Verdi divisi, congresso con rissa. Sinistra e libertà o soli?

di ma.ge.tutti gli articoli dell'autore

Ogni congresso ha i suoi riti. Ma quello dei Verdi, riuniti a Fiuggi per la trentesima assemblea nazionale, rischiava oggi di non cominciare nemmeno. Causa la rissa scoppiata, prima dell'avvio dei lavori, tra le prime due mozioni: quella, attualmente maggioritaria, guidata da Grazia Francescato, firmata tra gli altri da Paolo Cento che vuole andare avanti sulla linea tracciata da Sinistra e libertà. E quella di minoranza, capeggiata da Angolo Bonelli e Marco Boato che invece vorrebbero riportare i Verdi fuori dall'alveo della “sinistra radicale”. E presentarsi alle prossime elezioni con un simbolo autonomo, sperando magari di calcare le orme degli altri movimenti ecologisti, premiati alle ultime elezioni europee.

La rissa, però, è scoppiata prima ancora che sui contenuti sul regolamento. E l'elezione di una ventina di delegati, appartenenti alle tre mozioni, rivendicata anche a suon di ricorsi. La decisione di rinviare la decisione a dopo l'Assemblea è stata la miccia. La seconda mozione è salita sul palco, a spinta. E ha occupato la presidenza. Rischiando di far saltare lo stesso congresso.
Due ore dopo l'inizio previsto per i lavori, mentre al microfono si dà l'annuncio che nel parapiglia c'è pure uno che è finito in ospedale,  Marco Boato è salito sul palco per spiegare le ragioni dei contestatori invitandoli però a cessare la protesta.

Per la prima mozione, “Il nostro futuro”, il progetto di Sl dovrebbe essere rilanciato coinvolgendo altri soggetti politici e movimenti, e stringendo dove possibile «alleanze ampie di centrosinistra». Il documento chiama i Verdi a promuovere un processo «aperto e trasparente per la definizione dei programmi e l'individuazione delle candidature, attraverso la valorizzazione delle migliori risorse umane che già rappresentano il Sole che Ride nelle istituzioni».

La proposta di Boato e Bonelli (“Il coraggio di osare” è invece fortemente critica verso l'esperienza di Sl e punta alla nascita di «un nuovo movimento politico ecologista»: «Risultati elettorali e peso politico dei Verdi europei, in così forte controtendenza rispetto a quelli italiani, dimostrano - sostiene la seconda mozione - che lo spazio politico per una forza ecologista può esserci se si è in grado di associare» alle analisi critiche della società «un progetto politico realmente e radicalmente alternativo». Per i firmatari del documento le elezioni europee sono state per Sinistra e libertà, e quindi per i Verdi, un «fallimento» come già un anno fa era accaduto per la Sinistra Arcobaleno.

La terza mozione chiede, invece, di operare per la costruzione «di un nuovo Ulivo e di un nuovo
centrosinistra».

10 ottobre 2009
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