Iran, studente critica la Guida Suprema: per i blog è in arresto

«Si lasci criticare».Più o meno con queste parole usate alla volta dell'ayatollah Ali Khamenei uno studente di matematica ha lanciato la sua sfida alla Guida Suprema dell'Iran. E dopo Neda, la ragazza uccisa dalle milizie basij nelle prime proteste contro il regime, Mahmoud Vahidnia si avvia a diventare un nuovo simbolo del Paese che difende la libertà di espressione. E che ora si interroga sulkla sua sorte: da quando ha parlato, Vahidnia è sparito.

«Si lasci criticare», ha detto pressappoco lo studente ventenne presentato come campione delle Olimpiadi della Matematica sul palco di un incontro avvenuto lo scorso 28 ottobre tra la Guida e una platea di cattedratici e scienziati nell'Università Sharif a Teheran. Lo sguardo della Guida Suprema alle parole del giovane si può vedere nel video che gira su You Tube: corrucciato, preoccupato ma non nervoso.  Il regime, anticipando le critiche, ha già diffuso una sua versione dei fatti. sul sito della «Pubblicazione delle opere del Grande Ayatollah Khamenei»: «Dopo che l'ultimo degli oratori aveva parlato - si legge sul sito, il cui contenuto è riportato nel blog Homylafayette - tutti erano in attesa delle parole del capo della Rivoluzione, ma egli ha detto: 'C'è qualcuno tra questi amici che vuole ancora parlare...Quel signore che è stato obbligato a sedersi...vieni avanti'».

La versione ufficiale, insomma, descrive un Khamenei disponibile ad ascoltare, anche quando le critiche sono serrate. Il ragazzo ha criticato i media e l'assenza di voci critiche. «Ho letto diversi quotidiani e settimanali in modo serio per quattro-cinque anni, e non ricordo di aver trovato in tutto questo tempo un articolo critico nei confronti della Guida». Televisioni e radio, ha affermato Vahidnia interrotto da miliziani basiji secondo un testimone oculare citato dal blog, «sono sotto la vostra direzione e voi ne nominate i capi. Ciascun canale risponde ai vostri ordini e voi non lo sorvegliate». «Le nostre tv e radio -ha sottolineato il giovane, secondo il sito del regime - danno un quadro vero del mondo e del nostro Stato, o ne forniscono uno caricaturale e falso? E permettono alle diverse opinioni di manifestarsi?». L'arringa dello studente si è poi concentrata sulla violenza e sulla repressione delle proteste contro l'elezione di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica Islamica. Stavolta sono i blog a raccontare: «Quando voi, voi che siete una figura paterna -ha detto, rivolto ancora alla Guida Suprema- vi comportate in una determinata maniera con i vostri oppositori, anche i vostri sottoposti agiscono nel modo che tutti sanno. E tutti sanno cosa è accaduto nelle prigioni».

Il sito del regime riporta così questo passaggio: «Se avessimo usato metodi più convincenti e non avessimo impiegato la violenza tranne quando necessario, il nostro regime non resisterebbe più a lungo? E il nostro popolo, non resterebbe più unito? Io credo che la vera unità si raggiunga non attraverso il consiglio, ma con il comportamento del popolo verso il governo, e del governo verso il popolo». Queste, le due versioni, non del tutto inconciliabili se non forse nei toni, della sfida di uno studente, solitario come solitario fu lo studente schieratosi sulla Tienanmen contro i carri armati. Di lui non si ebbero più notizie. Anche Mahmoud Vahidnia è scomparso nel nulla, dal giorno della sfida a Khamenei. Agenti segreti, secondo i blog, lo hanno avvicinato alla fine del suo discorso. Forse lo hanno arrestato. Questo, naturalmente, il sito del regime non lo dice.

31 ottobre 2009
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