Il Lingotto dei «piombini». Serracchiani: «Ascolteṛ tutti, poi decideṛ»

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell'autore

Un video campeggia da qualche ora sul blog di Giuseppe Civati, giovane consigliere regionale del Pd, blogger indefesso. Protagonista assoluto è il 34enne Matteo Renzi, neoeletto sindaco di Firenze. Accanto a lui, sul palco del Teatro del Sale, Debora Serracchiani, reduce dalla sua personale vittoria su Berlusconi, Ivan Scalfarotto e lo stesso Giuseppe Pippo Civati. Che chiosa così il video, girato a due giorni dal ballottaggio fiorentino: «Lui ha vinto». Un auspicio “generazionale” che al suo successo – e a quello di Debora Serracchiani – potrebbero seguirne degli altri e che magari da quel gruppo possa scaturire anche il prossimo segretario del Pd?

Se ne riparlerà sabato, quando sul palco del Lingotto, a Torino, il quartetto si ricostituirà per l'assemblea dei cosiddetti “piombini”. E chissà se adesso li chiameranno «lingottini», visto il posto, ben più altisonante di Piombino, scelto per lanciare la loro corsa da qui al congresso. «È il momento», recitano le convocazioni: «Quale congresso per quale partito». Qualcuno sta anche organizzando i pullman per partecipare, ovviamente su facebook, mezzo preferito. «E guardate che questa riunione l'abbiamo convocata più di un mese fa», rivendica proprio Civati, che è uno dei fondatori del “gruppo di lavoro” (non chiamateli “corrente”). Come a dire: noi siamo arrivati primi. «E non confondete l'originale con le imitazioni», polemizza con i giovani «bersaniani».

Il luogo scelto per l'appuntamento non è casuale. La data nemmeno. Due anni fa, nello stesso giorno, al Lingotto Veltroni disse quale era l'Italia che lui aveva in mente e che il suo Pd avrebbe dovuto rappresentare. Il «luogo del delitto» lo chiamano con una punta di veleno gli organizzatori del Lingotto 2: «Abbiamo deciso di tornare qui per rilanciare il percorso del Partito democratico che si è perso per strada: il tema era ottimo, lo svolgimento ha lasciato a desiderare», spiegano.

Un ritorno allo «spirito del Lingotto», anche il loro. Ma con le «dovute» prese di distanza:. «Nessuna Canzone popolare, né Mi fido di te: ci vuole un'altra musica. Nessuna citazione dal Piccolo principe, né dichiarazioni monumentali del tipo: «sto fino alle elezioni» oppure «dopo il mio mandato, vado in...», scandisce un decalogo auto-prodotto, a poche ore dall'appuntamento.

Veltroni, comunque, è tra gli invitati. Ma sul palco, questa volta è atteso proprio il neoeletto sindaco di Firenze. Vera icona del “gruppo”. Quello che sul campo, più di ogni altro, fin qui ha incarnato «lo spirito di Piombino», se così si può dire: rinnovamento generazionale, democrazia dal basso, primarie vere. Più vere di quelle fiorentine che il giovane Renzi ha trasformato in un vero e proprio scontro aperto tra i candidati? È ovvio che sarebbe lui il candidato ideale alla segreteria del Pd. Se non fosse stato appena eletto sindaco di Firenze.

A Torino Matteo Renzi darà la sua benedizione al futuro Matteo Renzi capace di contendere la segreteria a Franceschini e Bersani? In odore di corsa – secondo il tam tam di queste ore - sarebbe lo stesso Civati, che ha un anno meno di Renzi e al momento fa il consigliere regionale del Pd in Lombardia. Ovviamente lui nega. «Mi sono rotto i cognomi», rifiuta con una battuta il gioco del toto-giovane-candidato: «Vederemo il 27». Quando sul palco del Lingotto salirà anche l'altra icona «generazionale», Debora Serracchiani, che non è una «piombina»: «Ma visto che l'ospite d'onore sarà il Pd non posso che sentirmi in sintonia con la platea, anche se poi magari le nostre strade si separeranno». Cosa dirà? «Ho bisogno ancora di un po' di tempo per riflettere, ma al Lingotto arriverò con le idee più chiare», assicura Debora, da settimane ormai giovane-candidata in pectore. «Prenderò una decisione dopo aver sentito tutti, anche Franceschini, che sarà seduto in platea», dice lei.

23 giugno 2009
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