La Corte dei diritti umani: "No al crocefisso in classe"
La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha emesso oggi una sentenza nella quale stabilisce che esporre il crocifisso nelle classi della scuola pubblica è contrario al diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le proprie concezioni religiose, e al diritto degli alunni alla libertà di religione.
Il caso riguarda un ricorso di una cittadina italiana, Soile Lautsi,residente ad Abano Terme, che aveva protestato durante l'anno scolastico 2001-2002, per la presenza del crocifisso nelle classi dei suoi figli, che considerava contraria al principio di laicità dello Stato.
Nel maggio 2002, la direzione della scuola aveva deciso di lasciare il crocifisso nelle classi, e in questo senso si era espressa più tardi una circolare del Ministero della Pubblica istruzione indirizzata a tutti i direttori delle scuole pubbliche.
«La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastische - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, che avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose, o che sono atei».
Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una 'società democraticà così come è stata concepita dalla Convenzione (europea dei diritti umani, ndr), un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
«L'esposizione obbligatoria di un simbolo di una data confessione in luoghi che sono utilizzati dalle autorità pubbliche, e specialmente in classe, limita il diritto dei genitori di educare i loro figli in conformità con le proprie convinzioni - concludono i giudici della Corte europea dei diritti umani - e il diritto dei bambini di credere o non credere. La Corte, all'unanimità, ha stabilito che c'è stata una violazione dell'articolo 2 del Protocollo 1 insieme all'articolo 9 della Convenzione».
Il ricorso a Strasburgo era stato presentato il 27 luglio del 2006 da Solie Lautsi, moglie finlandese di un cittadino italiano e madre di Dataico e Sami Albertin, rispettivamente 11 e 13 anni, che nel 2001-2002 frequentavano l'Istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre. Secondo la donna, l'esposizione del crocifisso sul muro è contraria ai principi del secolarismo cui voleva fossero educati i suoi figli.
Dopo aver informato la scuola della sua posizione, la Lautsi, nel luglio del 2002, si è rivolta al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 ha consentito che il ricorso presentato dalla donna venisse inviato alla Corte Costituzionale, i cui giudici hanno stabilito di non avere la giurisdizione sul caso. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che il 17 marzo del 2005 non ha accolto il ricorso della Lautsi, sostenendo che il crocifisso è il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel febbraio del 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Di qui la decisione della donna di ricorrere alla Corte europea di Strasburgo.
I sette giudici autori della sentenza sono: Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).
Il Vaticano ha commentato la notizia solo a tarda sera. «Stupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all' identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano». È quanto sottolineato dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, in merito alla sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso. «Non è per questa via - ha aggiunto - che si viene attratti ad amare e condividere di più l'idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente sostenuto fin dalle sue origini».
La Cei La decisione della Corte di Strasburgo sul crocifisso «suscita amarezze e non poche perplessità»: così la Conferenza episcopale italiana. «Fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni - afferma l'ufficio per le comunicazioni sociali della Cei in una nota - in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica».
La Gelmini «La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi», sottolinea il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Nel nostro Paese, sottolinea il ministro Gelmini, «nessuno vuole imporre la religione cattolica, e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. È altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità".
Buttiglione «Sentenza aberrante e da respingere con fermezza. L'Italia ha una sua cultura, una sua tradizione e una sua storia. Chi viene fra noi deve comprendere ed accettare questa cultura e questa storia». Così il presidente dell`Udc, Rocco Buttiglione, commenta il pronunciamento della Corte Europea dei diritti dell`uomo sul crocifisso.
Calderoli "Calpestati i nostri diritti. Resterà al suo posto nelle scuole", ha tuonato il senatore leghista Roberto Calderoli. E il suo collega di partito Zaia, replica: "Vergogna!".
Bersani «Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno». Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, arrivando nella sede della Commissione Europea per incontrare il commissario all'Economia > Joaquin Almunia, interviene sulla sentenza della Corte di Strasburgo che ha vietato l'uso dei crocifissi nelle scuole.
L'Italia Il governo italiano ricorrerà contro la sentenza della Corte europea dei ditti dell'uomo che ha bocciato il crocifisso nelle aule scolastiche come «violazione della coscienza e della libertà religiosa». «Non ci terremo questa sentenza e andiamo in Grande Chambre», ha detto il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea.
«Quello che abbiamo sempre sostenuto è che il crocifisso è sì un simbolo religioso ma con una portata umanistica e legata all'etica e alla tradizione nazionale». «A imporlo per primo», nota Lettieri, «fu il Regno di Sardegna, quello della breccia di Porta Pia». Nella sentenza odierna, prosegue Lettieri, «la Corte riconosce questa polivalenza, ma è prevalso il dato religioso».
L'altro dato che Lettieri sottolinea e rafforza la necessità di ricorrere contro la sentenza di oggi e l'elemento concordatario che fa da base ai rapporti tra Stato italiano e Vaticano. «Lo Stato italiano», spiega Lettieri, «non è laico ma concordatario, si toglie alcune prerogative per darle a una religione dominante». Il ricorso di Roma contro la sentenza non è automatico: a decidere se arriverà alla Grande Chambre sarà una Chambre composta da sette giudici.
-
- 513.
- Simone
- 11-11-2009 - 19:08:17
Antonio (mes 485) in Europa si festeggia quasi ovunque il Natale, e' vero, ma a suon di centri commerciali addobbati, di un consumismo sfrenato e dell'ipocrisia al proprio estremo. Direi che tutto cio ha poco a che fare con il messaggio di Gesu Cristo e sia veramente spurio volerlo utilizzare come esempio delle radici culturali del nostro continente.
-
- 512.
- Eva
- 11-11-2009 - 10:30:28
Che io sappia, a imporlo nelle aule fu in realtà Mussolini, come anticipo su ciò che sarebbe avvenuto di lì a poco col Concordato del 1929: a Mussolini serviva la "benedizione" della Chiesa e doveva dare prova di una certa disponobilità a risolvere la "questione romana". L'introduzione obbligatoria del Crocifisso non fu che il primo passo. Il Regno di Sardegna, invece, che io sappia si batté sin dal '700 per una maggiore laicità dell'istruzione pubblica, all'epoca fondamentalmente in mano alle diocesi. Addirittura, il Regno di Sardegna introdusse la figura di un "magistrato" che controllasse accuratamente che nelle scuole pubbliche non vi fosse alcuna ingerenza di tipo religioso.
