Caro Saviano lascia Mondadori

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Luisa Capelli e Vincenzo Ostuni sono amici da molti anni. Condividono passioni, idee e non pochi tormenti. Luisa è direttrice editoriale della casa editrice Meltemi, Vincenzo è editor presso Ponte alle grazie. Luisa ha fatto del suo tormento una missione, ha scelto di entrare in politica perché dice che «non è più possibile, in questo nostro Paese, vivere, lavorare, insegnare secondo le regole di giustizia, onestà e libertà». Vincenzo invece è un poeta, a detta di qualche suo amico leggerlo è come farsi un giorno di lavoro nella Fiat del boom economico, un impegno durissimo che ti riporta alla felicità (o infelicità) della poesia. Nel suo profilo Facebook lui si definisce comunista rivoluzionario internazionalista senza troppa fretta, mentre lei è una democratica con simpatie anarchiche, libertaria con passione comunista. Da pochi giorni i due amici hanno lanciato un appello in rete. Un appello a Roberto Saviano.

«Caro Roberto,ti leggiamo, ti ascoltiamo, ti seguiamo nelle uscite pubbliche, siamo solidali con le tue scelte e comprendiamo il costo altissimo che stai pagando. Proprio per questo... Ti chiediamo di lasciare Mondadori». L’appello ha suscitato adesioni entusiaste e critiche feroci. Qualcuno dice è una battaglia di nicchia, altri dicono che è la battaglia della vita. Molti accusano «bonariamente» i due amici di conflitto di interessi (Vi piacerebbe pubblicarlo voi eh?). La rete diventa un’agorà. Un dibattito serio che non vedremo mai a Porta a Porta. Intanto le adesioni sono arrivate a 1000. Vincenzo e Luisa con il loro gesto, giusto o sbagliato che sia, ci hanno mostrato che il monopolio va oltre la TV. Questo fatto ci interessa o no? Forse è solo questo il punto.

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18 novembre 2009
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