Aspettando Berlusconi. Tremonti s'arrabbia, ma con i media: "Nessuna notizia corrisponde a verità"

Ma Tremonti si dimette o no? E quanto è arrabbiato per la vicenda dell'Irap? E Berlusconi è vero che è pronto a scaricarlo? E il consiglio dei ministri, perchè è stato rinviato? A tutte queste domande, normali in un paese normale, non è arrivata per tutta la giornata alcuna risposta. In compenso sono arrivate, nelle redazioni, un sacco di notizie false, pilotate, vere o proprie bufale. Segno che la confusione è grande e che il governo, come si era capito, non ha gran considerazione dell'informazione.

La gran brutta mattinata di Giulio Tremonti e del governo, inizia infatti con la notizia (vera) del rinvio del consiglio dei ministri. Non è un fatto di poco conto, il rinvio di un consiglio dei ministri. Spiegazione? Arriva un'agenzia, che riporta fonti di palazzo Chigi, secondo cui Berlusconi è rimasto bloccato a San Pietroburgo, per una tempesta di neve. Strano, a palazzo Chigi dovrebbero sapere che oggigiorno si verifica facilmente, in tempo reale, se in un qualunque posto del mondo sta nevicando o c'è il sole. Rapido accertamento, a San Pietroburgo il cielo è coperto, la temperatura è tra i 4 e i 5 gradi, troppi per nevicare. Vento assente. Dunque, prima bufala scoperta. Tanto è una bufala che lo stesso Tremonti pare abbia commentato: " «L'aereo di Berlusconi, bloccato da una tempesta di neve... Credo sia stato bloccato da una fitta coltre di nebbia. Una nebbia molto ma molto fitta».

Poi arrivano nelle redazioni un sacco di voci, come accade spesso. Quelle ricorrenti, e peraltro accreditate dai giornali vicini al premier, dicono che Tremonti è pronto alle dimissioni. Le agenzie spiegano che lui al consiglio dei ministri non è andato e che stava aspettando Berlusconi per un chiarimento. Evidentemente rinviato. Quando i siti on-line, Unità compreso, parlano di possibili dimissioni, arriva una dichiarazione vera, quella di Bossi, che spiega una piccola fetta di verità: "Stanno tentando di stritolare Tremonti, ma io lo difendo".

In contemporanea arrivano una serie di lanci d'agenzia, che riportano il pensiero di fonti vicine al ministro. Esempio (Agi, 14,41): «Assolutamente no. Fonti di via XX settembre smentiscono qualsiasi ipotesi di dimissioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Non si dimette, è una cosa che non esiste, sottolineano le fonti".

Ne arrivano altre, tutte sullo stesso tenore. "Dimissioni? Il ministro non ci ha mai pensato". Quindi, si pensa, il "caso" sta rientrando. Intanto arriva dalla Russia la notizia che Berlusconi è a pranzo con Putin. La storia del maltempo non viene più citata, anche perchè tutti hanno capito che è una bufala. Viene confermato che il "chiarimento" ci sarà.  Ma non si spiega quando. Sorge spontanea la domanda sul comportamento del premier: è vero che Putin e Silvio sono così amici che possono decidere di vedersi a pranzo anche dieci minuti prima, ma allora perchè non avvertire i ministri che Silvio ha da fare?

Il tormentone continua con un colpo di scena. Interviene direttamente Tremonti. Con una nota "stravagante" almeno quanto i calzini del giudice Mesiano. Che recita testualmente: "Produzione di note di agenzie a mezzo note di agenzie. Ho difficoltà a riconoscermi in questo tipo di catena produttiva. Per quanto mi riguarda nessuna delle note in circolazione corrisponde a verità".

A quale nota si riferisce Tremonti? Quella che lo vuole in attesa di chiarimento e pronto alle dimissioni? O quella secondo cui lui alle dimissioni non ci ha mai pensato? La nota, obiettivamente, non è da paese occidentale. Un ministro dovrebbe spiegare se intende dimettersi o se non ci ha mai pensato, non che non si riconosce nelle note d'agenzia.

Nel frattempo Berlusconi è comodamente in Russia, e ha passato una giornata molto divertente. Il che forse ha aumentato l'irritazione di Tremonti. Ne riferiscono le agenzie, ci sono i filmati.  Il premier e il suo amico Putin hanno fatto un giro sul lago nei pressi di San Pietroburgo, durante il quale Berlusconi avrebbe preso anche i comandi del Beriev be-200, un jet anfibio utilizzato dalla protezione civile russa. La tv di stato ha mostrato delle fotografie dei due, entrambi vestiti con giacchetti salvagente arancioni, mentre raggiungono l'aereo a bordo di un motoscafo. «Dà uno straordinario senso di potere», ha commentato Berlusconi, secondo quanto riporta l'agenzia Novosti. Pare si riferisse al mezzo anfibio, non al fatto che a Roma lo stanno aspettando inutilmente.

Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, conferma autorevolmente  che il premier italiano e quello russo hanno trascorso la giornata insieme ed hanno avuto anche dei colloqui di lavoro. In effetti sul lago non c'erano tempeste di neve.

Insomma, è sera, e  Tremonti continua ad aspettare. Lui lavora, va all'incontro regioni-governo sulla sanità, strappa un buon accordo. Berlusconi sta tornando, ma non è detto che passi per Roma. Anzi, in serata si apprende che torna in Italia ma va direttamente a Milano. Fine della giornata.

A proposito. Fosse stato per Berlusconi, del suo viaggio "privato" in Russia, non si sarebbe saputo nulla. Non si può sapere se il premier riposa, si diverte, fa affari, gioca, cerca dossier, lavora per il paese o per se stesso. Pensate se lo avessero fatto Obama, Sarkozy o la Merkel. Vedrete invece cosa dirà Berlusconi quando torna.

23 ottobre 2009
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