L'omicidio di Stato di Stefano Cucchi. La sorella: "Gli hanno negato il legale di fiducia"

di Pino Bartolitutti gli articoli dell'autore

Speculazioni. La drammatica fine di Stefano Cucchi scivola in un ginepraio di ipotesi, confusioni, polemiche, diritti violati, accuse e dichiarazioni politiche. Speculazioni, dice qualcuno. Mentre la famiglia cerca disperatamente una ragione ad una morte atroce e la giustizia una verità che tutti dicono di volere ma che, al momento, sembra inafferrabile per chiunque. «Credo che le maggiori responsabilità della morte di Stefano siano proprio dell’ospedale Sandro Pertini», dice Fabio Anselmo, legale della famiglia.

L’avvocato si riferisce soprattutto all'attribuzione a Cucchi che le fratture di due vertebre se le sarebbe procurate il 30 settembre in seguito ad una caduta. «A parte - dice Anselmo - che agli atti processuali viene attribuito che quelle fratture se le procurò il 15 ottobre, ma sarebbe il caso di smetterla con queste attribuzioni a persone che non ci sono più. È mai possibile che una persona possa sopravvivere quindici giorni con due vertebre rotte? Come si può far morire in un ospedale una persona in quel modo? Dicono che Stefano rifiutava il cibo e le bevande, mi chiedo come sia possibile che non sia stato intubato». Nel giro di opochi minuti arriva la replica dell’ospedale: «I medici del reparto - dice in una nota il direttore sanitario della Asl Roma B, Antonio D'Urso - hanno curato con attenzione e professionalità Stefano Cucchi evidenziandone nel contempo un atteggiamento scarsamente collaborativo alle cure». In ordine al quadro clinico del giovane, il dirigente della Asl afferma che «gli accertamenti radiografici effettuati al Pertini hanno confermato la presenza delle fratture che erano già state accertate al pronto soccorso dell'ospedale Isola Tiberina».

In mattinata, la sorella si presentata al carcere di Regina Coeli. Accompagnata dal deputato Idv, Stefano Pedica. «So con certezza - dice Ilaria Cucchi - che al momento dell’arresto mio fratello ha chiesto di contattare il suo avvocato di fiducia, Stefano Maranella, ma gli è stato negato ed è una grave violazione di un diritto. Prego tutti di non fare speculazioni: mio fratello non era caduto dalle scale». Poco dopo, Pedica annuncia: «Non ci hanno fatto entrare e non hanno permesso alla sorella di Cucchi, Ilaria, di visitare la cella 6 della medicheria dove Stefano ha passato una notte. Non c'è una legge però che specifichi che per entrare insieme a un parlamentare serva essere collaboratori diretti, si può essere anche simpatizzanti come Ilaria... ».

Dal suo blog, Antonio Di Pietro spara: la relazione di Alfano sul caso Cucchi è «indegna», perché riporta che il giovane è “morto in seguito ad una caduta accidentale e al rifiuto di ospedalizzarsi”. «Parole gravi, superficiali - dice il leader Idv - che nel peggiore dei casi possono addirittura rappresentare un tentativo di insabbiare un omicidio». Cicchitto controbatte a cannonate, accusando Di Pietro di essere un «volgare sciacallo». E Gasparri aggiunge: «Non ci faremo prendere in giro. Niente omertà, niente speculazioni». La morte di Stefano finisce sugli spalti dell’Olimpico: cinque minuti di silenzio tributati dai tifosi giallorossi. Che urlano contro i carabinieri. Speculazioni.

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01 novembre 2009
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