-
- 511.
- Nicola94
- 09-11-2009 - 18:53:31
è una cosa incredibile quello che sta succedendo. Sinceramente, a me non ha mai dato fastidio il crocifisso. è un simbolo, non l'essenza stessa del cattolicesimo. Se veramente si vuole difendere la religione, si impari a applicarla alla vita quotidiana. A parte questo,molti parlano di unità storica con il resto dell'Europa, ma nel resto dell'Europa il crocifisso non si trova in nessuna aula. Non deve stupire dunque la decisione dell'UE di toglierlo dalle aule. è perfettamente in linea con la nostra Costituzione(una delle migliori al mondo)che spiega come vadano tutelate le minoranze, non le maggioranze. Altri miei compagni, mi dispiace dire ignoranti, dicono che se noi andando in un paese islamico siamo costretti a vedere simboli religiosi in luoghi pubblici, allora anche loro quando arrivano in Italia devono vedere i nostri. Premesso che è vietato nei paesi islamici mostrare simboli religiosi in luogo pubblico, questo pensiero mi pare una ripicca. Dimostriamo invece di essere civili una buona volta! Questa è veramente intolleranza, sintomo di una società bigotta e di una democrazia troppo giovane. Se non rispettiamo le leggi Europee(seconde solo alla nostra Costituzione), dove finisce la nostra civiltà e la nostra unità di cui tanto ci vantiamo
-
- 510.
- Andrea86
- 09-11-2009 - 02:52:05
La sentenza è giustisimma e va rispettata, quindi togliamo il CROCIFISSO DA SCUOLE, TRIBUNALI E OSPEDALI. La costituzione del 1948 dice CHE STATO E CHIESA SONO SEPARATI E LO STATO RISPETTA OGNI RELIGIONE. Il nuovo concordato del 1984 dice che IL CATTOLICESIMO NON E' RELIGIONE DI STATO ITALIA LAICA Pd ennesima delusione... ma fa opposizione o fa l'Aventino ?
-
- 509.
- Vittorio.
- 08-11-2009 - 22:24:54
Al di là del "Crocifisso sì" o del "Crocifisso no" resto allibito per la sentenza del Condiglio di Stato che ha stabilito che il Crocifisso rappresenta un "Simbolo laico", un simbolo della "nostra tradizione e della nostra storia", un "simbolo in cui si riconosce tutta la cultura italiana". Solo in Italia poteva accadere che il simbolo religioso per autonomasia potesse assumere un valore laico, e di conseguenza, civile. Effetto del duplice concordato? Retaggio ingombrante della vecchia Democrazia Italia? Certo che è dura, adesso, riportare la valenza del Crocifisso alla sua natura esclusivamente religiosa; e ce lo dobbiamo tenere come simbolo ancora più presente che non la bandiera nazionale. O sbaglio?
-
- 508.
- Piero
- 05-11-2009 - 11:11:08
IO sono cittadino italiano e sono musulmano IO sono cittadino italiano e sono buddista IO sono cittadino italiano e sono ateo IO sono cittadino italiano e sono induista IO sono cittadino italiano e sono [e così via] Se un simbolo dell'Italia dev'essere nella classe che frequento o dove porto i miei bambini, allora ci sia la bandiera: perché un simbolo religioso che ora si cerca di camuffare (declassare) a simbolo di tradizione? Tradizione di cosa?
-
- 507.
- anna elisa mangano
- 05-11-2009 - 10:37:41
E' stato ripreso da molti giornali ma vorrei riproporlo qui sul sito del giornale che lo pubblico' nell'88 anche perche' penso che nessuno possa accusare Natalia Ginzburg di miope clericalismo o asservivemento alla chiesa cattolica «Quella croce rappresenta tutti», di Natalia Ginzburg, L'Unità, 22 marzo 1988 Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule della scuola. Il nostro è uno stato laico che non ha diritto di imporre che nelle aule ci sia il crocifisso. La signora Maria Vittoria Montagnana, insegnante a Cuneo, aveva tolto il crocefisso dalle pareti della sua classe. Le autorità scolastiche le hanno imposto di riappenderlo. Ora si sta battendo per poterlo togliere di nuovo, e perché lo tolgano da tutte le classi nel nostro Paese. Per quanto riguarda la sua propria classe, ha pienamente ragione. Però a me dispiace che il crocefisso scompaia per sempre da tutte le classi. Mi sembra una perdita. Tutte o quasi tutte le persone che conosco dicono che va tolto. Altre dicono che è una cosa di nessuna importanza. I problemi sono tanti e drammatici, nella scuola e altrove, e questo è un problema da nulla. E’ vero. Pure, a me dispiace che il crocefisso scompaia. Se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato. Ogni imposizione delle autorità è orrenda, per quanto riguarda il crocefisso sulle pareti. Non può essere obbligatorio appenderlo. Però secondo me non può nemmeno essere obbligatorio toglierlo. Un insegnante deve poterlo appendere, se lo vuole, e toglierlo se non vuole. Dovrebbe essere una libera scelta. Sarebbe giusto anche consigliarsi con i bambini. Se uno solo dei bambini lo volesse, dargli ascolto e ubbidire. A un bambino che desidera un crocefisso appeso al muro, nella sua classe, bisogna ubbidire. Il crocifisso in classe non può essere altro che l'espressione di un desiderio. I desideri, quando sono innocenti, vanno rispettati. L'ora di religione è una prepotenza politica. E' una lezione. Vi si spendono delle parole. La scuola è di tutti, cattolici e non cattolici. Perchè vi si deve insegnare la religione cattolica? Ma il crocifisso non insegna nulla. Tace. L'ora di religione genera una discriminazione fra cattolici e non cattolici, fra quelli che restano nella classe in quell'ora e quelli che si alzano e se ne vanno. Ma il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E' l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo "prima di Cristo" e "dopo Cristo". O vogliamo forse smettere di dire così? Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E' muto e silenzioso. C'è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati. Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l'immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo. Chi è ateo, cancella l'idea di Dio ma conserva l'idea dei prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c'è immagine. E' vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini. E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola. Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l'idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici. Alcune parole di Cristo, le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto "ama il prossimo come te stesso". Erano parole già scritte nell'Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell'indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade. Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l'esatto contrario del modo in cui oggi siamo e viviamo. Ci pensiamo sempre, trovando esattamente difficile amare noi stessi e amare il prossimo più difficile ancora, o anzi forse completamente impossibile, e tuttavia sentendo che là è la chiave di tutto. Il crocifisso queste parole non le evoca, perché siamo abituati a veder quel piccolo segno appeso, e tante volte ci sembra non altro che una parte dei muro. Ma se ci viene di pensare che a dirle è stato Cristo, ci dispiace troppo che debba sparire dal muro quel piccolo segno. Cristo ha detto anche: "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati". Quando e dove saranno saziati? In cielo, dicono i credenti. Gli altri invece non sanno né quando né dove, ma queste parole fanno, chissà perché, sentire la fame e la sete di giustizia più severe, più ardenti e più forti. Cristo ha scacciato i mercanti dal Tempio. Se fosse qui oggi non farebbe che scacciare mercanti. Per i veri cattolici, deve essere arduo e doloroso muoversi nel cattolicesimo quale è oggi, muoversi in questa poltiglia schiumosa che è diventato il cattolicesimo, dove politica e religione sono sinistramente mischiate. Deve essere arduo e doloroso, per loro, districare da questa poltiglia l'integrità e la sincerità della propria fede. lo credo che i laici dovrebbero pensare più spesso ai veri cattolici. Semplicemente per ricordarsi che esistono, e studiarsi di riconoscerli, nella schiumosa poltiglia che è oggi il mondo cattolico e che essi giustamente odiano. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre. Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E' tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri
-
- 506.
- domenico
- 05-11-2009 - 10:35:15
* o 439. o Arianna o 04-11-2009 - 18:06:07 Concordo pienamente con tutto quanto scrive ARIANNA. BRAVA. lA SCUOLA SIA CENTRO DI CULTURA e basta . La religione sia nelle chiese . Se si vuole(anzi si dovrebbe)risparmiare si tolgano subito altre storture: l'8 per mille e l'insegnamento della religione nelle scuole. Sono cose dell'altro mondo. E poi criticano gli stati integralisti. Ma è mai possibile che tutta questa gente che ha studiato ( cioè non è ignorante!!!) non abbia un pò di sale in zucca , pensarla obbiettivamente, ma intestardirsi a sostenere cose solamente perchè sono una maggioranza o perchè sono cattoliche o perchè hanno fatto sempre così???? E non si fermano nemmeno davanti ad una sentenza di alto profilo e da giudici(che fortunatamente ci sono ancora) altamente (loro sì). Le lezioni di civiltà ci vengono dai paesi che hanno avuto il lievito della Grande Riforma Protestante. E non diciamo altro. Bersani...Non poteva fare silenzio?!. Chi vuole rappresentare questo PD??? Bersani e il PD non mi rappresenta più. La laicità è rappresentata da altri purtroppo.
-
- 505.
- Franco Vr
- 05-11-2009 - 10:28:01
Voglio ricordare, a quelli che continuano a blaterare contro l'insegnamento della religione a scuola, che questo è facoltativo e ogni studente, e la sua famiglia, può scegliere se avvalersene oppure no. Perciò è inutile che vi incazziate tanto, se l'ora di religione viene fatta vuol dire che c'è gente che la vuole. Imparate a rispettare anche le volontà altrui e non soltanto a imporre le farneticanti volontà di esigue minoranze. Toccherà poi alla scuola provvedere a alternative valide per chi non vorrà frequentare l'ora di religione.
-
- 504.
- Raffaele
- 05-11-2009 - 10:04:00
Uè Bersani...svegliaaa! La DC non c'è più! Per favore potresti dire qualcosa di sinistra? oppure hai paura di dispiacere a qualcuno?
-
- 503.
- Ulrico
- 05-11-2009 - 09:55:20
Era ora! Per fortuna gli altri europei non sono schiavi del Vaticano. Evviva l'Europa !!!
-
- 502.
- Pablito
- 05-11-2009 - 09:47:52
Ho insegnato per 40 anni in scuole "cattoliche", mi sno sempre chiesto: "Perchè l'esposizione del crocifisso in aula?" L'ho chiesto ai ragazi e mi hanno sempre risposto che non si erano accorti della presenza del crocifisso. Ho paura chel'esposizione del simbolo serva a noi italiani per far credere che siamo cristiani; a quando la nostra attenzione verso i nostri fratelli crocifissi,come ci ha chiesto Gesù Cristo??????
-
- 501.
- Salvor HArdin
- 05-11-2009 - 09:39:49
un interessante nota piluccata su Internet che riporto pur non essendo mia: Premetto che da sostenitore della libera chiesa in libero stato, ho trovato assai fastidioso vedere i simboli statali (e spesso vagamente massonici) a fianco degli altari delle chiese cattoliche in Sudamerica e in quelle luterane in nord Europa. Ammesso che il crocefisso si potrebbe anche togliere dalle scuole, salvo però far abrogare anche leggi liberticide come quella francese, che vieta di indossare minimi simboli religiosi nei luoghi pubblici. Dopo il nazismo solo Pol-Pot e i talebani avevano stabilito per legge come i cittadini potevano o non potevano vestirsi. Trovo però un po’ stridente la sentenza della corta europea dei diritti dell’uomo sul crocefisso. Se la croce è offensiva presso la libertà di religione,a a quando si obbligherà la Gran Bretagna a togliere dalla proprie bandiere le tre croci di Sant’ Andrea, San Giorgio e San Patrizio ? Cosa dovranno fare i paesi scandinavi con la croce tipica delle loro bandiere ed ispirata ad una mistica visione di un re danese del XI secolo? Cambieremo l’araldica per questi paesi come per la Grecia e per la Slovacchia? Obbligheremo anche la Turchia a cambiare vessillo per entrare nell’unione europea eliminando la mezzaluna islamica ? E chi glielo dice che la Bandiera Europea, nacque nel 1955 per il “Consiglio d’Europa” su disegno di un devoto grafico francese che successivamente disse di essersi ispirato “alla corona di dodici stelle” che cinge il capo della Madonna nella descrizione del capitolo 12 dell’Apocalisse ? Mi sovviene una definizione data qualche anno fa da un musicista, che definì gli anticlericali la più sciocca, ma la meno pericolosa delle sette.
