenere aperto un piccolo spazio antieconomico di pensieri alternativi) e che ho un compagno persona viva e ben disposta a condividere il fardello va beh vediamoci presto in piazza, in tante sarà meno frustrante

    • 49.
    • cleo63
    • 15-08-2009 - 16:26:52

    L'articolo di Nadia Urbinati e il successivo approfondimento di Lidia Ravera esprimono perfettamente l'ansia,l'inquietudine,l'urgenza che come donna vivo ogni giorno da molto tempo.Non sempre,però,le parole mi supportano quindi spesso mi sono chiusa,esausta e incapace di agire. Le parole di queste due donne in gamba sono una ventata che ho lasciato entrare con grande sollievo,spalancando le finestre.La freschezza si è fatta spazio tra i pensieri più cupi,ho abbracciato finalmente un segnale forte e fortemente auspicato. Sono pronta ad iniziare la conta,una,due,cento,mille,un milione di donne che scalpitano per la voglia di ripartire da dove tutto è stato interrotto.Vorrei aggiungere una cosa: riprendiamoci lo spazio,portiamo i nostri corpi fuori,in piazza,ovunque ci sia vita,ma sempre con uno sguardo attento a tutti gli uomini sulla stessa lunghezza d'onda. Graziella

    • 48.
    • rita
    • 15-08-2009 - 13:10:02

    Quando? Dove?

    • 47.
    • Graziella
    • 15-08-2009 - 12:11:07

    La rabbia e lo sconforto che provo ogni volta che,sento i mass media raccontare frottole, stravolgere le verità, infondere al popolo bue, paure inesistenti, per compiacere il "regime", la voglio trasmettere a voi che, state commentando.

    • 46.
    • MariaPia
    • 15-08-2009 - 11:17:56

    Sono perfettamente d'accordo come donna: non se ne può più ed è pericoloso lasciare ancora spazio a questi atteggiamenti maschilisti; come insegnante: siamo di fronte alla rovina della scuola pubblica e soprattutto in presenza di un degrado culturale e sociale molto grave; come cattolica: basta con una chiesa che "sussurra" contro Berlusconi e "urla" contro le donne e basta con leggi anticristiane come quelle sulla sicurezza! Riprendiamoci l'Italia ma facciamo presto!!

    • 45.
    • lilia manganaro dirigente nazionale anffas
    • 14-08-2009 - 23:42:50

    è vero, il movimento delle donne si è sciolto come neve al sole lasciando però delle tracce importanti (il diritto di famiglia,la tutela della lavoratrice madre,gli asili nido,i consultori.....),ma non ha trasmesso con forza e chiarezza un messaggio: che il movimento stesso doveva rinnovarsi e mantenersi vigile e attivo.la presenza di poche donne nei luoghi del potere(che però tacciono..ahimè livia turco dove sei? e la bindi ,la finocchiaro cosa dicono.....?),l'individualismo,la carriera,le lotte quotidiane con figli,marito ecc.,ecc,ci hanno snervato, stressato e distratto e così il berlusconismo,come una serpe malefica, ci ha stritolato nelle sue spire. ci dobbiamo svegliare, tornare nelle piazze,utilizzare le nuove tecnologie per riscoltarci e non per isolarci,coinvolgere le figlie, le nipoti,parlando loro con semplicità,ascoltandole e diventando insieme protagoniste.non sarà cosa facile.dobbiamo aggregarci intorno a donne come la ravera,l'urbinati,come concita de gregorio che è una brava direttrice ( e non direttore!!!) di un giornale importante come "l'Unità" e che quindi,come già sta facendo,ci può dare voce,può essere il polo aggregante .ricominciamo nelle nostre città a creare movimento e dibattito.io cercherò di fare delle iniziative a padova dove per tanti anni ho lavorato e lavoro con le donne attraverso i partiti,il sindacato e la commissione pari opportunità del comune. lilia manganaro lilia.manganaro@libero.it

    • 44.
    • Eugenio Bianchi
    • 14-08-2009 - 15:40:57

    Spero mi sia permesso di correggere una affermazione della signora Ravera: L'attuale premier non è stato votato da poco più della metà degli italiani bensì da poco più del 40% di coloro che sono andati a votare il che significa che lo ha votato al massimo un italiano su quattro. Se non si tiene a mente questo, si cade nel giochino furbesco del premier stesso e della sua stamapa asservita che ogni giorno lo fa passare come l'eletto dalla maggioranza degli italiani


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