Internet e quella Stella che brilla lassù

di Leonardo Tondelli - Ho una teoria. Quando a un giornalista capita di scrivere il solito pezzo demonizza-internet (un genere relativamente giovane, ma già irrigidito nella statuaria dei luoghi comuni senza età, come gli elzeviri sulle mezze stagioni o sugli esodi d'agosto) la prima reazione di chi su internet ci scrive davvero, e magari da anni si sbatte per difendere e diffondere contenuti di qualità, è più o meno: Nonno Non Hai Capito Niente. Probabilmente parli per sentito dire e non sai distinguere un profilo facebook da un blog, avrai una connessione modem a 56k con il fischiettino (vi ricordate il fischiettino?) oppure la stagista schiavetta che ti scansiona i comunicati battuti in Olivetti Lettera22.

Tante volte devo aver reagito così anch'io, qualche anno fa, ma appunto: era qualche anno fa. Adesso siamo nel 2009 e davvero anche il nonno ha capito come si accende il computer. Parlare di Internet per sentito dire non solo non è più ammissibile, ma è davvero impossibile. Eppure le cose che ha scritto Gian Antonio Stella sono un po' le solite: “zona franca dove divampa una guerra che quotidianamente si fa più aspra, volgare, violenta” (Montecitorio? No, Internet) “individui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idiomi utilizzati, parlano tutti [...] il linguaggio della violenza, della sopraffazione, dell’annientamento” (Curva di stadio? Set del Grande Fratello? Nooo, Internet). A gente come me, come probabilmente anche voi, che frequenta internet ogni giorno e ci trova lampi d'intelligenza, di fantasia e di creatività che nessun altro media gli offre, può sembrare strano e triste che Gian Antonio Stella si trovi in casa la stessa finestra sul mondo e non ci trovi nient'altro che volgarità, violenza, odio, anzi, “libertà di odio”. Eppure è così: come si spiega?

Io una teoria ce l'ho, dicevo: dipende tutto da dove è piazzata la finestra. Gian Antonio Stella guarda internet come tutti noi, ma da una posizione infelice: quella di giornalista. Rifletteteci bene. Voi praticoni di internet avete i vostri riferimenti, i vostri feed, le persone simpatiche ed esperte di questo o quel settore che avete selezionato in anni di frequentazioni, ed è questo a rendere la vostra finestra così colorata e interessante. Stella ha avuto meno tempo di voi, e i frequentatori di internet forse li conosce soprattutto sotto forma di commentatori medi del sito del Corriere. Ma i commentatori medi al Corriere (o alla Repubblica), beh... è il caso di dire no comment. Davvero, cosa pensereste di Internet e di chi lo frequenta, se le uniche prove della loro esistenza fossero le tracce di bava che lasciano sui siti dei grandi quotidiani, e su qualche gruppo di facebook?

Internet è piena di melma, inutile negarlo (nessuno infatti ci ha provato). Però in mezzo alla melma ci sono cose straordinarie che valgono tutta la bolletta, e persone che sostengono, come me, che è inutile criticare la melma: l'unico sistema per migliorare la qualità è creare piccole oasi di cose intelligenti e interessanti, in zone non troppo remote da quelle dove passa il grande traffico. I blog che leggo quotidianamente sono una realizzazione imperfetta di questa idea di oasi: mi riassumo i fatti importanti del giorno in modo esauriente e divertente, mi raccontano notizie singolari e importanti che da solo non avrei trovato mai, a volte mi fanno arrabbiare, ma sempre per un'idea diversa dalla mia, non per uno schizzo d'odio. Però ci ho messo anni a selezionarli, e ho dovuto vincere il fascino per la melma, per i deliri dei dementi, che soprattutto all'inizio mi soggiogavano e mi facevano perdere tempo prezioso (tuttora, a portata di clic, c'è la perdizione). Insomma, ci ho messo anni per rendere davvero efficiente e interessante quella che una volta si chiamava “navigazione” su Internet. E questo smentisce il luogo comune che Internet sia facile come schiacciare un bottone: no, se schiacci un bottone per prima cosa escono quintali di melma che ti schizza dappertutto. Il setaccio di contenuti interessanti è una pratica difficile che si acquisisce con gli anni, è più complesso che imparare a guidare. Basta vedere cosa combinano gli adolescenti in rete: in teoria dovrebbero capire tutto alla svelta, in pratica finiscono subito impantanati in luoghi assurdi, e ci impiegano anni a trovarsi una posizione rispettabile, a costruirsi un profilo decente.

Con gli anni s'impara a tenersi lontani da certi luoghi come i commenti su youtube, i gruppi su Facebook... o i commenti di Repubblica.it, o del Corriere. Ma non è paradossale che la melma su Internet tenda ad addensarsi proprio intorno a siti informativi professionali? Immaginatevi il Corriere on line come un grattacielo in mezzo a una discarica: ecco, Gian Antonio Stella vede gli internauti da una finestra di quel grattacielo, e cosa volete che veda? Mostri subumani che inneggiano al ferimento di premier mediante souvenir, negatori di olocausti, odiatori di “negri”, insomma, brutta gente. Come spiegargli che quelli non sono tutti gli internauti... ma solo quelli che più spesso circolano intorno al Corriere? E perché proprio intorno al tuo giornale, è colpa della linea editoriale? No, assolutamente. È solo una questione di dimensioni: il grattacielo è un punto di riferimento nazionale, attira la massa, e in mezzo alla massa la suburra, i cospiratori, i mitomani.

