Ecatombe a Messina, ancora decine i dispersi

di Manuela Modicatutti gli articoli dell'autore

Ventidue morti, cento feriti, cinquecento sfollati. Sono numeri crescenti e “ballerini” (aggettivo di Bertolaso) che portano il peso di un unico bilancio: una tragedia. Dopo l’alluvione che si è abbattuta violenta sulle colline del sud-est della Sicilia si scava, si liberano strade, si estraggono cadaveri. Sono sette i paesi più colpiti: Giampilieri, Scaletta, Briga, Pezzolo, Molino, Altolia. Quest’ultima località è rimasta isolata fino alle 16 di ieri pomeriggio, quando il primo elicottero leggero dell'esercito ha finalmente raggiunto gli abitanti. Li portano via due alla volta, appesi al velivolo. L’intervento dei soccorritori era stato ostacolato dal crollo di un ponte, solo un capitano dell’esercito era riuscito a raggiungere la frazione, approfittando, a piedi, di un varco nella frana caduta sopra Giampilieri. Difficoltà nei soccorsi anche per Guidomandri, comune di Scaletta Zanclea, dove un centinaio di persone sono rimaste completamente isolate. Così l’estremità sud di Messina che da monte a mare è venuta giù come se scivolasse, spinta dal mesociclone, un temporale all'ennesima potenza, con nubi stratificate per 5 chilometri in altezza. Due ore di pioggia “concentrata”, sopra trent'anni di noncuranza ambientale.

 Il bilancio delle vittime si è aggravato ieri all’alba. È stato recuperato il corpo di una donna data per dispersa insieme ai due figli. Il corpo è stato scoperto ieri mattina a Giampilieri Superiore. Dopo il ritrovamento le ricerche dei vigili del fuoco sono proseguite nello stesso punto per cercare anche i corpi dei due bambini, Lorenzo, di due anni e mezzo, e Francesco, di sei. Ma solo nella piccola frazione di Giampilieri restano ancora 11 dispersi. “Balla” tra i trenta e cinquanta, invece, la stima totale dei dispersi, secondo la Protezione civile, considerate tutte le zone colpite. L'ultimo dei corpi identificati è quello di una badante di quarantotto anni, Monica Barascuia, dissotterrata a Scaletta. Tutti i feriti sono stati, invece, trasportati nei tre grandi centri ospedalieri di Messina. E sono oltre 400 gli abitanti delle zone colpite dal nubifragio trasportate nelle strutture alberghiere messinesi.

  Secondo il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, “serve un piano complessivo di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale. E per farlo occorrono 20-25 miliardi. Intanto aumentano anche le polemiche che vedono protagonisti alcuni amministratori. “Dico al sindaco di Messina e a Bertolaso che, a Scaletta, sono crollate case nel centro storico perfettamente a norma. La verità è che i soldi stanziati per i lavori di consolidamento del territorio non ci sono mai arrivati» - ha detto ieri Mario Briguglio, sindaco di Scaletta Zanclea, uno dei comuni del messinese devastati dal nubifragio. “Dopo l'alluvione del 2007 - ha aggiunto Briguglio - avevo chiesto 20 milioni di euro. Me ne hanno assegnati 500mila. Poi la conferenza di servizi Comune-Protezione Civile ha approvato i progetti esecutivi dei lavori di risanamento del territorio. E a quel punto tutto si è fermato”. Si attende, nel frattempo, l’arrivo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che potrebbe arrivare questa mattina, Sorvolerà in elicottero i centri colpiti dall'alluvione.

04 ottobre 2009
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