Body scanner, ś di Frattini e Maroni

di V. L.tutti gli articoli dell'autore

Se ne discuterà nel vertice europeo sulla sicurezza, domani a Bruxelles, del Comitato per la sicurezza aerea della Commissione europea. Per la verità, la stessa Commissione europea aveva già proposto l'introduzione dei body scanner lo scorso anno, ma l'idea era stata bocciata dal Parlamento e da alcuni stati, e cancellata dalla direttiva sulla sicurezza aerea del 2008, proprio per i rischi sulla privacy e sul voyeurismo. I body scanner permettono infatti di vedere il corpo nudo dei passeggeri. Le macchine per la scansione corporale usate in Olanda lanciano l’allarme se viene notata un'anomalia. Solo allora gli uomini della security potranno guardare lo schermo. Ma intanto i ministri italiani di Interni e Esteri si schierano con la nuova tecnologia. «Sono deciso a far sì che i body scanner siano collocati quantomeno a Fiumicino e Malpensa», dice il ministro Maroni: «Credo si possa adottare una soluzione equilibrata: con scanner poco invasivi della figura del corpo del passeggero, che appare opacizzato all'operatore, ma può rilevare qualunque anomalia, come un sacchetto o un oggetto». «I body scanner sono necessari perché dobbiamo essere più attrezzati dei terroristi - sostiene il ministro degli Esteri Franco Frattini - il diritto di non saltare per aria è un diritto più importante di quello alla privacy». A gettare acqua sugli entusiasmi per la nuova tecnologia l’inchiesta dell’Independent , che ha scoperto come lo scanner avrebbe fatto cilecca nel mancato attentato al volo Delta. E il fatto che, mette le mani avanti l’Enac, prima di adottare quelle macchine serve una certificazione - che ora non c'è - con cui l'Unione Europea individui un unico modello che risponda a determinati requisiti su privacy e salute. Certo è possibile iniziare una sperimentazione, dice il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ma serve «un approfondimento tecnico, alcuni scanner sono compatibili con salute e privacy, e altri no». Ma quali sono i requisiti irrinunciabili? «Che non sia possibile riconoscere il volto dei viaggiatori - spiega il presidente dell'Enac - che l'operatore allo scanner sia diverso da quello al varco, che l'immagine registrata venga immediatamente cancellata e che non vi siano raggi nocivi per la salute». Requisiti che dovranno essere identici per tutta l'area Schenghen. L'Italia è pronta, i soldi ci sono: 2 milioni. Basterebbero per una ventina di apparecchiature. A meno che il clamore e il potere rassicuratorio degli apparecchi non facciano lievitare il prezzo. A volte accade.

06 gennaio 2010
  • Condividi su:Condividi su: 
  •  Facebook
  •  Twitter
  •  Myspace
  •  Google
  •  Delicious
  •  Digg
  •  Linkedin
  •  Reddit
  •  Ok Notizie
  •  Blinklist
  •  Zic Zac
  •  Technorati
  •  Live
  •  Yahoo
  •  Segnalo
  •  Up News
--------------------------------------------------------------------------------------------------------