Per contro in un piccolo sito come il mio, mantenere un discreto livello di discussione è relativamente semplice. Molto di rado negli ultimi anni mi è capitato di dover mettere i mattoidi alla porta. Merito mio? No, assolutamente, anche in questo caso è una questione di dimensioni. I mattoidi accorrono naturalmente verso i centri di traffico, sono attirati dalle celebrità. Non sono massa, ma si disseminano sempre nella massa. Nei piccoli blog che negli anni abbiamo selezionato con cura, i mattoidi non vengono: al limite passano di sbaglio se gli capita di scambiarci per qualcuno più importante di noi. Ma appena hanno capito che noi siamo pesci piccoli, ci lasciano nella nostra nicchia e se ne tornano in piazza a vandalizzare gli editoriali delle Grandi Firme coi loro commenti.

Così senza volere siamo riusciti a parlare del povero Tartaglia, che nemmeno aveva un profilo Facebook. Peccato, ci si sarebbe trovato bene. E forse iscrivendosi a qualche gruppo idiota gli sarebbe passata la voglia di realizzare le sue idiozie nel mondo vero. Perché Internet è anche questo: una valvola di sfogo per colletti bianchi che giocano a fare gli odiatori di negri, i negatori di olocausti, gli inneggiatori a Tartaglia. Sì, non è molto coraggioso da parte loro. Ma ognuno dovrebbe essere libero di gestirsi la sua melma come vuole, finché non schizza gli altri.

16 dicembre 2009
  • Condividi su:Condividi su: 
  •  Facebook
  •  Twitter
  •  Myspace
  •  Google
  •  Delicious
  •  Digg
  •  Linkedin
  •  Reddit
  •  Ok Notizie
  •  Blinklist
  •  Zic Zac
  •  Technorati
  •  Live
  •  Yahoo
  •  Segnalo
  •  Up News
    • 43.
    • ROSELLA
    • 29-12-2009 - 14:06:01

    complimenti...condivido anche se in ritardo!! x Patrizio- Milano: bravo.....è di persone come te che abbiamo veramente bisogno!!!continua,tuo nipote te ne sarà grato!!!

    • 42.
    • ele
    • 21-12-2009 - 09:52:59

    Condivido articolo e molti commenti. internet regala problemi di gestione della dittatura attuale, dando spazio e pubblico a opinioni che nulla devono a persona, ne salario ne raccomandazioni; fatte da persone che in molti casi hanno idee migliori e sanno scrivere meglio di quelli che sono approdati ai canali ufficiali. Poi la melma esiste d'accordo...il vantaggio di Internet e' che una parte si trova sotto gli occhi di tutti, a differenza di quella del Corriere, ad esempio.

    • 41.
    • Sandro kensan
    • 20-12-2009 - 15:44:18

    Ho letto tutti i commenti, qualcuno solo sommariamente ma diversi con attenzione perché interessanti. Una idea che mi sono fatto è che lo Stella non ha molte scusanti per scrivere di Internet sapendone poco: chi lo obbliga a guardare fuori dal suo grattacielo da una finestra? Non potrebbe scendere in strada e dare una occhiata a qualche quartiere o a fare un viaggio in un'altra città? Secondo me Stella si dovrebbe rendere conto di saperne poco della Rete e quindi dovrebbe astenersi dal parlarne come esperto o conoscitore dell'argomento. Dovrebbe infarcire i suoi testi con frasi tipo "io sono vecchio e non sono della generazione digitale, quindi ne so poco..." Sandro kensan.

    • 40.
    • Paolo pensionato
    • 20-12-2009 - 04:53:19

    La libertà di stampa e di espressione fa paura a tutti quelli che detengono il potere, anche quello mediatico. In Italia la libertà di espressione é solo scritta nella Costituzione, perché nella vita di tutti i giorni sono troppi i condizionamenti per poter avere una vera libertà. Internet fa tanta paura perché é uno strumento di libertà che permette il coordinamento della gente tanto da consentire perfino di indire manifestazioni nazionali fuori da partiti e sindacati. Ed é questa la ragione di tanta ostilità verso la rete, ma credo che i nostri soloni che vorrebbero mettergli il bavaglio, dovrebbero valutare la pessima figura che farebbero nel mondo libero, trovandosi in compagnia di tre dittature dichiarate: Iran, Cina e Cuba che hanno attuato la censura su Internet.

    • 39.
    • Ruffino Antonino.CH
    • 19-12-2009 - 19:30:59

    In cambio di oscurare alcuni siti su internet, come dice l`avvocato di cause perse Schifani, non mandiamo in un COLLEGGIO di Suore I Buonaiuti, i Cicchito, i Capezzoni e qualche altro ignorante che crede di rappresentarci nella vita istituzionale del nostro PAESE. quando appaiono in VIDEO mi vergogno solo a vederli, Ma io non faccio di tutta unèrba un fascio,e sono anche convinto che il male dell'Italia non é S.B. Ma i consiglieri che ci stanno attorno. Spero solo che se ne liberi al piu' presto, solo cosi si puo' affrontare una stagione per fare le RIFORME, Prima di tutto quella sulla giustizia.

    • 38.
    • Cappuccetto Rosso
    • 19-12-2009 - 10:40:41

    Secondo me Schifani non sa neanche usarlo il computer… Comunque, sostenere, come fa il presidente del Senato (già ex-avvocato di mafiosi) la maggiore pericolosità della Rete di oggigiorno rispetto al terreno, al brodo di coltura politico rappresentato dal mondo dei movimenti extra-parlamentari dell'epoca (contesti reali e non virtuali del tessuto sociale) significa non aver capito una mazza dell'una come dell'altro. In alternativa siamo costretti a pensare che l'on. Schifani, prendendo spunto dall'episodio di cronaca che ha visto protagonista Massimo Trataglia, stia attuando una sorta di "strategia della tensione". Come interpretare altrimenti la grossolana "defaillance" del presidente del Senato? Detto questo, non si capisce perchè sia stato scelto, per ricoprire la seconda carica più importante dello Stato, un individuo totalmente a digiuno di storia e di cultura sociologica, un analfabeta politico insomma… Personalmente sono più propenso a credere che i suoi commenti sui social-network siano palesemente strumentali e che egli persegua, in modo neanche troppo recondito, l’obiettivo di una forte limitazione della libertà di espressione.

