Brenda è morta per asfissia. Pc e segreti messi in salvo

di Claudia Fusanitutti gli articoli dell'autore

Nessuna lesione, dice la tac. Causa del decesso, asfissia da esalazioni, conclude l’autopsia. Significa che Wendell Mendes Paes, 32 anni, brasiliano, una creatura che poi è diventata Brenda, è morta per aver respirato monossido di carbonio. I suoi polmoni ne erano pieni, ha cercato anche di muoversi e di trovare aria pulita ma il cocktail di whisky e tranquillanti ingurgitati anche giovedì notte l’ha bloccata vicino al letto, sul soppalco, nuda.

Quando a fine mattinata comincia a circolare il verdetto dell’esame autoptico eseguito dai tecnici guidati dal professor Pascali del policlinico Gemelli, molti, gli investigatori ma anche i vip con la passione del trans, tirano un sospiro di sollievo. Che Brenda, che così tanta parte ha avuto nel caso Marrazzo, sia morta per una disgrazia è l’ipotesi che “piace” di più, un comodo coperchio su tanti segreti. La Procura di Roma procede sempre per omicidio volontario, ma, dice l’aggiunto Giancarlo Capaldo che coordina anche l’indagine sul video-ricatto all’ex governatore Marrazzo, «non escludiamo né il suicidio né la disgrazia». Il questore Caruso e il capo della Squadra Mobile Vittorio Rizzi sono più propensi all’incidente. “La chiamavano Ballantine’s, si faceva fuori anche due litri di whisky a sera” raccontano in questura. “In casa abbiamo trovato una confezione quasi finita di Minias, un antidepressivo”. Quanta voglia di tirar giù il sipario su questa storia.

I segreti Ma non è possibile. E i segreti di Brenda - custode, si crede, nonché regista di film e foto con clienti, armi pronte per un giro di ricatti - fanno tremare mezza Roma, anche politici insospettabili col vizio di andare a trans. “Panico nel palazzo” titolava a nove colonne ieri Il Giornale. E il direttore Feltri è sempre molto dentro gli umori del Palazzo. Sono due i nodi da chiarire: chi o cosa ha appiccato il fuoco al trolley pieno di non si sa cosa (è tutto distrutto, la scientifica è al lavoro per una risposta e per attribuire eventuali impronte utili); chi e perché ha messo il pc di Brenda nel lavandino sotto il rubinetto aperto? La scena del delitto è compatibile con la presenza di terze persone (i testimoni parlano di rumori intorno alle tre del mattino), in possesso di una seconda chiave dell’appartamento, che bevono con lei, la lasciano stordita e prima di andarsene cercano di distruggere il pc mettendolo sotto l’acqua, cercano di appiccare un incendio, se ne vanno e danno due giri di chiave (quella di Brenda è all’interno). Queste ipotetiche terze persone commettono almeno due errori: l’incendio non si sprigiona; il pc sotto l’acqua si salva e non si distrugge.

Il trolley La scena del delitto è compatibile anche con la disgrazia: nessuno in casa; magari una candela accesa appoggiata sul trolley che ha sprigionato fumo. E il pc? Difficile pensare che Brenda abbia avuto la forza di scendere dal soppalco per metterlo in salvo. Lo ha fatto qualcun altro dopo l’ingresso dei vigili del fuoco conoscendone l’importanza e volendo farlo ritrovare? Il rompicapo del capo della Mobile è esattamente questo. E si muove in uno scenario, emerso dalle indagini del Ros dei carabinieri che indagano sui loro colleghi che hanno ricattato Marrazzo, che vede Brenda regista e fotografa di vari incontri a luci rosse (ne ha girato più d’uno anche con Marrazzo).

Brenda e Michelle, scomparsa in Francia, e altri trans che avevano capito il valore di quegli scatti e di quei brevi filmati fatti col telefonino, merce preziosa e reedditizia. Un’idea magari suggerita dal pusher Cafasso (l’altro cadavere di questa storia) a sua volta in banda con i carabinieri (arrestati) e che aveva detto di tenere in mano, grazie a filmati simili a quello di Marrazzo, mezza Roma che conta, politici, ministri, sportivi, da “Chiappe d’oro” in giù. Il rompicapo torna alla prima casella: chi era a conoscenza dei filmati di Brenda? I tecnici della polizia postale faranno parlare il pc. La Mobile è alla ricerca del telefonino che “una banda di romeni con un’auto azzurra” ha rubato a Brenda l’8 novembre scorso. Morta per asfissia. Ma il giallo continua.

22 novembre 2009
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