Marino: «Parleṛ ai circoli». Boom di «amici» su Facebook

di Vladimiro Frullettitutti gli articoli dell'autore

«Come faccio a iscrivermi, voglio darle una mano. A chi mi devo rivolgere?». Ignazio Marino ha appena finito il suo intervento alla nona edizione del meeting di San Rossore della Regione Toscana (il primo fu nel 2001 pochi giorni prima di quel G8 anche allora organizzato dall'Italia e finito nel sangue) dedicato a scienza e pace. Ha parlato del rapporto fra scienza e filosofia della vita. Ha spiegato che al centro di tutto ci deve sempre essere la libera scelta dell'individuo.


La gente, tanta, applaude. Poi quando se ne deve andare (ha vari incontri nel pisano) non lo fa passare. Le tv l'aspettano fuori dal tendone, sotto i pini marittimi. Ma lui fatica a farsi strada. Ogni due passi lo fermano. Gli stringono la mano. Gli dicono che adesso che in campo per la guida del Pd c'è lui prenderanno la tessera. Chiedono come devono fare. A chi devono telefonare. Il giovane del circolo democratico di Cecina la tessera ce la già. Vuole raccogliere le firme per la sua candidatura. «Chiama Meta, aspetta ti do il telefono e vai sul mio sito: ignaziomarino.it», gli fa il senatore Pd. E mentre la sua assistente Claudia Cirillo riempie l'agenda di nomi, telefoni e e-mail. Lui abbraccia forte il presidente della Toscana Claudio Martini ("In bocca a lupo" lo incoraggia il governatore), e sorride. Del resto il suo sogno, come spiega ai giornalisti, è un Pd in cui «l'unica corrente sia quella dei circoli, dove le persone esprimono le proprie opinioni e dove a maggioranza si vota e si decide». Un obiettivo a cui conta d'arrivare «saltando l'apparato». «Quello che vedo accadere in Parlamento purtroppo è che si stanno organizzando in base a quelle che gli stessi leader chiamano correnti. Io mi voglio organizzare in un altro modo, voglio parlare direttamente ai circoli».

E fin qui pare che l'appello diretto ai cittadini di iscriversi al Pd fatto da Marino al momento della sua scelta di correre per la segreteria nazionale dei democratici sta funzionando. I suoi "amici" su Facebook da 400 sono passati in pochi giorni a 4mila, gli accessi al suo sito sono diventati 20mila al giorno. Ma al di la dei contatti virtuali lo stesso Marino spiega che anche i sostegni cartacei, le tessere che servono a votare ai congressi di circolo (il termine per l'iscrizione scade il 21 luglio), gli stanno dando segnali incoraggianti. «C'è una partecipazione straordinaria - dice - e tante persone che si sono iscritte». Anche per questo il senatore - medico («Non si preoccupi continuerò ad andare in sala operatoria anche da segretario del Pd», tranquillizza la signora che gli promette il voto solo se le garantisce che continuerà a operare) non teme che il congresso diventerà una resa dei conti. «Mi sono schierato proprio per questo - spiega - perché voglio non una resa dei conti, ma un congresso di idee. Dove ognuno di noi possa portare una parola chiara sui temi come il lavoro, la casa, l'immigrazione, la ricerca, che interessano le persone. Dove si parla di diritti civili, dove si dica con chiarezza no a diritti speciali per qualcuno e sì a diritti uguali per tutti. Se discuteremo di questi temi e daremo risposte chiare faremo un grande favore non solo al Pd, ma al Paese. Perché l'Italia ha bisogno di una sinistra che parli chiaro, che dica dei sì e de no». E sul risultato finale, quello del 25 ottobre, non ha dubbi: «Vinco io».

10 luglio 2009
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