    • 37.
    • A.
    • 19-12-2009 - 06:55:19

    ottimo articolo

    • 36.
    • mariangela
    • 18-12-2009 - 18:20:07

    noi,di sinistra, siamo come i salmoni, andiamo controcorrente, per poi andare a morire,, per fortuna, o forse purtroppo,, da come tira l,aria, ci piacciono le regole la legalita, e la non furbizia, non come i nostri contrari politici che votano per S.B. perche, cosi, la vita e piu facile,. comunque, mi piace come LEI scrive e nonostante dica di essere un duro antipatico, non lo penso, perche si preoccupa di piacere ancora dopo gli scritti. LEI e un tenerone. maria

    • 35.
    • Chiara
    • 18-12-2009 - 15:26:06

    Bravo Leo!

    • 34.
    • atlantropa
    • 18-12-2009 - 13:33:17

    Nella recente vicenda è successo questo: 1. Berlusconi ha subito un'aggressione; 2. alcune persone hanno gioito dell'accaduto; 3. tra queste, alcune hanno manifestato pubblicamente tale gioia, nella fattispecie celebrando l'aggressore o l'aggressione, in particolare via internet. In questi giorni il dibattito sostanzialmente verte sulla liceità di 3, che poi è quanto attiene parzialmente alla presente discussione. Internet, tuttavia, appare più che altro essere un elemento congiunturale della vicenda, la pietra dello scandalo essendo la dimostrazione di giubilo e non il particolare medium utilizzato; in definitiva si sta contestando la possibilità che qualcuno possa esprimere pubblicamente gioia per il male subito da qualcun'altro. La tesi dell'illiceità di 3. è stata sin'ora sostenuta in modo assai bislacco, provando a gettare nel calderone l'apologia di reato, l'istigazione a delinquere o quant'altro fosse a portata di mano del Ciclope accecato. Prescindendo per un attimo dal fatto che laddove uno stato sia sano e maturo non vi è necessità alcuna nè di leggi speciali nè reati d'opinione, c'è soprattutto che così facendo ci si pone su un piano estremamente pericoloso, sia per il margine di arbitrarietà con cui si applicherebbe forzosamente la nozione di causa-effetto alla realtà sociale, sia per la deriva liberticida che potrebbe derivarne. Non si può, poi, non osservare come, invitando quotidianamente medici e farmacisti all'interruzione di un pubblico servizio, gli uomini di Chiesa si prodighino impunemente in pubbliche apologie di reato ed istigazioni a delinquere. O ricordare come, al netto della retorica, le parole di Truman a commento della nuclearizzazione del Giappone furono sostanzialmente un "ben gli sta"; seguirono poi parate, coriandoli e palloncini - lo tengano bene a mente quegli opinionisti sempre così solerti nel ricordarci le manifestazioni di giubilo tra i palestinesi allorchè gli SCUD colpirono Israele. Il legislatore dovrebbe prendere umanamente atto del fatto che augurarsi il male di qualcun altro è una parte ineliminabile dell'uomo. La volontà di reprimere per legge la possibilità di un pensiero è qualcosa di spaventoso. PS: un in bocca al lupo a Leonardo; perdonami se, come mio solito, deraglio fuori tema.

    • 33.
    • Guido
    • 18-12-2009 - 00:20:57

    @ Carlo M., proprio perché bisogna essere obiettivi, non si può non ravvisare nella struttura di internet una differenza fondamentale rispetto agli altri media da te citati. Non penso che con la stessa facilità di mezzi con la quale si apre un blog si possa dirigere e condurre un giornale o un programma televisivo. Detto questo, concordo con l'assunto di base del tuo commento: non bisogna demonizzare internet così come non bisogna demonizzare il resto. Bisogna però riconoscere forme, strutture, agenti, funzioni, proprie per ogni fenomeno.

    • 32.
    • Luciano Giustini
    • 17-12-2009 - 20:31:53

    La risposta è nel tuo post. (ed in alcuni di quelli precedenti quando scrivevi sul tuo blog) Difficile non rendersene conto, Leonardo. Ammetto che leggersi però non è facile, come non è facile osservare sé stessi. Ciao, e auguri per la tua novitrà (che per me novità non è).-:-)

    • 31.
    • sissi
    • 17-12-2009 - 20:15:02

    il grattacielo non attira la massa, davvero, né in carta né su internet, la stampa di informazione non attira la massa. Stella vede qualche aspirante attentatore al grattacielo e qualche ingenuo spazzino, tutti gli altri sono già sotterrati dal pattume...

    • 30.
    • Giovanni
    • 17-12-2009 - 19:16:55

    Non sopporto vedere la violenza, vedere facce insanguinate, attonite, shoccate come quella di berlusconi. Penso al gesto di Tartaglia come a una metafora, è quello che avrei voluto fare da una vita a Berlusconi e a suoi ministri. Credo che Berlusconi con le sue televisioni... Sento come una violenza sistematica subire la visione di certe facce filo berlusconi, i programmi demenziali che rovinano quel poco di cervello che alla maggioranza degli italiani è rimasto. È una violenza inaudita subire quotidianamente le porcate che ci vengono vomitate addosso a noi e ai nostri figli. Ah, dicono che le televisioni non sono importanti, che non solo il motivo del suo potere. E come mai un blog, una pagina su Facebook deve essere rimossa, censurata? basta così poco per sobillare gli animi? Sono schizofrenico io? Concordo con il resto dell'articolo, anch'io ci ho messo tanto tempo per trovare qualcosa si speciale, che è di conforto, istruttivo. Con simpatia Giovanni

    • 29.
    • Stefano F.
    • 17-12-2009 - 18:34:44

    interessante articolo. peccato non accetti il commento che provo da ore ad inserire...