-
- 500.
- Fiordiloto
- 05-11-2009 - 09:35:05
Sarebbe giusto, alla luce della laicità dello Stato. Ma non siamo in Francia, in questo nostro povero Paese sgarrupato, laicità (o laicismo, come dicono con disprezzo i detrattori) è ancora un sogno. Ma noi non smettiamo di essere dei dreamers, anche noi possiamo cambiare!
-
- 499.
- marcello
- 05-11-2009 - 09:10:29
Reitero quanto già dichiarato. Era certo che il primo a protestare fosse il Vaticano, un fatto di grave interferenza negli affari interni di uno Stato Sovrano. Poi i Padani, quelli che si riuniscono a Pontida e bevono l'acqua del Po. Alla nominata del P.d.L. Gelmini: Visto che parla di simboli si dovrebbero esporre nelle aule Garibaldi e Mazzini, veri simboli dell'unità d'Italia, il Crocefisso è un simbolo cattolico e quindi non di tutti. Il P.M. infine deve convincersi che viene nominato dal Capo dello Stato, e purtroppo oggi fiduciato da nominati e non da eletti delle due camere, povera Italia. Gli unici eletti dal popolo restano : Il Presidente di Regione, Il Presidente di Provincia, i Sindaci- Un consiglio al P.M. cambi campo e avrà modo di essere eletto dal popolo.
-
- 498.
- ivana
- 05-11-2009 - 09:00:19
Cos'è, improvvisamente ci sentiamo tutti uniti sotto la creoce? Per quanto mi riguarda, il crocifisso mi ha sempre spaventata, con tutto quel sangue, quel dolore, quella sofferenza! Poi sarà che non riesco a scindere la croce con il Vaticano, nei muri delle scuole preferirei il simbolo Fate l'amore e non fate la guerra.
-
- 497.
- Ugo Azzena
- 05-11-2009 - 08:43:31
come ha già scritto qualcun altro, primo problema collegato alla laicità dello stato e prima genuflessione del nuovo segretario PD alle gerarchie ecclesiastiche. Temo che questo sia davvero il punto centrale, e triste, di questa vicenda. Perché la non esposizione di un simbolo, esclusivo di una religione, deve essere vissuto come una persecuzione? Perchè deve essere considerato una "antica tradizione" della nostra nazione? E se anche fosse, perché non affermare che vogliamo cambiare quest'Italia e farne uno stato laico? In altri termini, il PD vuole proporre una società laica e pluralista, rispettosa dai diritti di tutti, o pensa che qualunque compromesso è buono pur di essere accettato come forza di governo? Continuando così, il "nuovo" PD perderà molti altri elettori per strada.
-
- 496.
- Lili Marlene
- 05-11-2009 - 08:36:52
In quanto credente preferisco che il Crocifisso sia tenuto nei luoghi di preghiera e non distribuito ovunque. Non è un amuleto portafortuna. E non è nemmeno "inoffensivo" come qualcuno ha scritto travisando, con uno slittamento, ciò che ha detto Bersani (che " non è offensivo"). Certo Gesù Cristo non ha mai offeso nessuno, ma è un simbolo forte; come si può guardare una figura agonizzante e sanguinante e trasformarla in un simbolo zuccheroso? ci si rende conto dell'effetto che può fare a chi , a causa dell'uso blasfemo di quel crocifisso, a colpi di croce è stato colpito a morte (dalle crociate alle conversioni degli Indios alla Shoà, tragedia pagana ma resa possibile da una certa schizofrenia dell"Europa cristiana". Non è nemmeno accettabile la strumentalizzazione che la destra fa del Crocifisso, come simbolo "culturale" per avere voti. La nostra cultura ha debiti verso diverse altre culture e visioni religiose del mondo.Approvo dunque la sentenza, non "nonostante" ma proprio perchè credente che pretende rispetto per un simbolo della propria fede. E poi, meno segni esteriori e più fede "adulta" non guasterebbero. Grazie dell'ospitalità.
-
- 495.
- Marcello
- 05-11-2009 - 08:17:49
Immagino che se per ipotesi in uno stato estero dove ci sono simboli religiosi diversi da quelli cattolici in classe, si decidesse di toglierli per manifestare tolleranza verso i bambini di altre religioni (nella fattispecie cattolici romani), il papato plaudirebbe estasiato a questa decisione aperta al dialogo interreligioso e piena di buon senso (salvo poi tentare in tutti i modi di imporre i suoi). Lupi travestiti da agnelli. Dopo duemila anni di stragi compiute sotto il segno della croce così come di qualsiasi altra religione, credo sia l'ora di dire basta: se volete fare le vostre guerre religiose, fatele fuori dalle scuole, a colpi di scomuniche e guerre sante in altri luoghi. Lasciate in pace i nostri bambini.
-
- 494.
