Marino: «Fuori quelli che non credono che tutti devono avere garantiti i propri diritti civili»

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell'autore

La ricerca del terzo candidato è il tema che aleggia sulla platea “piombina”. Si materializza quando, dopo i big già scesi in campo, e subito prima di Debora Serracchiani, il cui intervento slitta di ora in ora, sale sul palco Ignazio Marino, il chirugo internazionale prestato alla politica, che parla da outsider, da “contemporaneo”, come direbbe Ivan Scalfarotto. Come “uno che viene da un percorso completamente diverso” ma si è entusiasmato quando ha visto “uomini e donne scendere in piazza per creare un nuovo partito”. Parla da cattolico, intransigente nella difesa dei diritti civili. Ed è un’ovazione. “Voglio uno stato che difenda i diritti civili, che siano uguali per tutti: uomini, donne, omosessuali, malati”, scandisce. E viene giù la platea.

“Il testamento biologico è stata una cartina di tornasole. Si sono inventati la posizione prevalente. Per me il metodo è un altro: si discute si decide e si vota e quel voto è la misura di una battaglia in parlamento”. Incisivo, categorico, non ha paura di dividere, se servirà a chiarire che cos’è il Pd: “E’ chiedere troppo che quelli che non credono che tutti proprio tutti devono avere garantiti i propri diritti?”.

E ancora applausi, mentre il chirurgo cattolico scandisce il suo evangelico e laico: “sì, sì/no, no”. E quando dice ancora più forte: “Non ci credo che se c’è una donna incinta su una nave noi la dobbiamo riportare manu miltari da dove viene”.

“Non è questo il Pd per cui voglio lavorare”, scandisce Marino, in perfetta sintonia con la sala. “Solidarietà, rispetto, regole, meritocrazia, diritti e sopratuttto laicità dello stato”, scandisce ancora applaudito. Non dice se si candiderà, però anche lui, come Franceschini, ha in mente una squadra. “Io voglio una squadra, che discuta e poi si attenga alla maggioranza”. C’è una maggioranza nel nostro paese, assicura, “che non condivide i principi del centrodestra. E deve sapere cosa pensa il Partito democratico. Deve conoscere quali sono le linee che il partito intende sostenere”. Marino sui temi decisivi quelle linee le ha molto chiare.



27 giugno 2009
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