Carol Beebe Tarantelli: "Pietà ma anche rigore, non si cambi la storia"

«Il primo pensiero è stata una pena infinita. Turbamento. Profondo dispiacere per una persona così disperata da togliersi la vita. Il secondo pensiero invece è stata una specie di paura. Non vorrei che adesso la storia delle nostre coscienze incominciasse l'attimo prima del gesto estremo, e non nel contesto di violenza a cui Diana Blefari si è dedicata per molti anni. Una violenza di cui il suicidio, questo è il punto cruciale, è solo l'ultimo atto». Lo dichiara in un'intervista a 'La Stampà Carole Beebe Tarantelli, vedova di Ezio, ucciso nel 1985 dalla colonna romana delle Br.

«Vorrei che non si dimenticasse il resto della storia - prosegue - tutta la catena di violenza. La signora Blefari ha dichiarato agli inquirenti che se avesse avuto fra le mani Marco Biagi, prima di ucciderlo, lo avrebbe torturato. Me lo ha confermato personalmente la signora Biagi. Parole orribili. L'omicidio non era sufficiente, avrebbe voluto di più. Ecco, vorrei che la pena adesso non cambiasse la storia».

02 novembre 2009
  • Condividi su:Condividi su: 
  •  Facebook
  •  Twitter
  •  Myspace
  •  Google
  •  Delicious
  •  Digg
  •  Linkedin
  •  Reddit
  •  Ok Notizie
  •  Blinklist
  •  Zic Zac
  •  Technorati
  •  Live
  •  Yahoo
  •  Segnalo
  •  Up News
--------------------------------------------------------------------------------------------------------