Nel mirino, sanità privata e cemento
di ma.ge.tutti gli articoli dell'autoreUn attacco alla sanità privata. E uno alla cementificazione che continua a consumare suolo quando «a Roma una casa su sette è vuota». Non c'è male per essere appena l'inizio della campagna elettorale. Anche se Emma Bonino ci tiene a precisare: «Non ho niente contro i costruttori». E, da radicale, tanto meno contro la sanità privata. Il punto - spiega - sono le regole. Quando non ci sono o non vengono rispettate, la realtà si capovolge. La realtà - dice Emma Bonino - è che nel Lazio ci sono le case e ci sono i posti letto. Però ci sono anche le opacità, le strozzature, i meccanismi viziati che rendono case e posti letto non accessibili nella loro totalità ai cittadini.
Partendo dalla sanità. «Il Lazio - spiega Emma Bonino - ha un'abbondante offerta sanitaria, ma il cittadino non ne dispone pienamente perchè la parte in convenzione non è tenuta a rendere fruibile la disponibilità». È questo il nodo che va risolto - dice - ed è quello che forse innervosisce gli attori del settore privato».
«Occorrono invece trasparenza e concorrenza», scandisce Emma. «Trasparenza per esempio sulle convenzioni, su cosa ci si scrive dentro e sul monitoraggio del rispetto o meno di quello che viene scritto nelle convenzioni».
E così anche per l'edilizia. Tema dell'iniziativa radicale sul consumo di suolo a cui Emma Bonino - insieme alla deputata radicale Elisabetta Zamparutti, all'urbanista Paolo Berdini, a Legambiente, Wwf - ha preso parte questa mattina alla Camera. «Non si può continuare a cementificare e a consumare suolo quando a Roma un alloggio su sette è vuoto», spiega la vice-presidente del senato, che da leader radicale è tra le promotrici della proposta di legge firmata da Elisabetta Zamparutti per istituire un Osservatorio Nazionale sull'Uso del Suolo. E da candidata alla Regione Lazio si prepara a dare input per invertire la tendenza drammatica che ha portato negli anni a un incredibile consumo di suolo.
Non si tratta di «andare contro ai costruttori». E nemmeno contro chi una casa non ce l'ha. «Perché le case ci sono ma ci sono meccanismi viziati che le sottraggono alla disponibilità dei cittadini e che vanno scardinati». E d'altra parte bisogna individuare nuovi volani anche per l'edilizia.
Altro che piano casa. Quello - spiegano anche gli urbanisti che partecipano all'iniziativa radicale - serve solo ad allargare villette e trasformare capannoni in nuove abitazioni. La vera frontiera - spiega Bonino, rilanciando uno dei temi cari ai radicali - deve essere la «rottamazione» della vecchia edilizia degradata, il recupero, la sostituzione. E gli incentivi a realizzare le case secondo criteri moderni.
Su questo fronte Emma Bonino, da candidata alla regione Lazio, indica due obiettivi programmatici. Il primo è il fascicolo di fabbricato. La Regione Lazio - spiega la Bonino - è tra le poche ad averlo adottato, recependo il piano casa. Ma il governo ha impugnato questa decisione, sospendendone l'efficacia. L'altro, invece, sono gli incentivi per la «certificazione energetica e la sostenibilità ambientale degli edifici». «C'è una direttiva europea che introduce questa certificazione, il Lazio deve ancora recepirla», spiega la ex commissaria europea.




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