    • 28.
    • Stefano F.
    • 17-12-2009 - 16:28:53

    Articolo interessante, che può aprire la possibilità di un'analisi "seria" sul tema. Tuttavia, a mio parere, ancora non ci siamo. >>>"Adesso siamo nel 2009 e davvero anche il nonno ha capito come si accende il computer. Parlare di Internet per sentito dire non solo non è più ammissibile, ma è davvero impossibile." Nella mia esperienza (insegno Informatica in un'Università, e sono esaminatore ECDL per privati, aziende e PA) questo non è (ancora) affatto vero. Gli "anziani" e i "nativi digitali", per motivi a prima vista opposti, sono spesso ancora a digiuno di nozioni "elementari" di informatica (strati software, sistemi operativi vs applicativi, architettura internet...). La cosiddetta "trasparenza" degli strumenti informatici diventa un comodo alibi per una presunzione di competenza. Poi però si beccano il primo virus che capita, si "sp*tt*n*no" su internet, abboccano a hoax e phishing. >>>"Stella ha avuto meno tempo di voi, e i frequentatori di internet forse li conosce soprattutto sotto forma di commentatori medi del sito del Corriere." >>>"Davvero, cosa pensereste di Internet e di chi lo frequenta, se le uniche prove della loro esistenza fossero le tracce di bava che lasciano sui siti dei grandi quotidiani, e su qualche gruppo di facebook?" Io direi che è un incompetente, perchè proprio in quanto giornalista dovrebbe ricordarsi di indagare e valutare le informazioni oltre la superficie che appare immediatamente. Pensare che internet sia solo i giornali online e FB mi sembra davveroun approccio naif. >>>"Internet è piena di melma, inutile negarlo" >>>"E questo smentisce il luogo comune che Internet sia facile come schiacciare un bottone: no, se schiacci un bottone per prima cosa escono quintali di melma che ti schizza dappertutto." Qui non sono affatto d'accordo con l'Autore (opinione personale, ovviamente). Anche il Mare è inquinato, ma nessuno si sogna di rinunciare a farsi un bel bagno. Al limite, appunto!, sceglie i posti meno zozzi (o quelli dove la zozzeria è meno visibile). Tra le righe dell'articolo si da per scontato e si conferma l'idea che l'internet utile e democratica sia una piccola oasi felice nel mezzo di un oceano di cose inutili e/o dannose. Cliccando a caso, la "prima cosa" che ti arriva è - forse - del materiale p*rn*. Su cui si potrà anche discutere, ma non nell'economia del discorso fatto qui. Internet è pieno di melma, ma è anche altrettanto (altrettanto!) pieno di risorse: software gratuiti, soluzioni già sperimentate ai nostri problemi, condivisione di esperienze, circolazione di informazioni, ... >>>"Ma non è paradossale che la melma su Internet tenda ad addensarsi proprio intorno a siti informativi professionali?" Ovviamente non è paradossale, e mi scuso se abuso anche io del concetto di "Coda Lunga". Secondo me il punto cruciale è la COMPETENZA, che certo matura col Tempo (come si dice nell'articolo), ma non ne deriva automaticamente. E' vero che col tempo selezioniamo le fonti informative ed acquisiamo maggiore "cittadinanza digitale". Ma se non sai cosa fare e come farlo, non ti basta una vita ! Allora la questione cruciale passa dal "come impedire che questo oceano di melma sommerga i (poveri) cittadini" al "come fare ad insegnare a nuotare". Sento solo anatemi da una parte ed inviti alla moderazione dall'altra. Mai però confronti su come rendere le persone competenti.

    • 27.
    • maurizio
    • 17-12-2009 - 16:25:47

    condivido

    • 26.
    • Patrizio-Milano
    • 17-12-2009 - 15:59:55

    Che cagata di articolo: mio nipote (7 anni) saprebbe fare una analisi più approfondita, probabilmente scritta meglio. Comunque complimenti, ci stai tirando fuori da vivere e pure bene a quanto pare.

    • 25.
    • ken
    • 17-12-2009 - 15:57:21

    Bravo Leonardo, analisi perfetta come al solito. E bravo anche Matteo, commento numero 6. Ventiduenni come te sono una speranza per tutti.

