L'onda rosa arriva a Strasburgo: nove donne alla guida dell'Ue

«Una settima fa le donne per la nuova Commissione europea erano tre, ora sono nove - ha esultato il presidente portoghese - mi sembra un segno tangibile del mio impegno per un maggiore equilibrio tra i sessi nell’esecutivo europeo». La settimana scorsa il rischio di una leadership europea a schiacciante prevalenza maschile aveva scatenato le polemiche. «Le donne sono la maggioranza della popolazione», avevano protestato in una lettera al Financial Times l’attuale vicepresidente svedese della Commissione Margot Wallstrom, insieme con il commissario alla Concorrenza olandese Neelie Kores e la vicepresidente britannica dell’Europarlamento Diana Wallis, «e la democrazia europea del XXI secolo non può permettersi di usare solo i talenti, le idee e le esperienze di metà dei cittadini». Per questo il criterio del genere è stato determinante nella scelta della britannica Catherine Ashton come Alto rappresentante per la Politica estera, che è anche vicepresidente della Commissione.

Ieri il puzzle delle nomine è stato completato delle indicazioni dei Governi di Danimarca e Olanda. Copenaghen invierà a Bruxelles l’attuale ministro dell’Ambiente Connie Hedegaard, che si sta guadagnando le stellette sul campo guidando il difficile negoziato sul clima del vertice di dicembre. La Hedegaard occuperà il nuovo posto di commissario Ue per il Clima. Una competenza, ha spiegato Barroso, «che riguarda tutte le politiche portate avanti dall’Unione europea».

L’Olanda ha invece riconfermato l’attuale commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes, la «Lady di ferro» della Commissione che ha portato avanti la guerra ai cartelli economici iniziata da Mario Monti, arrivando a comminare multe record a giganti come Microsoft e Intel. A loro si aggiungono le riconferme della cipriota Androulla Vassiliou e della lussemburghese Viviane Reding, mentre sono quattro le nuove entrate: la bulgara Rumiana Jeleva, la greca Maria Damanaki, l’irlandese Maire Geoghegan Quinn e la svedese Cecilia Malmström.

Berlusconi pensa ai suoiDa parte italiana il premier Berlusconi ha inviato ieri a Barroso una breve lettera per ufficializzare la decisione del Governo che «intende riconfermare Antonio Tajani come membro italiano della Commissione europea». Restano da assegnare gli incarichi e fare le audizioni parlamentari per arrivare a fine gennaio con una Commissione a pieno regime. Probabilmente Tajani verrà riconfermato ai Trasporti, anche se la diplomazia italiana vorrebbe un portafoglio allargato alle industrie del settore.

È aperta la partita per la presidenza dell’Eurogruppo, in cui si riuniscono i ministri delle Finanze dei 16 Paesi che hanno adottato la moneta unica. Per la successione dell’attuale presidente e primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker si parla di Giulio Tremonti, anche se non è ancora chiaro se il mandato di Juncker scada a fine 2010 o nel 2012. «La politica di Tremonti è in linea con quella Ue e sarebbe un eccellente uomo a cui affidare l’Eurogruppo», ha dichiarato Tajani. Per il Governo è il terzo tentativo di ottenere un posto di prestigio in Europa dopo lo stop a Mario Mauro alla presidenza dell’Europarlamento e a D’Alema come Alto rappresentante per la politica estera.

25 novembre 2009
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