- Alberto Lupi
- 05-11-2009 - 06:03:38
La Carfagna: "Il governo ricorrerà contro la sentenza della Corte europea perché il crocefisso non è soltanto un simbolo religioso, ma testimonia una tradizione millenaria, dei valori condivisi dall'intera società italiana" si spera in una rapida restituzione del Pantheon al culto degli dei romani. In realtà questa passione per i crocefissi nasconde una terribile realtà: quasi nessuno si sente rappresentato dal Tricolore, e non per colpa di Bossi. Vi immaginate i bambini a scuola iniziare la giornata recitando qualcosa di simile al “Pledge of Alligiance”? Vedete mai le bandiere, se non nei giorni delle partite della nazionale, fuori dalle case private? Personalmente ho a casa il crocifisso appeso - anzi due, ma uno lo è perchè rispetto la volontà dei miei genitori, anche se sono morti, e l'altro perchè mi fu "affidato da un amico russo al tempo dell'URSS. Ora, al sommo del ridicolo, Bossi si trova in compagnia della Margherita Boniver, presidente della commissione parlamentare Schengen, la quale osserva: "È assolutamente incomprensibile la decisione, va tutto contro l'interesse del continente europeo, che così rinnega le sue radici religiose e culturali". Ora se la onorevole volesse dire che vuole il crocefisso "contro" i musulmani, potrei accettare non l'idea ma la logica, arridateci gli dèi olimpi! Bersani ovviamente in mezzo al guado non sa che pesci pigliare, ma considerati o pesci che girano non lo si può rimproverare. In rete la opinione pubblica pare leggermente a favore della Corte Europea. Ovviamente a leggere le cronache italiane parrebbe che la sentenza arrivi dalla Unione Europea, ma non è così. Naturalmente per saperlo bisogna ricorrere al Times of Malta il quale riporta: ”Meanwhile, the European Commission representation and the European Parliament office in Malta said that the judgement did not come from the European Union or any of its institutions. The court which gave this ruling was not the court of the European Union but of the Council of Europe, they said. The Council of Europe, of which Malta has been a member since independence, brings together 47 nations a good number of which are not EU member states.” Ossia si tratta di un atto di un organo non dell'Unione Europea, ma del Consiglio d'Europa.
-
- 493.
- mario
- 05-11-2009 - 03:26:03
il buon senso suggerisce che viviamo in una società plurale e non bisogna più prestare il fianco alle crociate religiose...Bersani in una sola settimana ha già deluso le aspettative di laicità... Berlusconi con il crocifisso in mano dia il buon esempio a partire da mediaset tra una velina ed un'altra inserisca una suora , un frate ,sostituisca il tg 4 con telecroce o Amici con una rubrica di approfondimento evangelico da proprietario privato puo farlo e se non lo fa è ipocrita ,ma lo Stato no , lo Stato deve tutelare tutti i cittadini e non puo essere appalto di una parte
-
- 492.
- Sergio
- 05-11-2009 - 02:33:03
Il burka non lo appendi sui muri degli edifici pubblici ma lo indossi, esattamente come qualsiasi crocifisso o medaglietta o altro simbolo religioso che porti al collo, per cui...
-
- 491.
- Maria
- 05-11-2009 - 01:42:24
(Premessa:Sono cattolica praticante)"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che é di dio" ... Gesù stesso ci dice che i crocefissi devono stare nelle chiese, non negli edifici dello Stato. Fino ad oggi questa regola di laicità dello Stato imposta da Gesù stesso è stata disattesa, vogliamo continuare a farci del male?
-
- 490.
- Marco Puccini
- 05-11-2009 - 01:18:26
Sono favorevole alla sentenza ma sono anche d'accordo con la dichiarazione di Bersani. Signori quando ci si mette in testa che la politica non è un gioco di princìpi ma un lavoro di concretezza. Se c'è una sentenza della Corte dei diritti umani è già un risultato nel lungo cammino di laicizzazione dello Stato Italiano. Ora questo Stato ha dei problemi forse un tantino più urgenti della soddisfazione intellettual-borghese di veder togliere il crocifisso. Cosa, oltretutto che non risolve affatto il vero problema delle continue ingerenze vaticane. Forse l'Italia ha altre priorità al momento, forse sarebbe meglio tentare almeno di lenire in parte i motivi di sofferenza che spingono ad inginocchiarsi davanti al crocifisso tanti italiani senza lavoro, senza certezze economiche, senza sicurezze sul proprio futuro. Si chiama strategia. Se Bersani avesse dato spazio a queste masturbazioni mentali, sarebbe cascato (come tanti a sinistra, puntualmente, fanno) nell'ennesimo tranello. Ora, per i prossimi mesi si starebbe a parlare solo della pericolosità di questo PD, dei comunisti che mangiano bambini ed altre menate simili, invece di dare battaglia sulle questioni che realmente occupano il quotidiano sopravvivere della gente. Tutto questo, ripeto, avendo accolto la sentenza esultando. Ma con la mia affermazione di principio soddisfo solo la mia autostima. A sinistra, credevo, si dovrebbe pensare anche un po' agli altri...
-
- 489.
- ugo
- 05-11-2009 - 00:49:08
Complimenti Bersani! Ecco cosa pensa il neo segretario di un partito laico e, scusate, di sinistra di una questione simbolica così importante. Lui dice che non c'è buon senso a togliere i crocefissi dalle scuole, ma certo lo capisco, non c'è buon senso a mettere a rischio i voti dei supercattolici per il PD. Poverino, d'altro canto come non capire che il suo laicismo è ampiamente soffocato dal pragmatismo dei numeri. Io consiglierei a Bersani di proporre di mettere i crocefissi anche nelle fermate della metropolitana e magari anche nelle cabine telefoniche (peccato che ormai ce ne sono poche), forse così il "suo" PD crescerà a dismisura. Io intanto restituisco la mia tessera.
-
- 488.
- GIMI 4552
- 05-11-2009 - 00:15:32
Non sono credente e rispetto chi lo è. Posso solo dire di avere sicuramente sentimenti e comportamenti migliori verso persone bisognose di aiuto rispetto a tanti che credono e che sono assidui frequentatori di messe e rosari.(Spesso chi predica bene e tanto razzola anche male,è come quel personaggio che all'Aquila girava con un crocefisso in mano) Per quanto riguarda il crocefisso in classe, allora bisognerebbe tapezzare le pareti delle aule anche con altri simboli religiosi visto la presenza di tanti ragazzi di diverse nazionalità e di diverse religioni,cosa impossibile. La scuola non è un luogo di preghiera.
-
- 487.
- Davide Ravera
- 05-11-2009 - 00:14:18
Sento che il signor Bersani ha detto che il crocifisso nei luoghi pubblici non dà fastidio a nessuno. Bene, io sono nessuno. Comincia bene questo signor Bersani, bravo lui e chi lo ha eletto.
-
- 486.