    • 24.
    • Stefano F.
    • 17-12-2009 - 14:23:36

    Articolo interessante, che può aprire la possibilità di un'analisi "seria" sul tema. Tuttavia, a mio parere, ancora non ci siamo. >>>"Adesso siamo nel 2009 e davvero anche il nonno ha capito come si accende il computer. Parlare di Internet per sentito dire non solo non è più ammissibile, ma è davvero impossibile." Nella mia esperienza (insegno Informatica in un'Università, e sono esaminatore ECDL per privati, aziende e PA) questo non è (ancora) affatto vero. Gli "anziani" e i "nativi digitali", per motivi a prima vista opposti, sono spesso ancora a digiuno di nozioni "elementari" di informatica (strati software, sistemi operativi vs applicativi, architettura internet...). La cosiddetta "trasparenza" degli strumenti informatici diventa un comodo alibi per una presunzione di competenza. Poi però si beccano il primo virus che capita, si "sputtanano" (ops!) su internet, abboccano a hoax e phishing... >>>"Stella ha avuto meno tempo di voi, e i frequentatori di internet forse li conosce soprattutto sotto forma di commentatori medi del sito del Corriere." >>>"Davvero, cosa pensereste di Internet e di chi lo frequenta, se le uniche prove della loro esistenza fossero le tracce di bava che lasciano sui siti dei grandi quotidiani, e su qualche gruppo di facebook?" Io direi che Stella è un incompetente, perchè proprio in quanto giornalista dovrebbe ricordarsi di indagare e valutare le informazioni oltre la superficie che appare immediatamente. Pensare che internet sia solo i giornali online e FB mi sembra davvero un approccio naif, come quello degli utenti che si vorrebbe "proteggere". >>>"Internet è piena di melma, inutile negarlo" >>>"E questo smentisce il luogo comune che Internet sia facile come schiacciare un bottone: no, se schiacci un bottone per prima cosa escono quintali di melma che ti schizza dappertutto." Qui non sono affatto d'accordo con l'Autore (opinione personale, ovviamente). Anche il Mare è inquinato, ma nessuno si sogna di rinunciare a farsi un bel bagno. Al limite, appunto!, sceglie i posti meno zozzi (o quelli dove la zozzeria è meno visibile). Tra le righe dell'articolo si da per scontato e si conferma l'idea che l'internet utile e democratica sia una piccola oasi felice nel mezzo di un oceano di cose inutili e/o dannose. Cliccando a caso, la "prima cosa" che ti arriva è - forse - del materiale porno. Su cui si potrà anche discutere, ma non nell'economia del discorso fatto qui. Internet è pieno di melma, ma è anche altrettanto (altrettanto!) pieno di risorse: software gratuiti, soluzioni già sperimentate ai nostri problemi, condivisione di esperienze, circolazione di informazioni, ... >>>"Ma non è paradossale che la melma su Internet tenda ad addensarsi proprio intorno a siti informativi professionali?" Ovviamente non è paradossale, e mi scuso se abuso anche io del concetto di "Coda Lunga". Secondo me il punto cruciale è la COMPETENZA, che certo matura col Tempo (come si dice nell'articolo), ma non ne deriva automaticamente. E' vero che col tempo selezioniamo le fonti informative ed acquisiamo maggiore "cittadinanza digitale". Ma se non sai cosa fare e come farlo, non ti basta una vita ! Allora la questione cruciale passa dal "come impedire che questo oceano di melma sommerga i (poveri) cittadini" al "come fare ad insegnare a nuotare". Ma sento solo anatemi da una parte ed inviti alla moderazione dall'altra. Mai però confronti su come rendere le persone competenti.

    • 23.
    • emilia
    • 17-12-2009 - 13:58:00

    bellissimo pezzo, molto codivisibile. Leonardo ha una bellissima scrittura e esprime sempre concetti interessanti in maniera circostanziata, lucida e pacata. tutto il contrario di quello che si legge (e si sente) sempre più spesso. l'Unità ha fatto bene a dare spazio a Leonardo che scrive da anni! bravi tutti e due.

    • 22.
    • Vincenzino.
    • 17-12-2009 - 12:25:46

    Leonà, sempre adorabie... (eheh) Ma questo titolo? Eh? Ne vogliamo pearlare?

    • 21.
    • Alessio
    • 17-12-2009 - 12:21:14

    Ciao Leo, ottimo post (posso ancora chiamarlo così?), come al solito :-) In bocca al lupo da un affezionato lettore! Ale

    • 20.
    • Carlo M
    • 17-12-2009 - 11:32:53

    vorrei però far notare che l'atteggiamento di alcuni giornalisti (o commentatori) nei confronti di internet è identico a quello di numerosi internauti nei confronti dei media tradizionali. bisogna invece riconoscere che sostituendo nella frase qui sotto "internet" con "la stampa", "la televisione" o "la radio", la frase funziona perfettamente lo stesso. "...Internet è piena di melma, inutile negarlo (nessuno infatti ci ha provato). Però in mezzo alla melma ci sono cose straordinarie che valgono tutta la bolletta, e persone che sostengono, come me, che è inutile criticare la melma..." inoltre, ad essere onesti, non mi sembra proprio che la melma tenda ad addensarsi intorno a siti informativi professionali. per rendersene conto è sufficiente farsi un giretto fra i commenti postati nei social network più diffusi o nei blog più popolari, come quello di beppe grillo, tanto per fare un esempio. internet è uno strumento, come lo sono la carta stampata, la televisione, la radio, il cinema, il teatro, eccetera. bisognerebbe essere obiettivi, e pronti a individuare e riconoscere i problemi di ciascuno strumento, senza reticenze e senza difese d'ufficio di questa o quella categoria.

    • 19.
    • Juri Z.
    • 17-12-2009 - 09:00:43

    Adesso sono nella melma, quando saro vecchio come te potro pensare di non volerci stare piu, nella melma si lotta continuamente, puo essere frustrante ma e' la parte che piu mi piace. L'aricolo comunque mi piace perche generalizzare non serve a niente, cercare di capire cosa c'e dentro a internet e' quasi impossibile ma non per questo non ci si deve limitare a dire che e' solo melma. PS.questo e' stato un commento melmoso spero di non averti schizzato troppo

