Via libera tra le proteste al decreto anti-crisi. Il governo: prima la fiducia, poi i cambiameni
Il Senato ha appena votato la fiducia al governo. Ed ecco che il governo stesso corregge le misure anti-crisi appena approvate dal senato. Pochi minuti di distanza tra il via libera in senato e le correzioni al testo stesso approvato in senato. Nell'Aula di Palazzo Madama il voto si chiude, tra le proteste, dopo le 11, alle 11 e 20 il Consiglio dei ministri licenzia già le modifiche. Mai legge durò meno di così.
Tra le novità varate dal consiglio dei ministri, dopo i richiami del presidente della Repubblica, quella sullo scudo fiscale. I procedimenti in corso per fuoriuscita dei capitali all'estero non saranno fermati dallo scudo fiscale previsto dal decreto anti-cris. L'esclusione dallo scudo riguarda i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge.
Modificata anche la parte relativa alla Corte dei Conti. Il nuovo dl, secondo il testo distribuito dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, prevede che «le procure della Corte dei conti possono iniziare l'attività istruttoria ai fini dell'esercizio dell'azione di danno erariale a fronte di specifica e concreta notizia di danno, fatte salve le fattispecie direttamente sanzionate dalla legge». Inoltre, per quanto concerne il danno di immagine, il dl nella sua "relazione illustrativa" chiarisce che «il corso della prescrizione dell'eventuale illecito contabile resta sospeso fino alla conclusione del procedimento penale».
E ancora, sul nucleare. Il ministero dell'Ambiente, inizialmente bypassato dalle norme anti-crisi, concorrerà, di concerto con il ministero delle Infrastrutture e con quello della Semplificazione, all'autorizzazione per le nuove centrali energetiche. In tal modo, sottolinea la relazione tecnica che accompagna il decreto, si esplicita «un principio di massima condivisione delle relative decisioni, benchè fosse già previsto che fossero rimesse al Consiglio dei ministri nella sua collegialità ».
Resta la tassa sull'oro. Il decreto correttivo al provvedimento anticrisi, come era stato annunciato dal governo, non modifica la norma sull'imposizione sulle riserve auree di Bankitalia e delle altre banche. Ma il premier stesso si precipita ad assicurare: «È evidente che, nella lettera e nello spirito, la norma è pienamente rispettosa dell'indipendenza istituzionale e finanziaria della Banca d'Italia e del tutto coerente con i principi del Trattato e del sistema europeo delle Banche Centrali».
Sparisce la norma per cui l'attuale amministratore delegato della società Stretto di Messina Piero Ciucci venga nominato commissario straordinario per il ponte sullo Stretto. La nuova norma, infatti, non fa più riferimento a Ciucci, ma dice genericamente che dovrà essere nominato «un commissario».
Nella nota di Palazzo Chigi si legge che il Cdm è durato dieci minuti e che le modifiche introdotte «sono finalizzate a superare in via definitiva possibili dubbi interpretativi».
Cambiamenti già pronti mentre nell'Aula del Senato va in scena l'ennesima richiesta di fiducia da parte del governo. A favore PdL e Lega Nord, contrari Udc, IdV e Pd. Al voto non ha partecipato il Movimento per l'Autonomia. "L'iter di questo decreto si chiude oggi in maniera ridicola e rocambolesca. Dopo due voti di fiducia, uno alla Camera e uno al Senato, questo provvedimento verrà modificato dal governo", stigmatizza il momento la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro.
Il senatore dell'Idv Stefano Pedica distribuisce ai giornalisti magliette di protesta con su scritto: "Giorgio non firmare". Si allontanano dall'aula i due senatori dell'Mpa Giovanni Pistorio e Vincenzo Oliva. "Attendiamo he il governo proponga un piano serio di rilancio, strutturale per il Mezzogiorno: in quel caso, possiamo modificare il nostro atteggiamento e dare la fiducia al governo ma oggi non parteciperemo alla votazione", spiega Pistorio. Protesta anche il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione: "Il governo tocca limiti traficomici, corregge se stesso ma espropria il Parlamento: farebbe meglio ad ascoltarlo", dice il vicepresidente della Camera: "La Costituzione è cambiata - prosegue - e non ce ne siamo accorti. Il governo ha annullato il ruolo del Parlamento".
Dallo scudo fiscale all'aumento dell'età pensionabile per le donne nella pubblica amministrazione. Dalla 'Tremonti ter' sui macchinari alla moratoria dei crediti banche-pmi fino agli sgravi per l'incremento del capitale delle imprese. E ancora: la regolarizzazione di colf e badanti che, con il nuovo reato di clandestinità introdotto dalla legge sulla sicurezza, rischierebbero l'espulsione. E le contestatissime norme sulla Corte dei conti e sulle competenze del ministero dell'Ambiente. Poi corrette dal decreto varato, pochi minuti dopo, dal consiglio dei ministri.
Queste, in sintesi, alcune delle norme del maxiemendamento corretto dal governo stesso.
Scudo fiscale: sarà possibile rimpatriare patrimoni esportati illegalmente fuori dalla ue o regolarizzarli se si tratta di paesi europei o paesi aderenti allo spazio economico dell'europa.
Pensioni, finestre in uscita spostate: una stretta che partirà dal primo gennaio 2015 e prevede un aumento dell'età pensionabile fino a 3 mesi in relazione all'allungamento delle aspettative di vita.
Donne in pensione a 65 anni: dal 2010 l'innalzamento sarà fatto nella misura di un anno ogni due e raggiungerà quota 65 anni nel 2018.
Badanti e colf: regolarizzazione per circa 300 mila lavoratori stranieri e non (italiani, comunitari ed extra comunitari) che lavorano per le famiglie italiane. per avviare la procedura il datore di lavoro dovrà pagare un contributo forfetario di 500 euro. Per assumere una colf occorrerà dimostrare un reddito minimo di 20 mila euro per i single e di 25 mila per i nuclei familiari. Per regolarizzare una badante bisognerà presentare un certificato medico attestante la malattia o la disabilità della persona assistita. Gli irregolari per cui si avvia la regolarizzazione non possono essere espulsi. chi presenta false dichiarazioni rischia il carcere da 1 a 6 anni.
Tremonti-ter: le agevolazioni fiscali si applicheranno solo sull'acquisto di macchinari e apparecchiature nuove.
Moratoria banche-pmi: con una convenzione Abi-pmi, entro 4 mesi dall'entrata in vigore della legge, le imprese potranno avere agevolazioni sui debiti contratti con le banche.
Sgravi incremento capitale: sgravi del 3% sull'aumento del capitale sociale delle imprese fino a 500 mila euro. tassa oro - l'aliquota resta al 6% ma viene fissato un tetto di 300 milioni di euro sulle riserve alle quali si applica. Nel testo viene anche specificata la necessità di un parere non ostativo della bce e di bankitalia.
Patto stabilità: la dote per gli investimenti degli enti locali virtuosi sale da 2 a 2,250 milioni di euro. ponte sullo stretto - lo stanziamento per il ponte sullo stretto di messina di 1.3 miliardi di euro sarà legato ai «vincoli di finanza pubblica». A decidere le quote annuali del finanziamento sarà il Cipe.




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