Berlusconi a tutto campo, premierato e riforma della giustizia
Il primo colpo viene dall'ennesima anticipazione dall'ultimo libro di Bruno Vespa, in cui il premier rilancia la sua idea di un capo del governo con un investitura diretta dei cittadini. «Sarà il Parlamento nei prossimi mesi a definire quale sia il modello più adatto alla realtà italiana. Ciò che conta è che il titolare del potere esecutivo venga scelto direttamente dal popolo. E con lui la forma di governo. Di fatto, è quello che già succede nella costituzione materiale. E' ora che la costituzione formale sia aggiornata e messa al passo con la realtà del paese».
Il secondo colpo arriva attraverso le dichiarazioni del ministro Alfano, secondo cui il governo «non sta studiando nessuna norma in materia di prescrizione, bensì quelle contenute nel ddl sulla riforma del processo penale». Alfano ha quindi difeso la riforma della giustizia che il governo ha intenzione di varare: «La riforma della giustizia non è uno sfizio di Berlusconi, nè un capriccio della maggioranza, ma è una esigenza del Paese». E ha ribadito: «Il governo ha l'obbligo nei confronti degli elettori di andareavanti sulle riforme istituzionali, anche senza il Pd».
E poi si continua così per tutta la giornata. Attacco alle presenute «fabbriche dell'odio». E a Bersani: «Non è partito con il piede giusto», dice il premier.




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