- usafora
- 05-11-2009 - 00:13:27
"La sentenza contro il crocifisso nelle aule scolastiche mi fa pensare cosa sarebbe stata l'Europa e l'occidente senza questo simbolo: avrebbe, per esempio, Bach scritto "La Passione secondo Matteo"? Se i giudici della corte europea, prima di emanare quella porcata, avessero ascoltato la suddetta opera, forse avrebbero deciso diversamente" Si è mai chiesto perchè oggi la religione non ispira più simili capolavori ? Oppure è convinto che se i giudici europei avessero letto l'Eneide avrebbero restaurato il culto di Zeuss ? Tutti gli argomenti di tipo "radici culturali" sono fallaci perchè fissano per l'eternità ciò che si muove. Le problematiche che oggi suscita la religione si chiamano Bin Laden, Sionismo, caso Englaro, contraccezione, procreazione assistita, diritti degli omosessuali,...Tutte cose lontane anni luce dalle madonne di Raffaello, passioni di Bach e poemi Omerici.
-
- 485.
- Antonio
- 04-11-2009 - 23:55:18
Signori tutti giusti i vostri commenti, ma a questo punto ci si deve interrogare per esempio anche sul natale non e' anche essa una ricorrenza rligiosa e festeggiata quasi in tutta Europa? Quindi l'europa e' o non e' di radici dristiana?
-
- 484.
- Cappuccetto Rosso
- 04-11-2009 - 23:15:17
Oltre all'Italia solo in Austria ed in Polonia usano appendere i crocefissi ai muri delle scuole. In nessun altro paese europeo c'è questa abitudine. Il Vaticano avrebbe voluto estendere l'usanza anche ad altri paesi ma la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con una sentenza giuridicamente ineccepibile ha posto un limite grande come macigno sopra la sua diffusione. Dunque secondo Stasburgo l'essenza di uno Stato (degli Stati dell'Unione) è e deve restare profondamente laica così da poter dare pari dignità a tutte le religioni che ivi si professano. In questo senso andava anche il pronunciamento dei paesi membri quando decisero di non recepire nella Carta Costituzionale Europea la (famosa) specificazione delle radici cristiane (che poi divennero ebraico-cristiane) dell'Unione Europea. Fortunatamente la Francia è ancora un paese illuminista (ed illuminato) e Gran Bretagna e Germania (seppure anglicani gli uni e luterani gli altri) sono rimasti paesi protestanti. La Turchia ringrazia (ma anche molti italiani come noi).
-
- 483.
- Michele
- 04-11-2009 - 22:59:12
Neutralità delle istituzioni pubbliche. Questo e solo questo indica la sentenza della Corte, chiamata ad occuparsi della questione non di propria iniziativa ma quale organo di garanzia per tutti i cittadini europei. Non ci vuole molto a capirlo, ma evidentemente va oltre la capacità di analisi e proposta dei dirigenti del PD. Bersani non ha avuto il mio voto e continua a non meritarselo, la speranza è che questa generazione, cosi' lontana dal sentire e praticare della vera gente, sparisca al piu' presto.
-
- 482.
- Valio
- 04-11-2009 - 22:50:45
Sono ateo e sto bene così. Se è giusto che rimanga il crocefisso è ancora più giusto che vicino ci siano i simboli di tutte le religione, visto che l'Italia è un paese multietnico. Lasciare il solo crocefisso significa un paese di falsi bigotti,poichè ci sono grocefissi ovunque e le chiese sono vuote. Comunque il posto del crocefisso è nei luoghi di culto.
-
- 481.
- Giovanni
- 04-11-2009 - 22:25:04
Credo che sarebbe salutare riportare un po' di laicità in questo stato scristianizzato dove tutti si professano baciapile e pochissimi seguono davvero qualche traccia del messaggio di Cristo. Magari meno simbologie vissute con inerzia farebbero bene anche ai cattolici.
-
- 480.
- dante sergio
- 04-11-2009 - 22:22:58
ritengo la sentenza Giusta perche il nostro paese e un paese Laico, ma dico anche che un simbolo non da fastidio piu di tanto, io sono laico e quando andavo ascuola ai miei tempi il simbolo c'è sempre stato e non mi ha influenzato sulle mie opinioni. Dico che Bersani poteva dare un altra risposta,piu laica. Riterrei piu opportuno che la chiesa pagasse le tasse come fanno tutti i cittadini onesti e non si intromettesse nelle leggi dello stato e rivedere anche il concordato infine credo che nelle aule scolastiche debba esseri la foto del presidente della Repubblica
-
- 479.
- <clara
- 04-11-2009 - 22:09:48
Da simbolo religioso i cattolici ora vogliono declssare il crocifisso a semplice oggetto etnico-storico nel tentativo di continuare ad imporre nelle scuole una presenza che cozza contro i diritti delle minoranze come ha chiarito la sentenza. Tale ripiego e molto ipocrita perchè è evidente a tutti come si voglia continuare a dare un "imprinting" religioso fin dalla prima infanzia, anche se ciò viene ufficialmente negato. I giudizi dei vari partiti poi molto conformistici sembrano piuttosto ridicoli, perchè non si pongono sul piano culturale-giuridico ma su quello loro congeniale della piccola convenienza politica misurabile in termini di voti...
-
- 478.
- Gianfranco Ceci
- 04-11-2009 - 22:05:09
Che strano,avevo inviato un commento sull' argomento ma non lo vedo ancora pubblicato,possibile che siano scattate le forbici della censura ? Avevo chiesto, tempo fà, che l' Unità si facesse promotrice di un referendum tra i suoi lettori sulla laicità dello Stato ma non ho avuto il piacere di ricevere alcun commento,eppure questo è il tema principale del dibattito oggi in Italia,lo è stato anche nel nostro Congresso.Diciamo la verità si ha paura di questa Italia bigotta,pre-illuministica,avvolta ancora nelle nebbie dell' oscurantismo medioevale.Ma la funzione educatrice di un periodico,specialmente come il nostro che fine fà,cara Concita ?
-
- 477.
- simona09
- 04-11-2009 - 21:46:31
l'Italia è un paese laico,non stupisce la sentenza di strasburgo bensì le dichiarazioni di ministri che,avendo giurato sulla costituzione,ora dimostrano di averne dimenticato uno degli articoli fondamentali!!!
