"Troppo costoso". Il Cda Rai decide mercoled́ sul contratto di Bruno Vespa. E Masi loda Sky
di Natalia Lombardotutti gli articoli dell'autore
Se ne è parlato solo di sfuggita, con un accenno. Ma non buono per Bruno Vespa. "Così non va". Questa la posizione del Cda della Rai sul supercontratto del conduttore di Porta a Porta che doveva essere esaminato oggi. La discussione è stata rinviata a mercoledì prossimo e il Consiglio d'Amministrazione di Viale Mazzini ha solo accennato alla questione. Il contratto del giornalista scade nell'agosto 2010 e prevede un minimo di 1 milione e 200mila euro per 100 puntate di Porta a Porta.
Il contratto triennale di Bruno Vespa scade ad agosto 2010 (fu prorogato nel 2005) e prevede un minimo garantito di 1 milione e 200mila euro per 100 puntate di Porta a Porta, il resto extra. Ora ovviamente il contratto aumenterà e bisogna vedere se il consiglio farà passare la proposta del direttore generale. Il quale, Mauro Masi ha replicato in commissione di Vigilanza la sua autodifesa: sulla «chiavetta» da 20 euro che farà vedere agli abbonati tutti i canali digitali Rai e Mediaset, Sky ha fatto una «brillante operazione di marketing per il lancio dell’alta definizione », e non sembra che violi alcuna norma. «Chapeau» dice il Dg allo Squalo. I parlamentari dell’opposizione gli hanno chiesto perché, dato il bilancio in rosso, rinunciare ai350 milioni del contratto Sky-RaiSat, o alla proposta per «210 milioni (30 all’anno) che Sky aveva avanzato per ottenere il bouquet Rai non in esclusiva?».
Il Dg insiste: «La rottura è avvenuta per motivi commerciali». E rimanda a Giancarlo Leone, vicedirettore generale seduto al suo fianco, e all’ex Dg Cappon, la valutazione più conveniente ma non accettata da Sky: «200 milioni di euro, 50 per i canali Raisat e150 per l’analogico (Rai1, 2, 3)», Vita, del Pd, annuncia una proposta di legge per il decoder unico. Masi tace su conti in rosso e piano industriale, «ti mandouna nota...» ha detto al presidente Zavoli, attaccato da Pdl e Lega su cavilli procedurali. Gasparri dà il là: «La Vigilanza è l’ufficio stampa di Sky?». Zavoli non raccoglie, con ironia lo loda per aver detto in fretta cose «vescicanti». Alla fine Masi scivola via da San Macuto e lascia Leone, che chiama «l’amico degli antennisti», con i giornalisti; certo il vice ne sa molto di più: è voce comune a Viale Mazzini che Masi «non studi». Oggi il Cda ascolterà il direttore di Rai- Due, Liofredi, e del Tg2 Orfeo.




Condividi su: 
















