Lazio e Roma: risultati rovesciati
Roma come "la Bulgaria degli anni Settanta". A Roberto Morassut, segretario regionale in carica nonché candidato per la mozione Franceschi a succedere a se stesso, il risultato romano dei congressi di circolo non va giù. Vincitore, con mille voti di scarto, nel Lazio, proprio a Roma, dove è stato assessore all'urbansitica con Veltroni, Morassut si ritrova sonoramente battuto dal candidato della mozione Bersani, Alessandro Mazzoli, che per altro viene da Viterbo. Con un risultato che recita così: a Roma Mazzoli batte Morassut, 54% a 30% . Mentre nel Lazio Morassut batte Mazzoli 44,5% a 42,1%.
Molto buono sia nel Lazio che a Roma e ben al di sopra della media nazionale il risultato di Ileana Argentin, candidata per la mozione Marino che a Roma conquista addirittura un 16% e nel Lazio si attesta su un 13,5%.
Un risultato che rispecchia grosso modo quello per la segreteria nazionale. A Roma infatti, la mozione di Bersani si attesta al 56%, mentre la mozione di Franceschini non va oltre al 28%, mentre quella di Ignazio Marino è al 16%.
Nel Lazio, invece, è Franceschini a conquistare la maggioranza con il 44,1%, mentre Bersani si attesta sul 42,2% e Marino sul 13,4%.
Ma, in attesa dei risultati definitivi, Morassut lancia accuse pesantissime. Truppe di iscritti comparsi dal nulla. Circoli proliferati alla vigilia del voto. «Non e' normale che in pochi mesi siano proliferati i circoli in cui da pochissimi iscritti si e' passato a centinaia e centinaia. E' stato un fenomeno diffuso, con diversi casi in cui e' finita 150 a 0 o 200 a 0. Neanche nella Bulgaria degli anni Settanta sarebbe successo», attacca Morassut. «Il tesseramento - avverte- deve tornare ad essere regolare, deve essere fatto nel circolo del proprio territorio e perche' lo si vuole: non deve essere una barriera verso l'esterno, gli iscritti non sono truppe da mobilitare in occasione del congresso per poi scomparire nel nulla».
«Basta gettare fango», gli risponde il coordinatore romano del Pd, Riccardo Milana, già rutelliano, ora passato a sostenere la mozione Bersani. «Nei 145 congressi di circolo che si sono svolti a Roma, nei quali hanno votato circa 18mila iscritti, non ci sono state richieste di revisione dei voti e contestazioni. Tutto si è svolto nella massima trasparenza», replica.
Mentre l'ex diessino Ciarla, numero due del Pd romano, invita «ad abbassare i toni del conflitto interno al partito e a riportare il confronto nel merito e sui contenuti della costruzione del progetto del Pd per Roma e per vincere nel Lazio le prossime elezioni regionali». E rilancia: «Sullo svolgimento dei congressi a Roma la commissione del congresso unitaria non registra alcuna anomalia, mi sembra inoltre utile far notare che gli iscritti nella nostra città, con più del doppio degli abitanti e quasi il triplo dei voti ottenuti dal Pd alle scorse politiche, sono all'incirca lo stesso numero della provincia dove Morassut ottiene un'affermazione».




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