-
- 476.
- Exarcore Fugimus
- 04-11-2009 - 21:39:32
La Lega tuona contro l'entrata della Turchia in Europa. Eppure le scuole turche non hanno appeso al muro simboli religiosi, quelle italiane si. I talebani siamo noi, ed è contro l'Italia che, or ora, l'Europa si sta difendendo, non contro la Turchia.
-
- 475.
- Monica
- 04-11-2009 - 21:21:20
Sentenza giusta,via dalle aule e dagli uffici pubblici il crocefisso.Tutti quelli che ora urlano contro la sentenza sono gli stessi che non vogliono essere disturbati dai Testimoni di Geova quando girano per cercare nuovi adepti.Ogniuno professi la propria religione a casa sua o nei luoghi predisposti,sarà poi la singola persona a decidere a quale Dio credere.(Che in verità vi dico esiste un solo Dio, qualunque nome gli diate)
-
- 474.
- maria di falco
- 04-11-2009 - 21:15:59
Penso che in questo caso debba prevalere il buon senso, perchè di fatto la presenza del crocifisso non vuole assolutamente dire che ai genitori dei bambini sia impedito di educare i propri figli in maniera diversa. E' infatti un simbolo, legato però alla nostra storia e tradizione che i genitori devono spiegare ai bambini. Infatti, i bambini che provengono da una famiglia dove non c'è stata educazione religiosa possono chiedere ai genitori cosa significa quel simbolo ed i genitori si trovano nella situazione di doverlo spiegare. Mi è capitato non molto tempo fa che una mia amica ha portato a vedere la mostra sul Beato Angelico ai suoi due bambini, di sei e quattro anni. Siccome i genitori sono atei e non hanno simboli a casa nè hanno mai parlato loro di Gesù o della Madonna, la mamma alle domande meravigliate della figlia su chi fosse quell'uomo sulla croce ha dovuto dare delle spiegazioni, raccontandole la storia come lei sapeva. A volte immagino, in un mondo alla rovescia, di dover emigrare per motivi di lavoro e di povertà in un paese a prevalenza quasi totale mussulmana o induista. In questo paese ci sono le scuole nelle cui aule sono presentii simboli di queste religioni. Come reagirei, mi chiedo ? Io desidero che i miei figli frequentino la scuola pubblica per integrarsi meglio, però lì ci sono questi simboli dei quali a malapena conosco il significato. Che fare ? Chiederei all'insegnante di spiegarglieli e direi anche che noi però siamo stati educati ad un'altra religione, in modo che sappia trovare, se intelligente,punti di contatto e non di divisione. E poi, sempre immaginando di vivere in questo paese, vorrei avere la possibilità di avere una piccola chiesa, cattolica o protestante oppure ortodossa, dove poter condividere la comune "storia simbolica" che ci unisce. In altre parole, vorrei conservare le mie radici e vorrei nello stesso tempo essere in comunione con gli altri, specialmente con le persone che sono native del paese dove sono emigrato. Infatti, come emigrato mi sento un pò in soggezione ed in tali casi si fa di tutto per essere accettati, ma poi dentro di noi sempre la storia personale e la storia degli antenati riemerge: ecco io vorrei che questo fosse lo spirito che animasse la convivenza tra i popoli. Infine, vorrei sapere se questa sentenza ha preso in considerazione l'aspetto internazionale della faccenda e cioè il fatto che le relazioni diplomatiche tra Stato Italiano e Stato del Vaticano sono regolati da un trattato internazionale non modificabile con una sentenza.
-
- 473.
- Franco Casarsa
- 04-11-2009 - 21:06:01
Forse per la prima volta mi trovo d'accordo con Berlusconi: «Che l'Italia sia un Paese in cui il cristianesimo è la sua stessa storia lo sappiamo da sempre».
-
- 472.
- Marco Vedovato, Predazzo
- 04-11-2009 - 20:43:21
Il crocifisso nelle scuole non appartiene alla "tradizione": è una imposizione del regime fascista compiuta attraverso una serie di leggi. - R.D. 30 aprile 1924, n.965: ”Ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l’immagine del Crocifisso e il ritratto del Re”; - R. D. I settembre 1925, n.2009: “Ogni dormitorio ha l’immagine del crocifisso; ogni aula destinata allo studio ha l’immagine del Crocifisso e il ritratto del Re”; - Circolare del 26 maggio 1926: ” il simbolo della nostra religione…sacro alla fede ed al sentimento nazionale, ammonisca ed ispiri la gioventù studiosa, che nelle università e negli studi superiori tempra l’ingegno e l’animo agli alti compiti cui è destinata”
-
- 471.
- Mimmo Notardonato
- 04-11-2009 - 20:42:42
La cosa più giusta mi è parsa quella scritta da Della Rocca. Ma di quale tradizione parliamo? La storia della Chiesa è stata in gran parte storia di intolleranza e di sopraffazione. Dopo la presa di Béziers, nella crociata contro gli Albigesi, i cavalieri cattolici massacrarono 20.000 uomini, senza nemmeno distinguere tra cattolici ed eretici, tanto, come diceva Almarico, l'abate di Citeaux che li guidava, avrebbe pensato Dio a riconoscere i suoi. Se questa deve essere la nostra "tradizione", stiamo freschi!
-
- 470.
- Gianpietro Dore
- 04-11-2009 - 20:12:38
HO GIA' SCRITTO QUALCOSA IN PRECEDENZA. ORA MI PERMETTO DI SUGGERIRE, SE PROPRIO SI VUOL AVERE UN RIFERIMENTO RELIGIOSO NELLE CLASSI, QUESTO MIO PENSIERO, MAGARI SCRITTO NELLE DIVERSE LINGUE DEI PAESI D'ORIGINE DEIGLI ALUNNI: "E' TANTO GRANDE IL CIELO E C'E' POSTO PER IL MIO E PER IL TUO DIO" COSI', ANZICHE' ELEVARE MURI O INDIRE CROCIATE, COME NELLE FAVOLE, TUTTI SAREBBERO FELICI E CONTENTI.
-
- 469.
