Bondi vende l'archivio del Vasari: il sindaco di Arezzo scrive a Putin

di Federica Fantozzitutti gli articoli dell'autore

Nessuna avvisaglia. Una letterina in burocratese ricevuta il 12 ottobre scorso e datata 23 settembre con cui il ministero per i Beni Culturali e la Soprintendenza Archivistica Toscana comunicano l’avvenuta vendita dell’archivio del Vasari - di proprietà privata ma «dichiarato di interesse storico particolarmente importante... nonché gravato dal vincolo pertinenziale iure publico» - ad acquirenti privati per 150 milioni di euro.

Tanto è bastato per far venire un coccolone al sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, a due anni dalle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita dell’artista. Ma il peggio doveva ancora venire: quando ha chiesto al ministero di Bondi le carte della transazione, si è sentito rispondere «le stiamo ancora traducendo dal cirillico». Ha così appreso che l’acquirente sarebbe una società russa. Di lì il sospetto che, sebbene il prezioso archivio sia vincolato alla Casa Vasari, tale obbligo di dimora possa rivelarsi ballerino: «È poco credibile che si spenda una tale somma per lasciare i documenti ad Arezzo». Risibile poi «l’eventuale proposta di prelazione» che il Comune può esercitare entro 90 giorni «corredata dalla deliberazione dell’organo competente che predisponga la copertura finanziaria della spesa indicando le specifiche finalità di valorizzazione del bene». Quei soldi, nelle casse comunali, semplicemente non ci sono.

Ecco perchè il primo cittadino, proprio in concomitanza con la visita privata di Berlusconi all’amico Putin, ha preso carta e penna. E ha scritto una lettera al premier, al ministro Bondi e al governo russo: «Una cosa inconcepibile per una nazione civile... Una perdita gravissima per la cultura italiana e un evidente motivo di discredito internazionale. Mi stupisco del silenzio generale». Chissà se, nella rimpatriata al calduccio della dacia, tra un accordo internazionale sul gas e uno sulla mobilità urbana di San Pietroburgo, l’amico Silvio si ricorderà di quell’improduttivo carteggio tra Vasari e Michelangelo che rischia di emigrare per sempre in climi assai più freddi.

La comunicazione del ministero

La lettera del sindaco di Arezzo

22 ottobre 2009
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