    • 18.
    • Karen Walker
    • 17-12-2009 - 03:45:11

    RECENT ACTIVITY Remove Karen became a fan of l'Unità. · Comment · Like

    • 17.
    • Karen Walker
    • 17-12-2009 - 03:42:59

    Karen became a fan of l'Unità

    • 16.
    • vegetarian
    • 17-12-2009 - 00:15:05

    Ho sempre sostenuto che usare internet sia come apprendere una lingua. C'è una generazione che è nata madrelingua, come la mia, e generazioni che hanno imparato man mano che lo scoprivano o si rendeva necessario. Me ne sono accorto insegnando a mia mamma a usare un computer. Sarà una banalità ma non mi ero mai chiesto perché bisognasse fare uno o due clic, o perché si dovesse premere col tasto destro o sinistro del mouse. Sarebbe un po' come chiedersi perché i verbi all'infinito finiscono in are ere o ire. Cose scontate finché la maestra non ti fa notare che esistono. La cosa si complica ancora di più quando ci si relaziona con gli altri, ovvero quando si entra in internet dal proprio pc. Penso sia come essere catapultati nel centro della capitale di un paese di cui non conosciamo la lingua. Senso di smarrimento, paura, fraintendimenti, emarginazione, e come sottolinei tu si finisce col finire in brutti posti senza accorgercene. Del resto chi di noi saprebbe distinguere quale quartiere di notte è pericoloso e quale no in una città che non conosciamo?

    • 15.
    • Rolando
    • 16-12-2009 - 23:14:44

    Un post che andrebbe fatto leggere direttamente a Stella; Vespa probabilmente non lo capirebbe ma in questo caso forse sono maldisposto io. dici che nel tuo blog i mattoidi (i troll, insomma) sono sempre stati tenuti a bada, e questo vale anche per molti altri blog e siti. Il troll è sempre esistito fin dai tempi dei newsgroup su Usenet. Si impara presto a tenerli a bada e, alla fine, se ne vanno da soli. Questo perchè in genere il moderatore, o il proprietario/responsabile del blog, fa appunto il moderatore: va a guardare i commenti, risponde, bacchetta ed alla fine banna dove proprio nient'altro ha effetto. alla fine il troll si stufa di entrare con nick diversi, soprattutto se nessuno gli risponde. Perchè chi segue un blog o un newsgroup in genere conosce come funziona la discussione in rete, e quindi evita di rispondere a chi fa provocazioni stupide e, quindi, inutili. Al contrario i commenti dei lettori di un quotidiano online raramente vengono letti e moderati dal direttore di quella rubrica o dal giornalista che ha scritto l'articolo, mettendo così a disposizione, stavolta si, una sorta di Telefono Aperto digitale, oltretutto senza alcun magistrato che gli venga a chiedere di chiudere il sito per commenti diciamo poco urbani. La stessa cosa accadeva all'epoca delle bacheche dei gruppi di MSN; si chiacchierava, si postavano messaggi più o meno seri, ed in genere un moderatore si prendeva la briga di cestinare, spiegandolo, i messaggi che non rispondevano ai criteri del gruppo. Quindi, credo proprio che sia vero il fatto che la stragrande maggioranza di persone che danno ad Internet tutte le colpe del Male non abbiano mai visto altro che i titoli dei gruppi su Facebook, o alcuni blog che inneggiano alle cose più stupide e volgari, un po' come fa la Padania cartacea, diciamo. Ecco, il tuo articolo, il tuo post, dovrebbe essere letto dalla Carlucci, da Vespa, da Stella, e da qualcun altro. Se è lo stesso moderatore a fare il troll, l'unica soluzione è non partecipare al loro spazio. E questo, purtroppo, non è possibile.

    • 14.
    • halo
    • 16-12-2009 - 22:28:40

    Articolo che condivido pienamente, visto che molto spesso mi sono trovato parlare proprio di questo con amici e colleghi. Per me il web non è solo un piacere ma lavoro, visto che professionalmente mi occupo di pubblicità su Internet e credo che il discorso dell'ignoranza che spesso è finta ignoranza di Internet nasconda un reale timore e paura verso le potenzialità che la rete ha aperto alla colletività. Mi permetto pertanto di aggiungere un altro spunto a questa analisi, che conferma con maggior forza quanto scritto. La verità è che Internet fa paura alla TV e ai giornali non solo per considerazioni "politiche", relative al controllo dell'opinione pubblica e alla manipolazione dell'informazione, ma fa paura anche per ragioni squisitamente commerciali, di business. E' un processo lento, difficile e tortuoso, ma sempre di più inesorabilmente la raccolta pubblicitaria si sposta sul web, anche in un anno drammatico come questo per il mercato pubblicitario, segnato da conti in rosso e deficit a due cifre percentuali, Internet è stato l'unico media che ha continuato a segnare una crescita nel volume degli investimenti, più contenuta rispetto al passato, ma comunque indiscutibile. La stampa cartacea è in crisi nera, ed infatti gli editori più attenti da tempo hanno spostato sempre di più il loro businss sul web, e quelli meno accorti hanno dovuto prenderne atto e farlo in tempi più recenti. resta il predominio incontrastato della Tv, e quindi di Berlusconi, il vero e indiscusso padrone del mercato pubblicitario italiano, con la RAI la cui pubblicità raccolta è nei termini funizionali alla giustificazione del duopolio, e comunque sempre nel limite degli interessi di Mediaset, e il resto ( La 7, Mtv, minori ) a raccogliere le briciole. Non è un caso infatti che l'unico vero concorrente televisivo che si sta profilando all'orizzonte, ossia Sky, sia oggetto di provvedimenti come quello sull'IVA che guarda caso mettono i bastoni alle ruote. E poi c'è Internet. Certo, in valori assoluti il confronto tra tv e web sul volume della raccolta pubblicitaria è ancora improponibile, però è un dato di fatto che mentre la tv e Mediaset soffrono, Internet attira nuovi investitori e maggiori investimenti. Anche da questo punto di vista , è evidente che per chi ci governa il web viene visto con timore, perchè concorrente serio e temibile per il proprio business. A novembre ero allo IAB Forum, che è l'evento più importante per chi lavora nel mondo della comunicazione e pubblicità on line, e per l'ennesimo anno sono andati i soliti ormai stucchevoli lamenti sul fatto che questo governo continua a non investire sulla banda larga, con la beffa anzi degli ormai famosi 800 milioni previsti e poi congelati. Capisco che ovviamente in quella sede istituzionale bisogna pesare le parole, ma non c'è proprio niente di che stupirsi. L'interesse di questo governo -azienda è in direzione tutta contraria allo sviluppo della banda larga e del web, vedi gli investimenti per il digitale terrestre, la dove c'è il core business del premier. Di che stupirsi allora? E di che stupirsi se la stampa, Corriere incluso così ben timorati verso l'attuale governo, verso il wec continua a macinare disinformazione continua? Tondelli ha ragione, non è più solo una questione di ignoranza ( quella posso testimoniare che ancora persiste ) , ma spesso e sempre più di oggettiva , cosciente e voluta mistificazione

