Marino: «Mi vergogno del premier. Ma colpa anche di Bersani e Franceschini».
di ma.ge.tutti gli articoli dell'autore
La sfida congressuale è entrata nel vivo. E Ignazio Marino attacca a testa bassa i suoi avversari nella corsa per la segreteria del Pd. «Diciamolo con chiarezza: anche Franceschini e Bersani hanno responsabilità» rispetto al comportamento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi nei confronti della stampa «perchè erano membri del governo tra il 1996 e il 2001, quando il conflitto di interessi andava risolto».
«Chi ha avuto sette anni di tempo- dice Marino a Repubblica tv- per risolvere il conliftto di interessi e non l'ha fatto, non è credibile. Se l'avvessero risolto quando erano al governo non ci troveremmo oggi in una situazione in cui si fanno interventi di tipo squadristico nei confronti del direttore dell'avvenire».
Si prepara così Marino al confronto con gli avversari che torna a chiedere con forza, chiamando in causa questa volta anche Veltroni e D'Alema. «Da settimane chiedo un confronto pubblico tra i candidati perchè non si possono invocare le primarie all'americana e poi farla all'italiana», dice Marino: «Il confronto è necessario ma Bersani non risponde e Franceschini sostiene che non serva. Tra un pò rivolgerò l'invito agli azionisti di riferimento, Walter Veltroni e Massimo D'Alema».
Quanto a Berlusconi: «Mi vergogno di lui», dice Marino. «Un presidente del consiglio che chiede il numero di telefono in diretta alle conduttrici? Ci rendiamo conto di che immagine del paese diamo al resto del mondo?». «un mio amico di new york mi ha mandato il video: non potevo crederci, pensavo che fosse finto».




Condividi su: 
















