Ahiahiai, signora Gelmini! E il ministro cade sulla grammatica
di ma.ge.tutti gli articoli dell'autore
Ahiahiai signora Gelmini, avrebbe detto Mike. Lo avrà fatto per mettere a loro agio i più ciucci nel primo giorno di scuola? Fatto sta che, primo giorno di scuola, il ministro dell'Istruzione, intervistata dal Tg1, ti piazza là un erroraccio bello e buono. Raggiunta dalle telecamere nel carcere minorile di Nisida, a Napoli, il ministro riassume in poche battute il Gelmini-pensiero. Se la prende con i prof che fanno politica. Minaccia controlli per chi non applica la riforma. E poi, ispirata dal luogo, parla dello stato de “i carceri”. Proprio così. Plurale di carcere. Solo che il ministro Gelmini lo declina al maschile: “i carceri” invece delle “carceri”. Ahiahiai...
Ci sta che il Codacons le consigli qualche ripetizione di italiano. «Errore da penna blu», la bacchetta l'associazione dei consumatori, con tanto di Dizionario della lingua italiana Devoto-Oli, se ce ne fosse bisogno. Mentre il presidenze Carlo Renzi propone: «Offriamo una equipe di docenti precari disponibili a fare ripetizioni di italiano al ministroGelmini cosicchè la responsabile dell'istruzione possa in futuro evitare strafalcioni come quello odierno».
Non male visto che diverse migliaia di insegnanti, grazie agli accorpamenti e alla decisione di stipare più alunni nelle classi, da quest'anno resteranno disoccupati.
Ad ogni modo la "papera" non arresta la lunga marcia di Gelmini per riconquistare alla causa della sua riforma la scuola. Errori di gramamtica o no, il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, per il primo giorno di scuola, indossa l'elmetto e va già durissima su quella «minoranza di dirigenti e insegnanti che fanno politica a scuola». «La scuola è una istituzione che va rispettata non è il luogo per le dispute e le conflittualità politiche», tuona durante la visita all'istituto penale minorile di Nisida. Ce l'ha con quei presidi e docenti che, secondo lei, usano le proteste per «fare politica a scuola». E lancia il suo manifesto per l'anno scolastico 2009-10. «Ho una profonda stima per quei docenti che, pur con stipendi bassi, fanno il loro dovere e si comportanto in modo corretto con il paese e con i loro studenti. Con queste persone ci tengo ad aprire un dialogo», assicura la ministra Gelmini. Ma: «No -scandisce- a chi fa politica a scuola, ci sono sempre dei margine per migliorare le riforme sulla base dell'esperienza, ma non facendo politica in classe».
Poi anche sulla carenza di fondi lamentata dalle scuole, il ministro risponde: «è una polemica che non sta in piedi, conosciamo tutti le condizioni restrittive imposte dalla crisi e dal bilancio dello stato. Non si può usare l'assenza di risorse per non applicare le riforme». Poi la minaccia: il ministero sta «costituendo un nucleo di valutazione di attuazione delle riforme», annuncia gelmini, per controllare che siano realmente applicate.
Infine gli immigrati. «In alcune classi la presenza degli immigrati sfiora quasi il 100%. E allora è chiaro che queste non sono le condizioni adatte per favorire l'integrazione perchè la scuola assolva la funzione di integrare», attacca sottolineando di aver «già annunciato annunciato un provvedimento, del quale stiamo studiando gli aspetti tecnici, che prevederà una quota e cioè un tetto del 30% proprio per favorire le condizioni migliori per una integrazione anche degli alunni stranieri.




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