    • 13.
    • Gianfranco Ceci
    • 16-12-2009 - 20:35:33

    Cara Concita, perchè non ci chiedi un nostro commento sull' aggressione a Berlusconi o su quello che hanno detto Bersani,Bindi e Di Pietro ? Perchè tutto questo spazio a Veltroni che continua a spruzzare veleno ed odio nei confronti dell' attuale segreteria ? Anche lui si appresta a seguire Rutelli ? I nostri commenti non servono su questi argomenti ? Non si deve disturbare il manovratore non è vero ?

    • 12.
    • mazzetta
    • 16-12-2009 - 19:45:09

    con quasi il quaranta per cento di analfabeti funzionali continuiamo ad illuderci? oltre al digital divide dobbiamo colmare (di nuovo?) quel divide lì, perché hai voglia a scrivere in rete, se il 40% non legge nemmeno le cose gli finiscono in mano o capisce la metà della metà di una discussione media

    • 11.
    • Antonio C.
    • 16-12-2009 - 19:04:38

    L'articolo è come un Giano bifronte. Interessante. Nell'immensità di internet però trovo molto utile poter andare a vedere quello che dicono o quello che suggeriscono di vedere i siti di una diecina di giornali italiani e stranieri, che stare a inseguire le segnalazioni mail di facebook o altro del genere. Ognuno gestisce il suo tempo come crede. Se lo vuole buttare lo può fare, finché non ne capisce il valore. Ma chiudere gli uffici postali perché tutti ci possono far partire minacce, mi sembra un tagliarsi gli attributi. O volerli tagliare agli altri.

    • 10.
    • sarmizegetusa
    • 16-12-2009 - 18:43:24

    complimenti, era l'ora che i giornali si accorgessero di uno dei migliori editorialisti italiani :)

    • 9.
    • Roberto (gravitazero)
    • 16-12-2009 - 17:42:28

    Se non la smetti di dire quello che penso, ma meglio, finisce che ti vengo a cercare. Anche se, quando parli di religione, in effetti... Comunque complimenti, e continua. Che magari prima o poi (come auspicavo altrove) ti legge anche Bersani (e avrebbe tutto da guadagnare).

    • 8.
    • fabio Polite
    • 16-12-2009 - 17:38:25

    bravo Leonardo ! Sono anni che ti seguo e mi sono sempre chiesto il perche non scrivessi su qualche giornale a tiratura nazionale . Bene , oggi si è posto il rimediao . Bravi quelli dell' Unità , eccezionale come sempre Leonardo . Spero che la collaborazione continui

    • 7.
    • spic e span
    • 16-12-2009 - 17:23:49

    la magior parte di quelli che usano internet oggi non hanno mai visto la lettera 22 di ieri. è che a tante persone piace più l'accogliente certezza del passato della stimolante novità del domani. oggi non c'è più tempo per ne per cullarci nelle nostalgie.

