«Con 30 euro vinci un contratto» La lotteria italiana del lavoro

di Laura Matteuccitutti gli articoli dell'autore

Lotteria lavoro. Finora era un’auto, un motorino, un viaggio, un servizio stile finto d’antan di posate d’argento. E soldi, certo, a cascata o a piccole gocce, in contanti o monete d’oro. Adesso si aggiunge un posto di lavoro pronta consegna, cedibile all’amico o al parente più bisognoso, un anno a mille euro al mese o giù di lì, e poi chissà non arrivi la riconferma. Prima si vinceva un desiderio, un optional, un sogno. Nell’Italia precaria della crisi nera forse il sogno dei sogni è il lavoro. Che c’è di meglio di toccare un tasto così sensibile per tanti se lo scopo è fidelizzare la clientela e raggiungerne di nuova?

MARKETING “CREATIVO”
Devono averla pensata così alCs&D (Centro distribuzione e servizi) di Villacidro, Cagliari, cui fanno capo decine di supermercati in tutta la Sardegna, tra cui le catene dei marchi Despar e Sigma. È qui che è stato organizzato il concorso regionale partito il primo novembre e in vigore fino ad ottobre 2010. In palio 4 posti di lavoro al mese, per un anno: 48 in tutto.Comecassiere, commesso, magazziniere, addetto al banco gastronomia, o anche negli uffici interni del Cs&D, questo si valuterà poi, a seconda delle esigenze e delle opportunità. Il regolamento è semplice: si entra in uno dei supermercati di cui sopra, si fa una spesa per un minimo di 30 euro, si ha in cambio una cartolina da compilare e imbucare in un’apposita urna (con 60 euro di spesa cartoline e possibilità raddoppiano, con 90 triplicano, e così via), che ogni fine mese verrà aperta alla presenza di un notaio per estrarne i quattro vincitori. A loro (o a chi loro segnaleranno, unico vincolo è l’età, 32 anni al massimo) verrà stipulato un «contratto di inserimento », settore commercio, a tempo determinato per 12mesi.Unprimo passo verso il mitico posto fisso.

ALL’AVANGUARDIA
A dirla tutta, il primo esperimento di lavoro in palio è da attribuire, pur in forma più ridotta, alla catena di supermercati Tigros che, tra le province di Varese, Verbania e Novara, ha appena estratto a sorte con lo stesso meccanismo 10 nuovi occupati. Prima ancora, non risultano precedenti nè in Europa nè nel mondo. L’Italia è all’avanguardia in fatto di destini affidati alla sorte.Mail direttore generale di Cs&D nonchè vicedirettore di Sigma Antonello Basciu rivendica la paternità dell’idea: «In realtà, è venuta due anni fa a una mia amica, anche se siamo riusciti a realizzarla solo ora». Il suo è uno sguardo del tutto disincantato al tema: «Non c’è nulla di strano, è una vincita come un’altra. Non costa nulla, ed è utile. Anzi, meglio di un’altra: la gente preferisce vincere un posto di lavoro piuttosto che un’auto. Con la situazione che c’è, poi, tutti hanno un parente o un amico che ha bisogno: la gente partecipa perun figlio,una nuora,unconoscente. È tutto regolare, tutto a norma di legge, e diamo una mano alla situazione occupazionale sarda». Il Cs&D, che occupa 2.570 persone nei vari punti vendita, e che «di nuovi occupati ha sempre bisogno», farà anche di più: darà un contributo di 8mila e 40 euro all’anno per ogni assunzione al socio (per esempio Despar o Sigma) in questione, e altri 8mila nel caso il contratto, scaduto il primo anno, diventi a tempo indeterminato.

IL VALORE DEL LAVORO
Quello che per Cs&D, come anche per Tigros, è «un’opportunità», per i sindacati, già alle prese con licenziamenti e ricorsi alla cassa integrazione da record, è un nuovo problema da affrontare. «Ben venga ci siano imprese in grado di assumere personale - dice Maria Grazia Gabrielli, responsabile del Terziario nella segreteria nazionale Cgil - Il punto è: perchè non assumere con i metodi tradizionali? ». Curricula, colloqui, formazione, anche relazioni con i sindacati (che non ci sono state) per conoscere le aree di maggior crisi e individuare le soluzioni migliori. «Tanto più in una fase così difficile, anche nel commercio, questo legare il posto di lavoro alla fortuna stride col contesto, col valore del lavoro e col fatto che stiamo parlando di un diritto costituzionalmente sancito - chiude Gabrielli - È un approccio troppo leggero, che non ci sembra opportuno, e che rischia di svilire un problema serio e reale, com’è quello dell’occupazione oggi in Italia».

04 novembre 2009
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