«Pulcinella» e «4 amici al bar»: il Pdl si spacca sul partito del Sud
di Jolanda Bufalinitutti gli articoli dell'autorePadre Pio pensaci tu. Alla fine, invece di imbarcarsi in un partito del sud, consulte, appelli al premier, per risolvere i problemi del Mezzogiorno, ci si potrebbe affidare al Santo. Almeno così sembra alla deputata sannita Nunzia De Girolamo che ha annunciato in pompa magna la presenza del premier a settembre alla festa del Pdl a Pietralcina. E per Berlusconi ci sarebbe anche il vantaggio di tentar di ricucire con i parroci che non hanno apprezzato le rivelazioni sulle allegre notti di palazzo Grazioli.
Su un versante più mondano, Gianfranco Miccichè ha fatto i bagagli e lasciato il Resort Oasi Olimpia di Sorrento. Quello scenario da favola doveva essere la fucina del partito del Sud e dare risposte alle inquietudini del centro destra penalizzato dal nordismo leghista. Ma per ora Micciché fa melina: «In una finale dei mondiali non importa il colore del pallone. Il problema è vedere se si riesce a superare la logica mors tua vita mea nei rapporti fra regioni». E rintuzza le ironie di alleati ed ex. All’ex alleato Cuffaro che canticchia «Quattro amici al bar...Il partito del meridione, in grado di avere il 40% dei consensi alla fine ha partorito una supplica al premier». Miccichè risponde «38 amici al bar e volevamo cambiare il mondo». Ed elenca le presenze di qualità: il ministro Prestigiacomo, l’ex ministro Martino, il collegamento telefonico con Dell’Utri, «segno sicuro dell’attenzione del premier». Ça va sans dire: nella regione più popolosa dopo la Lombardia il centro destra ha vinto le regionali con il 70% dei voti un anno e mezzo fa ma a giugno non c’è stato comune in cui la maggioranza regionale si sia presentata unita. Il Lombardo 1 è andato in crisi, il Lombardo2 stenta lasciando spazio all’iniziativa delle opposizioni. «Siamo riusciti - dice il capogruppo Pd all’Ars Cracolici - a ridurre le Asl del 40%, a cancellare l’agenzia per l’acqua e i rifiuti, esternalizzazione targata Cuffaro. Con i nostri soli numeri non ce l’avremmo fatta».
All’alleato leghista Calderoli che ha sostituito un razzismo con un altro: «Al Sud ci vuole Obama non Pulcinella», la replica è: «il Sud non è piagnone. I fondi Fas che secondo Calderoli sono stati sprecati sono invece serviti a completare importanti infrastrutture come la Messina-Palermo (governo Prodi, ndr)». «Non vogliamo l'aiuto di nessuno abbiamo cervelli ed energie tali per fare a meno di Calderoli ma lui e Tremonti devono ricordarsi di essere ministri della Repubblica e non della Padania», è la risposta che la dice lunga sui rapporti interni alla maggioranza di governo.
«Qualcuno vuole ricordare a Miccichè che è sottosegretario con delega al Cipe, cioè all’organismo che eroga i fondi per il mezzogiorno?», chiosa Antonello Cracolici. «Nel Sud abbiamo una forte vocazione teatrale però è proprio il caso di dire che qui la tragedia si è trasformata in farsa e Micciché non può fare troppe parti in commedia. Se si è creato un corto circuito fra lui e il governo, se Tremonti lo considera un ragazzo di bottega, deve trarne le conseguenze». anche perché, pensa l’esponente Pd, i problemi di rappresentanza del Mezzogiorno, sono reali e vanno affrontati «senza rivendicazionismo perché spesso i peggiori nemici del sud sono qui, in una classe dirigente arruffona. Non ci si può presentare con la faccia di Cuffaro».
Non solo Sicilia, anche Adriana Poli Bortone era a Sorrento e si dice pronta a discutere con Micciché. Annuncia per il 24 a Napoli un’assemblea di associazioni territoriali e va giù dura con il governo: «Vuote parole e troppe promesse. I parlamentari di maggioranza non votino provvedimenti che impediscono al Sud di mettersi al paro». E poi chiede: «La perequazione delle infrastrutture al Sud prima dei decreti del federalismo fiscale». Insomma, nel mezzogiorno il Pdl si attrezza alla partita del dopo Berlusconi.



Condividi su: 
