    • 6.
    • Matteo
    • 16-12-2009 - 17:22:47

    Ho 22 anni ma non sono un assiduo frequentatore di internet... non ho un profilo su facebook o roba del genere perchè ritengo di non averne bisogno e quando gli amici mi dicono "devi fare facebook perchè ce l'hanno tutti" mi convinco ancora di più che non ne ho bisogno!:) Fondamentalmente entro per dare un occhiata alle ultime notizie, quando necessito di qualche informazione per una ricerca o per curiosità, per guardare l'orario dei treni... insomma non ho mai avuto l'opportunità di fare quella selezione in mezzo alla melma di cui parli e non sapevo, sono sincero, dell'esistenza del tuo blog, ma non posso che essere pienamente d'accordo con la tua teoria! Anche io ho avuto a volte un impressione negativa della rete e di certa gente che la usa proprio perchè frequento inevitabilmente quei luoghi popolarissimi che attirano i mattoidi, come li chiami tu. E dico inevitabilmente perche quando cerco qualcosa non faccio altro che andare su google e digitare le paroline magiche e quindi vengo spedito alla "grande distribuzione" che troppo spesso non equivale a grande qualità. Quando mi sono arrivati per caso in faccia degli schizzi di melma, che ne so, inni al duce, contenuti razzisti, video a dir poco sgradevoli di qualsiasi genere... beh devo ammettere che anche a me è passata per la testa l'idea che sarebbe meglio porre delle regole, delle restrizioni, per evitare che tutto questo schifo abbia un mezzo così efficace di diffusione! Ma poi, anche grazie ad un amico che da anni lavora con la rete e che mi ha mostrato una piccola parte del buono che c'è, ma che purtroppo non è così diffuso ed evidente come il "brutto", mi sono reso conto che sarebbe stato un prezzo troppo alto da pagare rinunciare a quegli spunti, a quella genialità, a quelle verità, per colpa dei soliti mattoidi! Per come la vedo io, internet è libertà, libertà allo stato puro! E come tanti prima di me hanno detto, la libertà è una cosa bellissima, tutti vi aspirano, ma quando la ottieni devi essere in grado di maneggiarla, altrimenti ti si ritorcerà contro. Anche io ho una mia teoria, che vorrei sottoporti: se la rete, di per se, è uno strumento rivoluzionario che permette ad ognuno di noi di poter dire ciò che vuole, di poter dialogare con chi è dall'altra parte del mondo, di denunciare le ingiustizie ignorate dai media... ma poi quando passiamo dall'astratto al concreto, vediamo come c'è chi, forse troppi, la utilizzi per ben altri (e a dir poco meno nobili) fini, non è che allora il problema sta alla base, è insito nella nostra stessa società? Noi viviamo in una società dove i quotidiani e i libri sono sempre meno letti, dove allo stadio si va per cantare cori razzisti e fare a botte al minimo pretesto, dove in tv regnano il gossip e i reality, dove quello che conta è finire sotto i riflettori, non importa come e perchè... Ma allora la melma che c'è in internet non è altro che lo specchio della nostra società, una società dove la tanto citata moralità, i sani valori, i principi tramandati dalle generazioni dal dopo guerra ad oggi si stanno lentamente perdendo per strada. E quando a questa comunità immatura viene dato uno strumento forte e dirompente come la rete, questa non è in grado di usarlo per raggiungere alti obbiettivi, ma ne fa un uso stupido, inutile, dannoso, perchè non è in grado di maneggiare la libertà senza ritorcersela contro! Ed infatti adesso, per colpa di quarantamila mattoidi che hanno avuto la splendida idea di creare degli inutili quanto di cattivo gusto gruppi su facebook, il governo ha il pretesto (che non è un giusto motivo) per chiudere internet, negare anche questa libertà e impedire che vi possa essere chi, in grado di usare la rete per scopi tutt'altro che inutili, in piena libertà e indipendenza possa nuocere ai "poteri forti". Io credo insomma che se da giovedì anche internet verà addomesticata con un decreto legge, la colpa sarà anche di questa nostra società, nel suo complesso ancora immatura per essere davvero libera, tanto davanti a un pc quanto nella vita reale. Ed è proprio per questo che mi auspico anzitutto che la rete rimanga sempre libertà allo stato puro e poi che magari il tuo come gli altri siti che utilizzano ogni giorno internet per informare, dialogare, discutere, arricchire di conoscenze... vengano sempre più frequentati, affinchè in rete vi siano sempre più internauti e sempre meno mattoidi e nella vita reala sempre più persone libere e sempre meno automi.

    • 5.
    • Pasquale
    • 16-12-2009 - 17:14:08

    Leonardo, in bocca al lupo per la tua nuova avventura ;)

    • 4.
    • moniflor
    • 16-12-2009 - 17:12:23

    Ciao, Leonardo! Felice di ritrovarti anche qui sull'Unità, perché già leggevo con immenso piacere i tuoi post sul tuo blog personale. Bellissima la tua conclusione sul fatto che forse se Tartaglia avesse avuto la possibilità di sfogare la sua rabbia su qualche gruppo di facebook non sarebbe arrivato a fare quello che ha fatto. E' proprio così, e non bisogna essere dei maestri di psicologia per capirlo. Il problema è che qui si sta semplicemente prendendo la palla al balzo per limitare la libertà d'espressione altrui... e soltanto l'espressione contraria, ovviamente.

    • 3.
    • alessandro
    • 16-12-2009 - 16:35:33

    Analisi interessante e inteligente quoto

    • 2.
    • F.
    • 16-12-2009 - 15:36:58

    Sottoscrivo in toto il tuo articolo. Aggiungerei solo un accenno all'alfabetizzazione informatica ed alla cultura del rispetto e dell'etica del virtuale. Un paese che non conosce netiquette, che non sa usare le emoticons o quotare correttamente che urla scrivendo maiuscolo persino nelle email di lavoro che che quando gli spieghi come comprotarsi si lamenta considerandoli formalismi inutili ma che, per chi vive la rete da anni, sono alla base di una convivenza civile all'interno dei luoghi d'incontro virtuale. La rete ha le proprie leggi che l'italiano disconosce pensando di potersi muovere pirandellianamente secondo la maschera che più gli piace. Formazione e cultura, in fondo non servirebbe poi molto. Ben arrivato su Unità , sarà un piacere leggerti.

    • 1.
    • Nicola Gandolfi
    • 16-12-2009 - 12:10:45

    Faccio l'ingrato mestiere di "setacciatore" della Rete per una società che opera nel marketing. Grazie per aver riassunto quello che in 10 anni non sono stato capace di spiegare a mia madre, la quale dice ancora oggi con un certo disappunto "mio figlio lavora su Internet" come se la cosa fosse disonorevole rispetto al classico posto in Banca o alle Poste. La melma esiste, è vero, ma la civiltà, anche quella più classica e perfetta (l'Atene di Pericle, la Roma di Adriano, le corti rinascimentali) non affondavano le radici in un humus melmoso e per molti versi ben più pericoloso del Web. La Realpolitk di Machiavelli e Guicciardini - che non spregiavano affatto l'omicidio politico come strumento di governo - è tuttt'ora nei programmi di studio nelle nostre scuole superiori, riforma Gelmini permettendo. Dunque le accuse generiche alla Rete, a mio modesto giudizio, sono segno di una duplice ignoranza, della Storia con la S maiuscola e di quella cosa labile, sfuggente e moltpelice che a fatica definiamo "realtà contemporanea"


--------------------------------------------------------------------------------------------------------