- Simone
- 04-11-2009 - 20:11:46
Mi pare qualcuno faccia volutamente confusione. il burqa, il turbante o la kippah sono indumenti che alcune persone indossano per motivi legati alla propria religione, non sono oggetti appesi alle pareti di edifici pubblici. non mi pare la sentenza vieti a chi lo desideri di portare un crocifisso al collo, anche a scuola.
-
- 468.
- Marco
- 04-11-2009 - 20:10:41
E' giusto togliere il crocifisso dai luoghi pubblici in quanto sono frequentati da tutti, non solo da cattolici. si va verso il pluralismo religioso e lo Stato deve essere laico per rispettare tutti.
-
- 467.
- Gianpietro Dore
- 04-11-2009 - 20:03:44
QUANTA IPOCRISIA! GLI ALTI VERTICI DELLO STATO ITALIANO E GLI ALTI VERTICI DELLO STATO VATICANO DEL CATTOLICESIMO - CHE NON VA CONFUSO CON IL CRISTIANESIMO DI CUI E' SOLO UNA PARTE - CONTRARI ALLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO STANNO STARNAZZANDO PER CONSERVARE I CROCEFISSI IN AULA, EVIDENTEMENTE SENZA NEANCHE AVERNE CAPITO LA VALENZA DI SIMBOLO RELIGIOSO E QUINDI RISERVATO ALLA FEDE DEI SINGOLI NELLA DEVOZIONE DOMESTICA O NELLE COMUNITA' O CHIESE CHE IN ESSO SI IDENTIFICANO. PECCATO CHE QUELLE STESSE PERSONE COI LORO COMPORTAMENTI SIANO AGLI ANTIPODI DI QUANTO CRISTO ANDO' PREDICANDO IN FAVORE DEI POVERI SE EBBE A DIRE "E' PIU' FACILE CHE UN CAMMELLO PASSI PER LA CRUNA DI UN AGO CHE UN RICCO ENTRI NEL REGNO DEI CIELI" O SCACCIARE I FARISEI DAL TEMPIO. E FU CONDANNATO DAL POPOLO - LO STESSO CHE BERLUSCONI OSTENTA A DIFESA DEI SUOI INTERESSI E PERTANTO DEFINISCE "POPOLO DELLE (SUE) LIBERTA'" - CHE PREFERI' FAR CROCEFIGGERE GESU' E LIBERARE AL SUO POSTO NIENTEMENO CHE BARABBA. I SUDDETTI RAPPRESENTANTI, AI QUALI E' BENE RICORDARE CHE L'ITALIA E' UNO STATO LAICO, PIU' CHE AI SIMBOLI DOVREBBERO GUARDARE AI MILIONI (IN ITALIA) ED AI MILIARDI (NEL MONDO) DI ESSERI UMANI CHE VIVONO NELL'INDIGENZA E FAR SI' CHE POSSANO, COME LORO, VIVERE IL PARADISO IN TERRA E NON DOPO MORTI. SU QUESTI PENSIERI AVEVO SCRITTO ALCUNI VERSI CHE, SULL'ATTUALITA', POTRANNO, FORSE, FAR MEDITARE. HO VISTO UN LEGNO Ho visto un legno, Sembrava di carne Il corpo segnato, La bocca aperta, Il capo chino. Tutti gli stavan vicino. Tutti spendevano offerte: Era il Cristo, dicevano. Ho visto un uomo, Sembrava di legno Il corpo scavato di rughe, La bocca aperta, Il capo chino, La mano tesa. Nessuno gli era vicino. Nessuno spese un’offerta: Era un cristo, mi dissi.
-
- 466.
- marina pianu
- 04-11-2009 - 20:01:54
sono d'accordo con arianna e con gli altri che si stagliano contro la vernice apparentemente unanime (ma solo perche' piu' rumorosa) della recriminazione verso una sentenza giusta e da tempo dovuta. anch'io sono delusa da bersani che si unisce al coro degli intolleranti. il crocefisso non e' un simbolo universale di pace e fratellanza (ma quando mai la rappresentazione di un uomo che agonizza grondando sangue simboleggia la pace?), ma fa parte del retaggio tutto cattolico e non necessariamente italiano (in tal caso vorrei, accanto al crocefisso, anche giove pluvio, minerva, etc.). la presenza del crocefisso in un luogo pubblico (scuola o ufficio o ospedale) dichiara inequivocabilmente che lo stato italiano si identifica con una, e una sola religione. se nessuno finora si era mai opposto, e' che le minoranze religiose in italia finora si erano guardate bene dall'alzare la voce: ebrei, valdesi, protestanti di ogni sorta, induisti, buddisti, shintoisti, atei e agnostici. in summa: era ora!
-
- 465.
- carlotta
- 04-11-2009 - 19:56:12
ho letto commenti in cui ci si riferiva al valore storico-simbolico del crocifisso, ma, seguendo la logica del valore storico mi chiedo perchè al suo posto non potremmo mettere un ritratto dello stesso Dante ( citato in uno dei commenti)o di Garibaldi, come di Cicerone oppure, non so, di Pericle o di uno qualunque tra i molteplici personaggi che sono pietre miliari del nostro vivere civile e della nostra tradizione nazionale intesa come applicazione di principi e non come fanatismo nazionalista. Infatti credo che, cei apparte, il nostro sentire nazionale non si basi esclusivamente sul sentimento religioso condiviso dai nostri antenati, e purtroppo spesso basato sull'ignoranza, che ha dominato morale e etica per secoli, oppure, mi chiedo , è proprio questo il problema ?
-
- 464.
- Danilo
- 04-11-2009 - 19:50:45
DECISIONE GIUSTA. LO STATO É LAICO. GESÚ, TRA L' ALTRO, NON É MAI ESISTITO, É UN' INVENZIONE DEI POLITICI ROMANI, I QUALI A TAVOLINO CREARONO UNA RELIGIONE CHE É LA COPIA DI TUTTE LE ALTRE RELIGIONI ASIATICHE E MEDIORIENTALI DEL PERIODO PRECRISTIANO.




Condividi su: 















Commenti




