E il Pd prepara la mobilitazione in difesa della libertà di stampa
Il Pd si prepara alla mobilitazione in difesa della libertà di stampa e di infromazione. «Se Berlusconi non la smetterà con questa arroganza, da settembre noi chiameremo a raccolta tutte le forze della società civile disposte a mobilitarsi in difesa della libertà di stampa e di informazione nel nostro paese». Recita così il pre-appello alla mobilitazione pronunciato dal segretario del Pd Dario Franceschini in risposta alle uscite del premier contro il tg3. «L'attacco al tg3 è l'ultima prova dell'intenzione di Berlusconi di usare la sua forza economica e il potere di chi sta al governo per condizionare e intimidire ogni voce libera», avverte Franceschini: «Ha cominciato con l'invito agli imprenditori a non fare pubblicità sui giornali che lo infastidiscono, adesso passa all'attacco diretto alle singole testate».
L'attacco a testa bassa di Berlusconi al tg3 (colpevole di "attaccare il governo con i soldi di tutti" e persino di dare spazio ai dati Istat sul Pil) indigna tutti non meno della conferenza-stampa autocelebrativa convocata a Palazzo Chigi per vantare i suoi successi.
«Nel giorno dei nuovi drammatici dati sul Pil il Presidente del Consiglio si preoccupa del Tg3», osserva Pierluigi Bersani. «Delle bugie di Berlusconi non ne possiamo più », si fa interprete dei sentimenti del paese la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro: «La sua conferenza stampa sembrava una stanca e patetica replica di una commedia di avanspettacolo, il tutto condito dai soliti attacchi all'informazione». Eppure «anche oggi i media e i giornali, che saranno tutti comunisti, ci dicono che il Pil crolla, che le fabbriche sono occupate, che la gente non va in vacanza».
«Solo una faccia di bronzo come Berlusconi può pensare di mistificare così la realtà. Già controlla la quasi totalità dell'informazione privata, adesso ha messo le mani anche su quella pubblica», replica il leader dell'Idv Antonio Di Pietro.
Nel pomeriggio arriva anche la replica del presidente della Rai, Paolo Garimberti: «L'informazione del Servizio Pubblico non è, e non deve mai essere, nè pro nè contro alcuno ma ha l'obbligo di raccontare i fatti. Le notizie non hanno colore nè odore e vanno date tutte, sempre».
Il centrodestra fa quadrato attorno al premier e per rinforzare il concetto espresso dal "capo" se la prende con Santoro e Travaglio: «Quando il centrodestra è in maggioranza partono scomposte e assurde dichiarazioni in difesa della libertà d'informazione. Poichè costoro -dice Giorgio Lainati riferendosi alla sinistra - hanno come termine di paragone e come massima espressione del pluralismo la faziosità di Santoro e i teoremi di Travaglio, appaiono davvero irricevibili le loro ridicole lezioni di democrazia».
Aggiunge Paolo Bonaiuti: la sinistra «ha nostalgia di Telekabul».



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