Rai, non solo Annozero: anche "Parla con me" sott'attacco

di Roberto Brunellitutti gli articoli dell'autore

Questa volta il delittaccio di lesa maestà si svolge nei bagni di Palazzo Grazioli (sia pur ricostruiti in studio). E così, com'era da aspettarsi, anche Serena Dandini e Parla con me sono entrati nel mirino censorio del governo di Re Silvio.

Evidentemente, il programma di Michele Santoro non basta come spauracchio: ieri il viceministro allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, ha esternato che la “fiction in pillole” che da stasera animerà la trasmissione di Rai3, dove due attrici vestono le panni di escort che rimangono chiuse in principeschi bagni tutti oro e stucchi “non è servizio pubblico”, allungando così la lista di quello che dovrebbe o non dovrebbe far parte dello spirito della tv di Stato: sì a reality show, a tg da monopensiero di stampo nordcoreano, a miss italie, a pontefici e padri pii, ma niente di niente che sia sgradita alla corte di Re Silvio.

“Mi risulta che stasera serena dandini mandi in unda una recita di tre minuti con ragazze non meglio identificate nei bagni, ricostruiti in studio, di Palazzo Grazioli. Mi chiedo cosa c'entri questo con il servizio pubblico”. L'avvertimento è chiaro: anche la satira è sotto osservazione, e non sono esclusi provvedimenti.

In realtà, il riferimento a Palazzo Grazioli, residenza del premier, non è mai esplicitato nello sketch di Parla con me, intitolato “Lost in wc”, così come si parla delle musiche di un certo menestrello “Apicale”. Che la cosa susciti scandalo presso la corte governativa in effetti non stupisce più di tanto: siamo in un paese in cui per mesi il Tg1 ha omesso anche solo di citare la vicenda delle escort e delle feste a Palazzo Grazioli, se non con oscure allusioni incomprensibili ai più. D'altronde, che non fosse un buon clima l'ha denunciato ieri in conferenza stampa la stessa Serena Dandini: “Finora non abbiamo subito censure, anche grazie a Rai3 e al suo direttore Paolo Ruffini. Però non si respira un buon clima: come dice Saviano, per censurare un programma non è necessario vietare la sua messa in onda. Basta impedirgli di lavorare in serenità, come ora si sta facendo con Santoro e Fazio, che – pur essendo la storia della Rai – devono sentirsi “tollerati” in azienda”. Ebbene sì, ci sentiamo un po' intimiditi”.

Ora l'uscita di Romani, che questa settimana sarà convocato in Vigilanza dopo aver annunciato l'intenzione dell'esecutivo di aprire un procedimento contro Annozero. No, non tira una buona aria, cara Serena.



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29 settembre 2009
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